Diritto e Fisco | Articoli

Invalidità Inps: per quali malattie?

6 Settembre 2020 | Autore:
Invalidità Inps: per quali malattie?

Riduzione della capacità lavorativa e riconoscimento dei benefici per invalidi: quali patologie danno diritto alle agevolazioni?

A causa di una malattia o di una menomazione hai delle difficoltà permanenti a lavorare? Potrebbe esserti riconosciuta l’invalidità, o più precisamente lo stato d’invalidità.

L’invalidità consiste infatti nella riduzione della capacità lavorativa, derivante da un’infermità o da una menomazione; per i minorenni e per coloro che hanno compiuto 67 anni, quindi non più in età di lavoro, la valutazione dell’invalidità non si basa sulla capacità lavorativa, ma sulla capacità di svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età.

Lo status di invalido dà diritto a molteplici benefici: dall’assegno di assistenza alla pensione d’inabilità, dalle maggiorazioni contributive al collocamento obbligatorio.

Bisogna però distinguere tra differenti tipologie d’invalidità, che danno diritto a benefici diversi, di tipo previdenziale o assistenziale.

Nel dettaglio, è necessario non confondere l’invalidità civile, alla quale sono collegate diverse prestazioni di assistenza, come la pensione d’invalidità civile o l’assegno sociale sostitutivo, con l’invalidità specifica, o pensionabile, o invalidità Inps, che dà invece diritto a prestazioni previdenziali come l’assegno ordinario d’invalidità, o a pensioni d’inabilità o invalidità specifica.

Ma l’invalidità Inps per quali malattie è riconosciuta? L’invalidità pensionabile Inps, a differenza dell’invalidità civile, non si valuta sulla base della riduzione della capacità lavorativa generica. Al contrario, per stabilire il grado d’invalidità Inps si valuta la riduzione della capacità lavorativa in rapporto alla specifica professione, o alle competenze, alle mansioni ed alle attitudini dell’interessato. Per la valutazione, si possono utilizzare criteri particolari anche a seconda del fondo previdenziale a cui il disabile è iscritto, in base all’attività lavorativa assicurata presso la gestione. Ma procediamo con ordine.

Invalidità Inps per malattie dell’apparato cardiocircolatorio

Se l’interessato ha delle malattie all’apparato cardiocircolatorio può ottenere l’invalidità Inps pensionabile? La risposta è affermativa, anche se la gravità dell’invalidità dipende dal tipo di patologia.

Tra le patologie e le menomazioni che danno diritto a un’invalidità dal 71 al 100% ci sono aritmie, coronaropatie, valvulopatie, miocardiopatie, cardiopatie ipertensive, aneurisma dell’aorta toracica o addominale, arteriopatie ostruttive, difetto interventricolare, pericarditi croniche.

Per conoscerle tutte, assieme al grado d’invalidità riconosciuto leggi l’articolo sull’invalidità Inps per malattia dell’apparato cardiocircolatorio.

Invalidità Inps per malattie dell’apparato respiratorio

Per quanto riguarda le malattie e le menomazioni dell’apparato respiratorio, tra quelle a cui è collegata una maggiore riduzione della capacità lavorativa nelle tabelle Inps vi sono patologie asmatiche, ostruttive e restrittive, interstiziopatie, trapianto del polmone.

Per conoscerle tutte, assieme al grado d’invalidità riconosciuto, leggi: Invalidità Inps per malattia dell’apparato respiratorio.

Invalidità Inps per malattie dell’apparato digerente e urinario

Numerose anche le patologie all’apparato digerente che possono dar luogo al riconoscimento di una consistente percentuale d’invalidità Inps. Tra quelle a cui è collegata una maggiore riduzione della capacità lavorativa vi sono stenosi esofagea, cirrosi epatica, trapianto di fegato, sindrome da malassorbimento, malattie infiammatorie croniche intestinali.

Tra le patologie dell’apparato urinario vi sono invece insufficienza renale cronica o terminale in emodialisi, estrofia della vescica ed il trapianto renale con complicanze.

Invalidità Inps per malattie dell’apparato osteoarticolare e locomotore

Tra le patologie dell’apparato osteoarticolare e locomotore che possono dar luogo al riconoscimento di una consistente percentuale d’invalidità Inps vi sono l’agenesia completa bilaterale degli arti superiori, l’amputazione o la perdita delle due mani, l’amputazione bilaterale della coscia o della gamba

Per approfondire, leggi: Patologie dell’apparato osteoarticolare e locomotore, invalidità Inps.

