Diritto e Fisco | Articoli

Spaccio di cocaina: quando non è punibile?

6 Settembre 2020 | Autore:
Spaccio di cocaina: quando non è punibile?

Cessione di droghe pesanti: il quantitativo minimo può far evitare la condanna? Esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto: cos’è?

Lo spaccio di sostanze stupefacenti è uno dei reati più gravi in assoluto. Basti pensare che la legge italiana prevede pene fino a venti anni di reclusione e multe salatissime. Alla luce di ciò, può sembrare strano che esistano ipotesi di spaccio che potrebbero restare impunite, non perché non scoperte dalle forze dell’ordine, ma perché di entità talmente lieve da non meritare una risposta sanzionatoria. Con questo articolo ci soffermeremo su un particolare caso analizzato dalla Corte di Cassazione, e cioè quando non è punibile lo spaccio di cocaina.

È noto a tutti che la cocaina, per via dei suoi effetti sugli assuntori, rientra tra le droghe pesanti, cioè tra quelle più pericolose per la salute delle persone. Nonostante ciò, a parere della giurisprudenza, il semplice fatto di spacciare cocaina non può precludere all’imputato di beneficiare dell’istituto giuridico dell’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, qualora ovviamente ne ricorrano i presupposti. In pratica, anche chi spaccia cocaina può farla franca, ma solo se sussistono determinati requisiti. Vediamo quali sono.

Spaccio di cocaina: com’è punito?

La legge punisce con estrema severità lo spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto quando si tratta di droghe pesanti come eroica e cocaina.

Per la precisione, chiunque, senza avere apposita autorizzazione ministeriale, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti, è punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da 26mila a 260mila euro [1].

Spaccio: quando c’è uno sconto di pena?

Secondo la legge, lo spacciatore può ottenere uno sconto di pena quando il fatto sia di lieve entità.

Nello specifico, la pena prevista per lo spaccio di sostanze stupefacenti è ridotta (reclusione da sei mesi a quattro anni e multa da 1.032 a 10.329 euro) se la condotta criminosa, per i mezzi, la modalità o le circostanze ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, è di lieve entità.

Si pensi al piccolo spaccio di droghe leggere, ovvero alla cessione di quantitativi del tutto modesti di droga, a fronte magari di un guadagno misero.

Anche il tipo di organizzazione per lo spaccio può far decidere il giudice per la lieve entità della condotta: si pensi allo spacciatore solamente occasionale, oppure allo sprovveduto che cede droga senza chiedere nulla in cambio.

Insomma: quando l’offensività della condotta è minima, per la legge è giusto che la pena sia ridotta. Peraltro, la lieve entità vale anche per le droghe pesanti: lo spaccio di un quantitativo minimo di cocaina, ad esempio, potrebbe beneficiare ugualmente della riduzione di pena. Proprio di questo si è occupata la Corte di Cassazione.

Quando non è punibile lo spaccio di cocaina?

Secondo una recentissima sentenza della Corte di Cassazione [2], lo spaccio di cocaina, quando deve ritenersi di particolare tenuità per via delle modalità della cessione, del quantitativo e di tutte le altre circostanze che facciano pensare a una condotta non abituale e di scarsa offensività, non solo può beneficiare dello sconto di pena di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente, ma addirittura potrebbe non essere punibile affatto.

La legge italiana, infatti, consente di escludere la punibilità per quei reati che, tenuto conto della  modalità della condotta e dell’esiguità del danno o del pericolo causato, possono essere ritenuti particolarmente tenui, purché non siano abituali e non siano puniti con pena superiore ai cinque anni di reclusione.

Il caso affrontato dalla Suprema Corte riguardava un uomo sorpreso a cedere meno di un grammo di cocaina (0,124 grammi netti) in cambio di trenta euro. Per i Giudici della Cassazione, non essendovi elementi per ipotizzare uno spaccio abituale, è possibile escludere la punibilità per particolare tenuità del fatto.

I giudici della Corte di Cassazione hanno dunque ritenuto plausibile l’esclusione della punibilità a fronte del modestissimo quantitativo di sostanza ceduta e della presumibile occasionalità della condotta.

Dunque, ricorrendo tutte le condizioni dell’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto (pena detentiva non superiore ai cinque anni; esiguità del danno o del pericolo; modalità della condotta; comportamento non abituale), la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’imputato.

Da questa pronuncia emerge un altro aspetto molto importante: l’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto può essere applicata anche nel caso di spaccio di droghe pesanti.

Dunque, il piccolo spaccio di droga potrebbe non essere punito (solamente per una volta, sia chiaro), se ricorrono tutte le circostanze sopra analizzate.


note

[1] Art. 73, d.P.R. n. 309/90.

[2] Cass., sent. n. 25045 del 4 settembre 2020.

Autore immagine: Depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube