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Esame patente: è reato farsi suggerire le risposte?

5 Novembre 2020 | Autore:
Esame patente: è reato farsi suggerire le risposte?

Costituisce falso ideologico farsi suggerire le risposte via telefono al test della patente? Cos’è il reato di falsa attribuzione di lavori altrui?

La patente di guida è quel documento che consente, a chi ne è in possesso, di poter guidare su strada una o più categorie di veicoli a motore. Il rilascio della patente di guida è subordinato al superamento di un esame che, in genere, prevede due tipologie di prove: una scritta, volta ad accertare la conoscenza del codice della strada e, più in generale, delle regole che occorre rispettare quando si è alla guida di un veicolo; una pratica, finalizzata alla guida vera e propria del mezzo. Cosa succede se durante il test scritto il candidato imbroglia, facendosi aiutare da altri? È reato farsi suggerire le risposte all’esame della patente?

Oggigiorno, per copiare o barare a un esame non occorrono più quei vecchi stratagemmi consistenti nel nascondere bigliettini o scrivere le risposte sul palmo della mano. Grazie agli smartphone è possibile ricevere direttamente le risposte da casa, attraverso la complicità di una persona che le invia al candidato. Proprio su questo aspetto si è soffermata la Corte di Cassazione, analizzando le conseguenze giuridiche di chi suggerisce e di chi si fa suggerire le risposte all’esame per la patente di guida.

Test patente: è reato suggerire le risposte?

Farsi suggerire le risposte all’esame teorico per la patente è sicuramente una condotta scorretta, punita con la bocciatura. Questa condotta costituisce anche un illecito penale? In altre parole: suggerire e farsi suggerire le risposte è reato? La risposta è positiva. Nel caso di suggerimenti durante l’esame della patente di guida, sia il candidato che riceve gli aiuti sia il suggeritore commettono reato.

Suggerire le risposte al test per il conseguimento della patente è un reato perché si tratta di un esame pubblico, al termine del quale, nel caso di buon esito, si ottiene un’autorizzazione (la patente) rilasciata direttamente dalla pubblica amministrazione.

Barare durante una selezione privata non costituisce alcun illecito; in questi casi, ciò che si rischia è soltanto l’espulsione dalla procedura.

Nei concorsi e negli esami pubblici, invece, le cose sono differenti: chi imbroglia commette un reato, unitamente a chi si rende complice con il candidato.

Ad esempio, l’aspirante avvocato che partecipa all’esame di Stato non può farsi suggerire le risposte, altrimenti commette reato e, con lui, chi l’ha aiutato.

Stabilito ciò, quale reato commette chi si fa suggerire le risposte durante l’esame della patente? Su questo punto è intervenuta la Suprema Corte per fare chiarezza.

Suggerimenti esame patente: è reato di falso ideologico?

Nel caso sottoposto alla Corte di Cassazione [1], la persona che aveva aiutato il candidato all’esame per la patente suggerendogli le risposte era stato condannato per tentativo di falso per induzione in atto pubblico.

La condotta contestata consisteva nel fatto che l’imputato avesse suggerito, mediante collegamento via cellulare con il coimputato, le risposte che egli doveva rendere al test per la prova teorica finalizzata al conseguimento della patente di guida.

Tale condotta non era, però, andata a buon fine, in quanto gli imputati non erano riusciti nell’intento di ingannare il funzionario della Motorizzazione civile e di superare la prova a causa dell’intervento delle forze dell’ordine che ne invalidava l’esito.

Secondo la giurisprudenza [2], risponde di falso ideologico in atto pubblico per induzione colui che trae in inganno il pubblico ufficiale cagionando volontariamente una falsa attestazione circa le informazioni comunicate.

Insomma: suggerendo le risposte, l’imputato avrebbe tentato di trarre in inganno i funzionari della Motorizzazione, i quali avrebbero convalidato una prova d’esame in realtà da annullare.

Chiamata a esprimersi sulla vicenda, la Suprema Corte ha confermato che suggerire e farsi suggerire le rispose durante l’esame della patente è reato, ma non quello di falso ideologico in atto pubblico per induzione.

Suggerimenti esame patente: falsa attribuzione di lavori altrui

La Corte di Cassazione ha affermato che i suggerimenti durante l’esame della patente non costituiscono il reato di falso ideologico, bensì quello di falsa attribuzione di lavori altrui [3].

Secondo la legge, chiunque esegue o procura dissertazioni, studi, pubblicazioni, progetti tecnici, e in genere lavori per il superamento di esami o concorsi, prescritti o richiesti da autorità o pubbliche Amministrazioni per il conferimento di lauree o di ogni altro grado o titolo scolastico o accademico, per l’abilitazione all’insegnamento od all’esercizio di una professione, o per il rilascio di diplomi o patenti, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno. La pena della reclusione non può essere inferiore a sei mesi qualora l’intento sia conseguito.

Secondo la Corte di Cassazione, colui che suggerisce le riposte al candidato durante l’esame della patente si macchia di questo reato, in quanto la condotta di “procurare lavori” di cui parla la norma incriminatrice può consistere anche nel fornire in modo verbale le risposte al candidato che debba affrontare la prova scritta, in modo tale da consentirgli di presentare una prova come sua anche se, in realtà, non gli appartiene.

Farsi suggerire risposte all’esame della patente: che reato è?

Dello stesso reato risponde colui che si è fatto suggerire le risposte. Secondo la medesima legge, chiunque, negli esami o concorsi di cui abbiamo parlato nel precedente paragrafo, presenta come propri dissertazioni  studi, pubblicazioni, progetti tecnici e, in genere, lavori che siano opera di altri, è punito con la reclusione da tre mesi ad un anno. La pena della reclusione non  può essere inferiore a sei mesi qualora l’intento sia conseguito.


note

[1] Cass., sent. n. 25027 del 3 settembre 2020.

[2] Cass., sent. n. 13666 del 28 marzo 2019.

[3] Art. 2, l. n. 475/1925.

Autore immagine: Depositphotos.com


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