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Elezioni regionali: dove si gioca la vera partita

4 Settembre 2020 | Autore:
Elezioni regionali: dove si gioca la vera partita

Secondo l’ultimo sondaggio, il centrodestra è in vantaggio per 3 a 1 sul centrosinistra. Gli altri due punti sono ancora in bilico in Puglia e Toscana.

In quattro su sei i giochi sembrano fatti. Ne restano due, dove tutto può ancora succedere. Il tabellone delle elezioni regionali del 20 e 21 settembre, secondo gli ultimi sondaggi, segna un provvisorio 3 a 1 per il centrodestra ai danni del centrosinistra. Giovanni Toti non dovrebbe avere grossi problemi a confermare la carica di governatore in Liguria, così come Luca Zaia mantiene saldo il vantaggio in Veneto. Nelle Marche, il candidato di Fratelli d’Italia Francesco Acquaroli sarebbe attorno al 50% delle preferenze contro un massimo del 39% per l’avversario Maurizio Mangialardi. L’unico «gol» per il centrosinistra lo segna in Campania l’inossidabile Vicenzo De Luca.

Mancano, però, ancora due palloni da mettere in rete e a segnare sono chiamati i candidati di Puglia e Toscana. Alle loro spalle, le rispettive squadre cercano di trovare la giocata vincente. Quel che appare certo è che, ben che vada al centrosinistra, la partita finirà in pareggio. Ma non si esclude la disfatta.

In Puglia c’è stato un vero e proprio capovolgimento delle previsioni fatte finora. Il recentissimo sondaggio della società Noto rileva il vantaggio dell’aspirante governatore del centrodestra Raffaele Fitto, con una forbice tra il 39% e il 43%, rispetto al presidente uscente del centrosinistra Michele Emiliano, fermo tra il 36% e il 40%. È vero che i numeri sono abbastanza simili, per quanto Fitto abbia un picco massimo leggermente superiore. Ma è altrettanto vero che in partenza le cose non stavano così. E che si tratta di un sostanziale sgarro nei confronti di un governatore uscente.

E mentre al Sud «l’attaccante» del centrodestra Fitto si smarca e sembra lanciato in porta per segnare il 4 a 1, in Toscana la situazione è più equilibrata. Al momento sembra in vantaggio il candidato del centrosinistra Eugenio Giani, a cui viene attribuito tra il 42% e il 46% delle preferenze. Si avvicina sempre più, però, l’avversaria del centrodestra, la leghista Susanna Ceccardi, tra il 39% e il 43%. A Giani farebbe comodo quell’8% circa che avrebbe in mano la candidata del Movimento 5 Stelle Irene Galletti. Ma, come si sa, l’alleanza di Governo non è stata messa in atto nelle Regioni, dove ciascuno corre per sé. La prima distrazione sarà fatale per Giani o per Ceccardi. È qui che si gioca la vera partita delle Regionali 2020. Non tanto per il risultato complessivo quanto per la singola gara: per il Pd, incassare una sconfitta in Toscana sarebbe come se una squadra che aspira al Campionato perdesse il match decisivo in casa.



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