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Cosa rischia chi suggerisce le risposte di un test al telefono?

6 Settembre 2020
Cosa rischia chi suggerisce le risposte di un test al telefono?

Bandi e concorsi: si può incriminare chi invia le risposte del quiz tramite chat o email?

La ragione per cui ai bandi, concorsi e test attitudinali è vietato portare i cellulari è facilmente intuibile: i moderni smartphone consentono di comunicare a distanza in vario modo, non solo tramite la linea telefonica tradizionale ma anche con chat ed email. Facile sarebbe allora ottenere il suggerimento da parte di un esterno che possa aiutare il candidato a superare la selezione. Si pensi alla prova scritta di un test di guida, all’esame di abilitazione professionale, al concorso per entrare nella pubblica amministrazione. 

Quand’anche un candidato dovesse riuscire a portare con sé il telefonino, gli addetti al servizio di sorveglianza girano tra i banchi per verificare che non vi siano infrazioni al regolamento. Ma, nel caso in cui ciò dovesse verificarsi, cosa rischia chi suggerisce le risposte di un test al telefono? La risposta è stata fornita proprio di recente dalla Cassazione [1].

Il dubbio che si è prospettato innanzi alle aule della Suprema Corte è se tale comportamento potesse costituire reato e, nell’eventualità, quale tipo di reato potesse dirsi integrato. 

I giudici hanno bocciato l’interpretazione secondo cui il comportamento di chi suggerisce le risposte di un test di esame risponderebbe del reato di «falso ideologico in atto pubblico». Esiste una norma più speciale che sanziona proprio tale ipotesi ed è quella prevista dalla legge 475/1925. Ai sensi dell’articolo 2, «chiunque esegue o procura studi, pubblicazioni, progetti tecnici, e in genere lavori» per far conseguire ad altri lauree o altri titoli scolastici o accademici, per l’abilitazione all’insegnamento ed all’esercizio di una professione, per il rilascio di diplomi o patenti, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno.

Non solo. Ai sensi dell’articolo 1, la stessa pena è comminata al beneficiario del suggerimento. Recita la norma: «Chiunque in esami o concorsi, prescritti o richiesti da autorità o pubbliche amministrazioni per il conferimento di lauree o di ogni altro grado o titolo scolastico o accademico, per l’abilitazione all’insegnamento ed all’esercizio di una professione, per il rilascio di diplomi o patenti, presenta, come propri, dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno».

Insomma, l’articolo 1 della legge del 1925 colpisce esplicitamente chi presenta lavori altrui falsamente attribuiti a sé, mentre l’articolo 2 sanziona penalmente proprio chi li esegue o li procura ad altri. Detto in termini più pratici, ad essere responsabili penalmente sono sia il suggeritore che il candidato: entrambi sono soggetti alla medesima sanzione penale.  

La pena sussiste anche se il candidato viene scoperto prima della consegna dell’elaborato, mentre si aggrava se l’intento viene conseguito. 

Pertanto, avvisa la Corte, chi suggerisce al telefono le risposte ai quesiti dell’esame risponde del reato di chi procura lavori altrui finalizzati al conseguimento di titoli, diplomi o attestazioni pubbliche.  

Va quindi applicata la norma sulla cessione di lavori altrui che non riguarda solo la composizione di un atto materiale apparentemente attribuibile all’autore, ma anche il fornire al telefono indicazioni e soluzioni atte a mettere in condizione l’apparente titolare del lavoro presentato di superare un test, un esame o una qualsivoglia prova che dia diritto a un riconoscimento di rilevanza giuridica. 

Il reato scatta anche per il semplice tentativo, scoperto nel corso della prova, mentre subisce un trattamento sanzionatorio più grave se l’inganno viene portato a termine. 

Tale legge, infatti, consente di sanzionare in maniera più precisa proprio quel segmento della condotta che, senza riuscirvi, è rivolto a indurre in errore il pubblico ufficiale.


note

[1] Cass. sent. n.  n. 25027/2020 del 3.09.2020.


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