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Imposta di registro: la causa la pagano solo attore e convenuto

22 Novembre 2013
Imposta di registro: la causa la pagano solo attore e convenuto

La posizione delle parti “direttamente” in causa va distinta da quella di chi interviene volontariamente nel procedimento a sostegno di una di esse.

La responsabilità solidale per il pagamento dell’imposta di registro dovuta per un provvedimento giudiziario (una sentenza, ecc.) grava solo su attore e convenuto, ossia sui soggetti coinvolti nel “rapporto sostanziale” del procedimento giurisdizionale. Non paga nulla, invece, chi è intervenuto volontariamente nel procedimento, perché estraneo al giudicato. Lo afferma una recente risoluzione dell’agenzia delle Entrate [1].

La norma che prevede la solidarietà nell’obbligo di pagamento dell’imposta di registro [2] stabilisce che, nei provvedimenti giurisdizionali, obbligate in solido al pagamento dell’imposta di registro sono “le parti in causa”. La Cassazione [3], peraltro, ha sempre ripetuto che l’imposta di registro dovuta per la registrazione degli atti giudiziari non deve gravare indiscriminatamente su tutti i soggetti che hanno preso parte al procedimento giudiziario, in quanto l’indice di capacità contributiva, cui si ricollega il tributo, non è la sentenza in quanto tale, “ma il rapporto sostanziale in essa racchiuso, con conseguente esclusione del vincolo di solidarietà nei confronti dei soggetti ad esso estranei”.

In altri termini, il rapporto di solidarietà passiva trova applicazione solo con riferimento alle parti del processo coinvolte nel rapporto sostanziale considerato nella sentenza. Con esclusione, pertanto, dei soggetti che a tale rapporto risultano estranei, come accade nel caso di coloro che appunto dispiegano nel processo un intervento volontario [4]. A riguardo – ricordiamo – che il codice di procedura civile prevede che un soggetto può intervenire in un processo tra altre persone al fine di “sostenere le ragioni di alcuna delle parti, quando vi ha un proprio interesse.


note

[1] Ag. Entrate risoluzione n. 82/E del 21.11.2013.

[2] Art. 57 del Testo unico del registro, recato dal Dpr 131/1986.

[3] Cass. sent. n. 4805/2011 e n. 16745/2010.

[4] Ai sensi dell’articolo 105, comma 2, cod. proc. civ.


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