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Fare la Camgirl è legale?

6 Settembre 2020
Fare la Camgirl è legale?

Camgirl e camboy: come comportarsi e cosa dice la legge? Come regolarizzarsi col fisco?

Alcuni lettori ci hanno chiesto se fare la camgirl è legale? Camgirl per le femminucce ovviamente, o il camboy per i maschietti. Cosa dice la legge a riguardo? Chi vuole intraprendere questa attività come deve comportarsi con il fisco?

Cerchiamo innanzitutto di capire cos’è la camgirl o il camboy e in cosa si distingue la loro attività dalla normale prostituzione. Cosa fanno materialmente queste persone e come si procurano il pane?

Camgirl e camboy: il fenomeno

Lo smart working non è mai stato così di moda. Anche la pornografia fa oggi i conti con la rivoluzione telematica.

Ricordiamo che la pornografia è assolutamente legale: sia per chi la pratica, sia per chi ne fruisce, su internet o sulla televisione. Oggi, in Italia, rischia un’incriminazione penale solo chi induce le donne a divenire prostitute o partecipa ai loro utili così sfruttandole. Insomma, non è legale fare l’intermediario di escort.

Dunque, se guardate un film porno o vi collegate con un sito hard non state commettendo alcun reato. Non lo commettete neanche se salvate certe foto piccanti sul vostro pc, a meno che ovviamente non siano di minorenni, nel qual caso risponderete del reato di detenzione di materiale pedopornografico.

Parlavamo di smart work. Con internet il sex work è aumentato in modo esponenziale. Non solo quello delle escort che oggi intercettano i clienti anche grazie agli annunci online e alle piattaforme dedicate, ma anche quello delle cosiddette pornostar, quelle che un tempo facevano i film per adulti e che oggi, invece, si sono riciclate a fare video clip di media durata, destinati ai siti porno.

All’interno di tale ambito si colloca un fenomeno esploso proprio con la crisi economica: quello delle camgirl, ossia ragazze e donne in media con meno di 40 anni che, sfruttando lo schermo ed una web cam, si fanno vedere mentre simulano rapporti sessuali, praticano atti di autoerotismo o altri giochi erotici in cambio di denaro.

A differenza della prostituzione, però, nel caso delle camgirl e dei camboy non c’è alcun contatto fisico con i clienti, ma solo un rapporto a distanza, mediato appunto dalla connessione internet. Insomma, queste persone accettano di farsi vedere mentre si spogliano. Ed ora a dedicarsi a quest’arte – se così vogliamo chiamarla – sono anche le più giovani, che in questo modo arrotondano lo stipendio o si mantengono. A volte, lo fanno con una mascherina sugli occhi, per non farsi riconoscere e condurre così una vita ordinaria, magari con un partner che di ciò è del tutto ignaro.

Il numero di camgirl è impressionante. Pensate che, secondo il Codacons, nel lontano 2014 il fenomeno coinvolgeva ben 18.000 donne ed oggi i numeri potrebbero essere raddoppiati. La garanzia dell’anonimato e la possibilità di non mostrare necessariamente il proprio volto hanno fatto esplodere questo fenomeno proprio durante il lockdown del coronavirus.

Non si tratta necessariamente di persone che vivono ristrettezze economiche. Il lusso è diventato ormai “di moda” e c’è chi, con questo lavoro, può togliersi più di uno sfizio.

I guadagni per chi gestisce queste piattaforme sono, invece, impressionanti.

È legale fare la camgirl o il camboy?

Se è vero, come abbiamo detto, che tanto la pornografia quanto la prostituzione in Italia sono legali, non possiamo che concludere che anche l’attività delle camgirl e dei camboy è del tutto lecita. Bisogna naturalmente essere maggiorenni.

Non c’è bisogno di aderire a una rete o ad una piattaforma già esistente, anche se con questa modalità sarà più facile intercettare la clientela. Chiunque, pertanto, può aprire un proprio spazio su internet, magari darsi un nome d’arte, e invitare il pubblico a vedere i propri spettacoli erotici.

Siccome non si tratta di prostituzione, non ha alcuna responsabilità neanche il gestore di un sito che pubblicizza i servizi delle sue inserzioniste. Quindi, se volete, potete anche essere voi stessi intermediari di camgirl o camboy.

Come si regolarizza con il fisco la camgirl o il camboy?

La voce di corridoio che dipinge le escort come contribuenti modello che vorrebbero pagare le tasse ma che non possono farlo solo perché, nella dichiarazione dei redditi, non ci sarebbe un codice per la loro attività, è appunto una leggenda metropolitana. A riguardo, è intervenuta la Cassazione a spiegare che anche le prostitute devono pagare le tasse e lo devono fare sbarrando la casella «Redditi diversi» contenuta nella dichiarazione da inviare all’ufficio delle imposte. Non ci sono scuse quindi e, in teoria, queste persone dovrebbero munirsi di una Partita Iva ed emettere fattura.

Stesso discorso vale per camgirl e camboy: si tratta di lavoratori autonomi che, se svolgono l’attività in modo costante, devono avere una propria Partita Iva a prescindere dal volume dei ricavi. Se svolgono invece un’attività saltuaria, potranno limitarsi ad emettere una ricevuta per prestazione occasionale (senza quindi apertura di Partita Iva) a condizione che il volume d’affari annuale non sia superiore a 5.000 euro.

Come fare la camgirl o il camboy?

Ora che sapete che fare la camgirl o il camboy è legale vediamo come iniziare questa attività. La prima cosa da fare è individuare su quale piattaforma avviare il business. Come dicevo, per chi non ha intenzione di aprire un proprio sito, è possibile aprire un account su una piattaforma già esistente. Ne esistono svariate, sia italiane che straniere. Fatto ciò, bisognerà iniziare a pubblicare dei video per attrarre i clienti i quali poi decideranno quale inserzionista contattare per vedere… il resto della storia.



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