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Se il figlio minorenne va in moto senza casco la multa la paga il genitore

22 Novembre 2013
Se il figlio minorenne va in moto senza casco la multa la paga il genitore

A compiere l’illecito è il padre che ha omesso la sorveglianza sul giovane in virtù della potestà che gli compete.

Risponde il genitore, a titolo personale e diretto, per l’infrazione del codice della strada commessa dal figlio minorenne visto che ha omesso la sorveglianza sul giovane alla quale era tenuto, in virtù della potestà genitoriale. A dirlo è stata ieri la Cassazione [1].

Non è assoggettabile a sanzioni amministrative, ivi comprese le multe per violazione del codice della strada, chi, al momento dell’infrazione, non ha compiuto diciotto anni: in tal caso, della violazione risponde chi era tenuto alla sorveglianza dell’incapace, salvo che provi di non avere potuto impedire il fatto. In altre parole, il genitore (o, comunque, chi era tenuto alla sorveglianza del ragazzino) può evitare di pagare la multa solo se dimostra di aver posto ogni condotta necessaria a impedire l’illecito (come, per esempio, aver chiuso il mezzo in garage e conservato le chiavi in un cassetto, ecc.).

Pertanto, in caso di violazione commessa da minore, le autorità devono comunque redigere il verbale di accertamento; tuttavia, la contestazione della violazione deve avvenire nei confronti dei soggetti tenuti alla sorveglianza del minore (i genitori, i tutori, ecc.).

Ciò si realizza con la redazione di un apposito verbale di contestazione nei loro confronti. In tale verbale bisogna innanzitutto specificare il tipo di rapporto che intercorre tra i “sorveglianti” e il minore, rapporto in ragione del quale i primi sono tenuti al controllo del secondo nel momento del fatto. Inoltre si deve specificare l’attribuzione a essi della responsabilità per l’illecito amministrativo.

Insomma, il padre deve essere indicato quale “trasgressore” non già della norma del codice della strada come autore materiale del fatto, ma per la violazione del dovere di vigilanza in virtù della potestà che egli esercita sul minore, effettivo autore dell’infrazione. Si configura così la responsabilità personale e diretta in capo al genitore (pur se non autore materiale del fatto) per l’infrazione commessa dal figlio minore.


note

[1] Cass. sent. n. 26171 del 21.11.2013.


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