Invalidità Inps per malattie dell’apparato neurologico

Numerosissime le malattie dell’apparato neurologico che danno diritto al riconoscimento di una consistente percentuale d’invalidità Inps. Tra queste la sclerosi multipla, la demenza vascolare, il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, l’epilessia, l’emiparesi grave, l’emiplegia, paraparesi, paraplegia e tetraparesi, atassia e afasia, diverse mielopatie.

Per conoscere le patologia e l’invalidità a queste ricollegata nelle tabelle Inps, leggi l’approfondimento: Invalidità Inps per malattie dell’apparato neurologico.

Invalidità Inps per malattie dell’apparato psichico

Anche le patologie psichiche rilevano pienamente ai fini del riconoscimento dell’invalidità pensionabile. Tra quelle per le quali l’invalidità riconosciuta è maggiore vi sono la schizofrenia, il disturbo amnesico persistente indotto da sostanze, la depressione maggiore, il disturbo bipolare, i disturbi deliranti (come paranoia, parafrenia, delirio condiviso…), l’anoressia nervosa e i ritardi mentali.

Patologie dell’apparato uditivo, vestibolare e visivo

Per quanto concerne l’apparato uditivo e vestibolare, la patologia più grave che figura nelle linee guida Inps per l’invalidità è la sordità da perdita uditiva grave bilaterale, con evidenti fonologopatie audiogene. Vi sono poi gli acufeni, la lesione del padiglione, le perdite uditive, le stenosi, le timpanopatie, le otiti croniche, le sindromi vestibolari e le vertigini.

Per quanto riguarda l’apparato visivo, la riduzione di capacità lavorativa più elevata nelle tabelle Inps si ha per ipovisione grave, cecità parziale e assoluta (che dà diritto al riconoscimento del 100% d’invalidità).

Patologie congenite, neoplastiche, ematologiche, reumatiche e malattie rare

Vi sono poi patologie di varia natura, ad esempio congenite, neoplastiche, reumatiche ed ematologiche, nonché diverse malattie rare che danno luogo a consistenti riduzioni della capacità lavorativa nelle tabelle Inps. A titolo esemplificativo, ricordiamo, tra le più gravi patologie congenite, la fibrosi cistica, la sindrome di down.

I tumori danno luogo a un’invalidità dal 21 al 100%, a seconda dello stadio di gravità: a favore dei pazienti in chemioterapia può essere peraltro riconosciuta l’indennità di accompagnamento.

Anche l’Aids, elencata nelle patologie ematologiche non neoplastiche, dà luogo a un’invalidità dal 21 al 100%, a seconda del grado di evoluzione della malattia.

L’invalidità del 100% può essere riconosciuta, a seconda della gravità, anche per la talassemia e per l’artrite reumatoide, per la sclerodermia, la spondilite anchilosante e le altre spondiloartriti, il lupus eritematoso e le vasculiti; l’artrosi, a seconda della gravità, dà luogo a un’invalidità dal 5% al 100%.

Altre malattie per le quali è riconosciuta l’invalidità

Oltre a quelle elencate, vi sono numerose patologie riconosciute dall’Inps non solo nelle linee guida dell’istituto, ma anche nelle tabelle ministeriali relative all’invalidità civile.

Qui l’Elenco completo delle patologie invalidanti riconosciute dall’Inps, sia in relazione all’invalidità civile che all’invalidità specifica.

Come si chiede l’invalidità Inps?

Mentre il riconoscimento dell’invalidità civile, così come dell’handicap- legge 104, della non autosufficienza per l’accompagnamento, della cecità e della sordità, si richiede con una procedura unica (qui la guida alla domanda d’invalidità), la procedura per il riconoscimento dell’invalidità pensionabile Inps varia a seconda della prestazione richiesta, della gestione previdenziale d’iscrizione e della categoria di appartenenza.

Solitamente, la richiesta di riconoscimento dell’invalidità specifica è inviata contemporaneamente alla domanda di prestazione pensionistica, previa emissione, da parte del medico curante, di un certificato introduttivo. Puoi leggere la nostra guida alla domanda di pensione di vecchiaia anticipata per invalidità, per farti un’idea della procedura.

Per quanto riguarda i dipendenti pubblici, invece, la domanda d’invalidità specifica Inpdap deve essere presentata all’ente presso il quale il lavoratore svolge o ha svolto l’ultimo servizio. Il certificato medico, a firma del proprio medico curante, deve essere obbligatoriamente redatto secondo un modello specifico [1], diverso dal certificato medico introduttivo utile per la domanda d’invalidità generica.


note

[1] Allegato 1 al Decreto Ministeriale 187/1997.


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube