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Durata residenza per agevolazioni prima casa

2 Novembre 2020 | Autore:
Durata residenza per agevolazioni prima casa

Vantaggi fiscali prima casa. Quando è essenziale risiedere nel Comune in cui è presente l’immobile e per quanto tempo bisogna conservare tale requisito.

Le agevolazioni fiscali legate all’acquisto della prima casa sono molto interessanti. Se, infatti, compri da un privato dovrai pagare un’imposta di registro del 2%, di gran lunga inferiore rispetto a quella ordinariamente prevista del 9%. Se, invece, il venditore è un’impresa dovrai riconoscere l’Iva al 4%, in luogo di una percentuale molto più elevata se l’acquisto dovesse essere compiuto senza alcuna agevolazione. Inoltre, sono quantificate in misura ridotta anche l’imposta catastale e quella ipotecaria. In verità, non tutti possono accedere a queste facilitazioni, ma soltanto coloro che eleggono la residenza nel comune di ubicazione dell’immobile prescelto. Molti, però, si chiedono per quanto tempo debba essere mantenuto questo requisito e, pertanto, quanto deve essere la durata della residenza per non perdere le agevolazioni prima casa.

Ad esempio, potrebbe avere questo dubbio il titolare di un appartamento che vuole seguire la moglie nel Comune dove questa ha, finalmente, trovato lavoro. Si tratterebbe, però di un trasferimento successivo all’acquisto della prima casa. In questa come in altre circostanze c’è il rischio di subire un accertamento fiscale? Per quanto tempo deve essere mantenuta la residenza per non perdere le agevolazioni prima casa? Nel prosieguo dell’articolo scioglierò i tuoi dubbi.

Agevolazioni acquisto prima casa: requisiti

In occasione dell’acquisto di un immobile, sono vari i presupposti che devono ricorrere per poter usufruire delle agevolazioni prima casa. Ad esempio, non è possibile ottenere le riduzioni d’imposta, se già si è già comprato un immobile, anche pro quota o in comunione, avvalendosi delle facilitazioni in esame. Oppure, non può accedere ad alcuno sconto colui che intende comprare un’abitazione di lusso.

Ad ogni modo, se vuoi approfondire questo argomento puoi consultare l’articolo l’agevolazione fiscale sulla prima casa, dove troverai ogni ulteriore informazione in merito.

Ciò che è qui importante ricordare è il requisito della residenza: l’acquirente può beneficiare degli sconti fiscali previsti dalla legge solo se il bene si trova nel comune in cui ha eletto la propria dimora abituale.

La residenza è necessaria per le agevolazioni prima casa

Come avrai già compreso leggendo il paragrafo precedente, uno dei presupposti per accedere alle agevolazioni legate all’acquisto della prima casa è, senza dubbio, l’elezione della residenza nel territorio comunale in cui è ubicato l’immobile.

In particolare, si tratta di un requisito che può essere conseguito anche in un momento successivo alla conclusione della compravendita. Nello specifico, la legge concede al compratore un termine di 18 mesi per procedere al cambio di residenza. Ciò significa che l’acquirente ha un anno e mezzo di tempo per trasferire la propria dimora abituale nel Comune in cui è presente l’abitazione comprata con le agevolazioni.

Ricordati, inoltre, che tale intenzione deve essere, esplicitamente, dichiarata all’interno del rogito notarile, altrimenti decadi dai predetti benefici fiscali.

Residenza necessaria per agevolazioni prima casa: eccezioni

La legge prevede alcune eccezioni al requisito della residenza. In altri termini, in alcuni casi, l’acquirente può accedere alle agevolazioni previste oppure non decade da tali benefici anche se conserva la propria dimora abituale all’interno di un Comune diverso da quello in cui è ubicato l’immobile acquistato. Esse corrispondono alle seguenti ipotesi:

  • l’immobile si trova all’interno del territorio comunale dove il compratore svolge la propria attività. Si tratta del caso del lavoratore o dello studente che acquistano il bene e che possono mantenere la propria residenza originaria, senza perdere la possibilità di usufruire delle agevolazioni;
  • la casa è posta nel comune dove ha sede o svolge attività il datore dell’acquirente e questi si è trasferito all’estero per ragioni di lavoro;
  • l’immobile è presente all’interno del territorio nazionale, ma è acquistato da un cittadino italiano residente all’estero e debitamente registrato all’Aire;
  • l’abitazione è comprata da una persona facente parte del personale delle Forze armate o delle Forze di polizia. In questo caso, infatti, la legge consente a queste particolari categorie di lavoratori di accedere alle agevolazioni in materia, senza dover eleggere la propria residenza all’interno del comune in cui è ubicato l’immobile.

Agevolazioni prima casa: posso cambiare residenza successivamente?

Avrai capito che il requisito della residenza, necessario per accedere ai benefici fiscali legati all’acquisto della prima casa, è rispettato se già si dimora abitualmente all’interno del Comune interessato o se è stato fatto il trasferimento, mediante dichiarazione all’anagrafe, nei 18 mesi successivi alla compravendita. Resta, quindi, da capire per quanto tempo debba essere mantenuto tale presupposto.

Sotto questo aspetto la legge non afferma alcunché. Di conseguenza, se ne deduce che, successivamente alla precedente elezione di residenza, è possibile modificare la propria dimora anagrafica. Lo si può ricavare anche dal sito dell’Agenzia delle Entrate dove, a proposito della decadenza dai benefici fiscali in materia, si richiamano soltanto il caso in cui si rendono dichiarazioni mendaci nell’atto e quello del mancato trasferimento della residenza nei 18 mesi successivi all’acquisto.

Non sarebbe, perciò, legittimo un accertamento fiscale che intendesse sanzionare un ulteriore trasferimento dell’acquirente. Ciò va detto, soprattutto, ove il cambiamento fosse giustificato da motivi personali o di lavoro che suggerirebbero o, ancor più, imporrebbero tale modifica.



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