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Lasciarsi prima del matrimonio

6 Novembre 2020
Lasciarsi prima del matrimonio

Cosa succede se un fidanzato si tira indietro poco prima delle nozze?

Tu e il tuo compagno state per sposarvi dopo cinque anni di fidanzamento. Eri al settimo cielo quando te l’ha chiesto. Ora, però, i rapporti si sono un po’ incrinati, tanto che discutete su ogni cosa. I preparativi sono quasi ultimati, ma la famiglia di lui vuole avere il controllo su tutto. Lasciarsi prima del matrimonio è possibile? Quali sono gli effetti? Non capita raramente che una coppia scoppi prima delle nozze o che uno dei due futuri sposi cambi idea e non voglia più giurare all’altro amore eterno. Tale scelta, tuttavia, non è completamente priva di conseguenze. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di analizzare la questione con poche e semplici battute.

Cos’è il matrimonio?

Il matrimonio è l’atto con cui un uomo e una donna danno vita ad una comunione di vita materiale e spirituale. Si può optare per il rito civile, celebrato in Comune dinanzi all’ufficiale di Stato civile, o concordatario, celebrato in chiesa dinanzi al parroco. In quest’ultimo caso, se la coppia vuole che il proprio matrimonio produca anche effetti civili, allora l’atto dovrà essere trascritto nell’apposito registro.

Chi intende sposarsi deve possedere i seguenti requisiti:

  • la maggiore età;
  • la capacità di intendere e di volere;
  • la libertà di stato;
  • l’assenza di condanna per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altro;
  • l’assenza di legami di parentela, affinità, adozione e affiliazione.

Quali sono gli effetti del matrimonio?

A questo punto, vediamo cosa cambia con il matrimonio. Una volta sposati, infatti, si producono i seguenti effetti:

  • l’acquisto dello status di coniuge, quindi si diventa marito e moglie;
  • la coabitazione: cioè la coppia deve vivere sotto lo stesso tetto, a meno che i coniugi non siano costretti a vivere lontani per motivi di lavoro;
  • l’obbligo di reciproca fedeltà. In parole più semplici, non sono ammesse relazioni extraconiugali di nessun tipo, neppure platoniche o virtuali;
  • l’assistenza morale e materiale: in pratica, marito e moglie devono comprendersi e sostenersi a vicenda, soprattutto nelle difficoltà (ad esempio, in caso di malattia, vecchiaia, ecc.);
  • la collaborazione: vuol dire che entrambi i coniugi sono tenuti a contribuire alle spese necessarie alla famiglia in base alle proprie sostanze e alla capacità di lavoro professionale o casalingo.

Se al momento del matrimonio la coppia nulla dice sul regime patrimoniale della famiglia, allora scatta automaticamente la comunione legale dei beni con la conseguenza che gli acquisti effettuati dal giorno delle nozze in poi apparterranno ad entrambi i coniugi al 50% (salve alcune eccezioni). Se, invece, la coppia sceglie la separazione dei beni, ciascun coniuge rimarrà titolare esclusivo dei beni acquistati prima e dopo il matrimonio.

Infine, va detto che in caso di morte del coniuge, al superstite spetta una quota del patrimonio del defunto e il diritto a percepire la pensione di reversibilità.

Lasciarsi prima del matrimonio

A questo punto vediamo, nel dettaglio, se è possibile lasciarsi prima del matrimonio e quali conseguenze comporta una scelta del genere. A tutti, infatti, può capitare di cambiare idea e decidere di non sposarsi più. Ti faccio un esempio per inquadrare meglio la questione.

Tizio e Caia hanno deciso di coronare il loro sogno d’amore sposandosi in chiesa. I preparativi sono finiti e le pubblicazioni sono state già richieste. Tuttavia, una litigata furiosa porta Caia ad annullare le nozze due mesi prima del fatidico giorno.

Gli sposi sono liberi di rompere il fidanzamento e annullare le nozze, indipendentemente dalla motivazione e dalle pubblicazioni già effettuate. Quali conseguenze comporta una simile decisione? Colui che viene lasciato sull’altare può chiedere, entro un anno dalla rottura, la restituzione dei regali fatti in vista del matrimonio (i cosiddetti doni obnuziali) [1] come, ad esempio, l’anello di fidanzamento. Se un fidanzato regala alla propria ragazza un gioiello di famiglia, questo andrà restituito solo se espressamente donato per le future nozze.

Ci sono poi altre spese sostenute, come l’acquisto dell’abito da sposa, il viaggio di nozze, la ristrutturazione della casa, il ristorante e così via. Tali spese potranno essere oggetto di una richiesta di risarcimento. Tuttavia, se la decisione di lasciarsi prima del matrimonio è sorretta da una ragione giustificata, ad esempio un tradimento oppure la famiglia dello sposo è troppo invadente, l’altro potrà chiedere solo la restituzione dei doni fatti prima della celebrazione delle nozze, ma nulla di più.

Lasciarsi dopo il matrimonio

Se invece il matrimonio è già stato celebrato, ma la coppia si è lasciata in luna di miele non vi è più l’obbligo di restituire i regali.

Se marito e moglie non riescono a superare il momento di difficoltà non resta che lasciarsi e avviare le pratiche per la separazione. In tal caso, è consigliabile rivolgersi ad un avvocato prima di fare un passo del genere per vagliare tutte le possibili soluzioni.

Se i coniugi raggiungono un’intesa sulle condizioni della separazione (ad esempio, sull’assegnazione della casa coniugale, sull’affidamento dei figli, sul mantenimento, ecc.) possono depositare in tribunale un ricorso congiunto contenente l’accordo raggiunto. Seguirà poi la fase di comparizione dei coniugi davanti al giudice per tentare una riconciliazione, in caso contrario l’accordo verrà omologato. In alternativa, a determinate condizioni, è possibile optare per la negoziazione assistita oppure si può effettuare una dichiarazione in Comune di fronte al sindaco.

Qualora i coniugi non riescano a raggiungere un’intesa a causa del tasso di conflittualità, si apre la strada della separazione giudiziale, molto più lunga e costosa.


note

[1] Art. 80 cod. civ.


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