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È possibile revocare una donazione?

26 Novembre 2013 | Autore:
È possibile revocare una donazione?

Solo in alcuni casi è possibile chiedere indietro i beni donati: vediamo quali.

 

In generale non è possibile revocare i beni donati ad altri, in quanto la legge considera “ingiusto” chiedere indietro ciò che è stato ceduto a titolo di liberalità. Tuttavia esistono delle ipotesi specifiche in cui, a seguito del comportamento scorretto del donatario o del verificarsi di circostanze sconosciute al donante, è possibile la richiesta di restituzione di quanto regalato.

Più precisamente, la revoca della donazione è ammessa solo in due casi [1]:

1) Ingratitudine del donatario [2];

2) Sopravvenienza di figli del donante [3].

In ogni caso non possono essere mai revocate, neppure per ingratitudine o per sopravvenienza di figli, le donazioni fatte per:

riconoscenza,

– meriti e remunerazione del beneficiario,

– in occasione di un matrimonio.

Revoca per ingratitudine

Il comportamento gravemente scorretto del donatario rende “immeritata” la donazione. Non tutte le ipotesi di ingratitudine giustificano, però, la revoca della donazione. Quest’ultima, infatti, può essere chiesta solo quando il donatario:

– ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere il donante, il coniuge, un discendente o un ascendente di questo; abbia commesso contro di loro un fatto al quale si applicano le disposizioni sull’omicidio (es.: istigazione al suicidio di minore di anni 14); li abbia denunciati infondatamente o abbia testimoniato falsamente contro di loro per un reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a tre anni;

– ha commesso ingiuria grave verso il donante: in questo caso, è sufficiente che il donatario abbia trattato in maniera offensiva il donante (per esempio, ne abbia offeso il decoro e la reputazione);

– ha arrecato grave pregiudizio al patrimonio del donante (per esempio si sia indebitamente appropriato di suoi beni);

– ha rifiutato indebitamente di versare gli alimenti al donante nonostante vi fosse tenuto per legge in ragione dei vincoli familiari.

L’azione di revocazione per ingratitudine deve essere proposta dal donante (o dai suoi eredi) contro il donatario (o i suoi eredi) entro un anno dal giorno in cui egli è venuto a conoscenza del comportamento ingrato [4].

Revoca per sopravvenienza di figli

La nascita di un figlio o la scoperta di un figlio non conosciuto al momento della donazione o, ancora, il ritorno di un figlio assente o presunto morto possono portare il genitore a riconsiderare la donazione. Si pensi, per esempio, al caso in cui il donante ceda un appartamento ad un amico nella convinzione di non avere un figlio a cui lasciarlo.

Ciò vale sia per i figli legittimi che per quelli naturali.

L’azione di revocazione per sopravvenienza dei figli può essere proposta entro cinque anni dal giorno della nascita dell’ultimo figlio o discendente legittimo o della notizia dell’esistenza del figlio o discendente, o, infine dell’avvenuto riconoscimento del figlio naturale [5].

Se l’azione di revocazione ha successo, il donatario deve restituire, se esistono ancora, i beni donati insieme ai frutti maturati dal giorno della domanda. Se i beni sono stati nel frattempo ceduti ad altri, persi o distrutti, il donatario deve restituirne il corrispondente valore in denaro [6].


note

[1] Deve trattarsi di circostanze sorte o scoperte successivamente alla donazione.

[2] Art. 801 cod. civ.

[3] Art. 803 cod. civ.

[4] Se la causa della revoca è l’omicidio volontario del donante oppure il donatario ha dolosamente impedito di revocare la donazione, il termine per proporre l’azione è di un anno dal giorno in cui gli eredi hanno avuto notizia della causa di revocazione (art. 802 cod. civ.).

[5] È possibile proporre l’azione anche se il figlio del donante era già concepito al tempo della donazione. Impedisce, invece, la proposizione o la prosecuzione dell’azione la morte del figlio o del discendente.

[6] I terzi che abbiano acquistato un bene dal donatario, non sono pregiudicati dalla revoca, purché abbiano trascritto il loro acquisto prima della trascrizione della domanda giudiziale di revoca (art. 808 cod. civ.).


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3 Commenti

  1. Buon giorno nella famiglia di mia moglie mio suocero e a donato la sua casa ai propri figli,mio suocero vorrebbe levare la donazione a uno dei figli il motivo sarebbe che lei è separata e sta con i suoi genitori siccome lei casa si comporta male con i suoi genitori mio suocero a deciso di levare la donazione a sua figlia si può togliere atto di donazione grazie

    1. B.giorno, mio suocero è deceduto nel 2002 e ha lasciato per testamento la donazione di metà della villetta di famiglia e l’altra metà l’ha trattenuta mia suocera, il tutto però sotto il vincolo dell’usufrutto che si tratteneva mia suocera anche sul bene donato alla figlia. Mia suocera, sicuramente tratta in inganno, ha fatto alla figlia l’atto di scioglimento dell’usufrutto poichè la figlia abitando in quella casa disse che non avrebbe pagato più l’imu in quanto prima casa. Dunque la figlia con la relativa famiglia ( marito e 2 figli ) , non appena avuto il pieno possesso della casa, si sono trasferiti ( non sappiamo dove ) abbandonando letteralmente mia suocera al suo destino poichè sia la mia famiglia che quella dell’altra mia cognata abitiamo rispettivamente a 150Km e 1700Km. Ora mia suocera essendo molto cagionevole di salute si è pentita di avere prosciolto l’usufrutto alla figlia che l’ha letteralmente abbandonata e vorrebbe ritornare in possesso o della proprietà o almeno dell’usufrutto che le permetterebbe di ricavarne qualche soldo al fine di potersi pagare tutte le spese necessarie a farla stare bene e vivere il resto dei suoi giorni ( 81 anni ) in maniera dignitosa.
      Aspetto con ansia una vostra risposta e se è necessario, siamo pronti per avviare tutte le procedure legali al fine di far ritornare mia suocera nel pieno possesso dell’immobile che le è stato sottratto in maniera fraudolenta e vigliacca. infinite grazie.

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