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4 errori da non fare quando si corteggia una ragazza

4 Settembre 2020
4 errori da non fare quando si corteggia una ragazza

Molestie, stalking, violenza sessuale, violenza privata: quando l’amore diventa un reato. 

In guerra e in amore tutto è concesso. Ma se il diritto ammette, in circostanze belliche, l’omicidio o la prigionia, non giustifica invece il corteggiamento ossessivo, il delitto passionale, gli insulti per gelosia. 

Insomma, la passione non è un valido motivo per imporre la propria presenza o, tanto più, per far del male agli altri. 

In questo breve articolo voglio indicarvi 4 errori da non fare quando si corteggia una ragazza. Errori comuni che, il più delle volte, si commettono proprio perché accecati dalla volontà di avere, tutto per sé, l’oggetto del proprio desiderio. Ed è lì che si rimane fregati, perché in questa ottusa cecità non si capisce puntualmente il confine tra lecito e illecito. Nella migliore delle ipotesi, si fa la figura degli inopportuni, per non dire dei fessi; al peggio, si rimanere invece incastrati in un processo penale. 

Da avvocato ve lo assicuro: non sono inferiori i danni che fa l’amore – se così lo vogliamo chiamare – rispetto a quelli del vile denaro. Ed allora ecco una rassegna di quattro comuni casi in cui “cuore” non fa rima con “amore” ma con “dolore”: quello che deriva dal pagamento della parcella dell’avvocato.

Non pedinatela e non fatele complimenti volgari 

Pedinare una persona, farle dei complimenti volgari per strada, importunarla insomma, fa scattare il reato di molestie. Per integrare questo comportamento basta agire in un luogo pubblico ed essere sgraditi o petulanti. Le molestie possono essere integrate anche con qualche messaggio sul telefonino. Quindi, occhio a non stressarla.

Anche il pedinamento può configurare il reato di molestie. Se lei si accorge che le state alle calcagna e si preoccupa può chiamare i carabinieri. 

Se vi accostate con il motorino mentre lei passeggia e le dite che è molto bella non state commettendo reato, ma se lei vi dice di lasciarla stare e ciò nonostante proseguite nel vostro “corteggiamento”, lei può prendervi la targa e andare dalla polizia.

Non inondatela di messaggi e telefonate

Se vi dico la parola stalking penserete di certo al maniaco sessuale che fa squilli di notte, che ansima alla cornetta del telefono, che minaccia la sua vittima e che la stringe in una morsa psicologica fino a farla esplodere. Ma lo stalking non è solo questo. 

La Corte ha sposato un’interpretazione molto estensiva. Pensate che, in una recente sentenza [1], i giudici supremi hanno ritenuto configurato il reato per tre soli sms sgraditi inviati nell’arco di dieci anni se da ciò la vittima ha subito un grave stato d’ansia o di timore per la propria incolumità o se, per causa vostra, ha modificato le proprie abitudini (ad esempio, ha smesso di andare a lavoro a piedi, ha cancellato il proprio account di Facebook, ha deciso di cambiare strada quando rientra a casa).

Insomma, occhio alla frequenza con cui tentate di contattare la vostra preda: lo stalking scatta anche con condotte tra loro diradate nel tempo. 

Mi sembra di sentire le voci dei più polemici: «Ma allora bisogna farsi rilasciare una liberatoria prima di telefonare a una ragazza?». Non esageriamo: quello che il Codice penale vuole evitare è che dalla condotta persecutoria possano derivare dei turbamenti psicologici nella vittima. Se questi non subentrano, potete telefonare. Ma questo non vi autorizza neanche a fare telefonate non gradite: se lei vi dice «Non chiamarmi più» e, invece, non la state a sentire, può querelarvi per il più blando reato di molestie. Che comunque è sempre un reato.

Non datele un bacio se non siete certi che vi possa scansare

Qualcuno ha detto che il problema delle donne è che usano un vocabolario diverso da quello degli uomini. Quando dicono “no” è probabilmente un “si”, e quando dicono un “si” è un “forse”. Così qualcuno pensa di passare direttamente ai fatti e, anziché avvicinare galantemente la mano e stringere la sua, decide di avvicinare le labbra al collo o alla sua bocca. Come vi ho già avvisato in un precedente video, questo comportamento può far scattare il reato di violenza sessuale se la donna non è in condizione di divincolarsi. Se, ad esempio, la cingete da un fianco e la spingete con le spalle al muro in modo che non possa scappare o se le mettete la mano sul collo per spingerla verso di voi state commettendo reato. Se, invece, vi avvicinate gradatamente allora siete nel giusto. Come dire: per non rischiare, dovete essere pronti a ricevere un bello schiaffo.

Se così stanno le cose potrete ben intuire cosa succede se, anziché al bacio, state pensando di darle un pizzicotto sulle natiche o avete intenzione di poggiare la vostra mano sul seno: qui una bella denuncia per violenza sessuale non ve la toglie nessuno. 

Non obbligatela ad ascoltarvi

Se state discutendo animatamente con la vostra amica perché magari vorreste mettervi con lei e, invece, vi dice che non ne vuol sapere, non potete costringerla con la forza ad ascoltarvi. Tanto per fare un esempio, la Cassazione ritiene che ci sia il reato di violenza privata nel comportamento di chi strattona una donna in macchina per parlare con lei o che, per non farla scendere, accelera improvvisamente. 

Allo stesso modo, non potete mettervi davanti alla porta di una camera e impedirle di uscire o peggio chiudere la porta a chiavi.

In sintesi

Insomma, avete capito: per non farsi denunciare dalla ragazza che si vuole corteggiare non bisogna:

  • essere inopportuni e assillanti;
  • essere volgari, specie se vi trovate in un luogo pubblico;
  • essere invadenti o destare timore nella vittima;
  • comportarsi in modo che lei non possa evitarvi e andare via.

Se commetterete uno di questi errori, ci rivedremo in un’aula di tribunale.


note

[1] Cass. sent. n. 25026/20. 


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