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Come può tutelarsi il coniuge del debitore?

7 Settembre 2020
Come può tutelarsi il coniuge del debitore?

Con il regime patrimoniale della separazione dei beni è possibile difendersi dai creditori del coniuge.

Ti sei sposata in regime di comunione dei beni senza sapere esattamente quali fossero le conseguenze di una simile scelta. Ora, però, tuo marito ha contratto alcuni debiti e hai paura che i suoi creditori possano aggredire anche il tuo patrimonio, accumulato con tanti sacrifici.

In questo articolo vedremo, in particolare, come può tutelarsi il coniuge del debitore. Devi sapere, infatti, che se al momento del matrimonio gli sposi non esprimono nulla circa il regime patrimoniale da adottare, opera in automatico la comunione legale. Ne consegue che ogni acquisto effettuato dai coniugi, anche separatamente, apparterrà ad entrambi per quote uguali (salve alcune eccezioni). Lo stesso discorso vale per eventuali debiti contratti da uno dei due, anche all’insaputa dell’altro.

Con la separazione dei beni, invece, restano separati sia gli acquisti sia i debiti, con il risultato che i creditori del coniuge non potranno rivalersi sui beni dell’altro per soddisfare la propria pretesa. Ma procediamo con ordine ed esaminiamo più da vicino il regime patrimoniale della famiglia in modo da avere un quadro generale e completo.

Quale regime patrimoniale scegliere?

Nel momento in cui una coppia decide di sposarsi deve operare alcune scelte, come ad esempio quale regime patrimoniale adottare per regolare gli aspetti economici del rapporto. Al riguardo è possibile optare per:

  • la comunione legale dei beni: si instaura automaticamente al momento delle nozze se gli sposi non dichiarano alcunché. Di conseguenza, tutti gli acquisti fatti in costanza di matrimonio verranno divisi a metà tra marito e moglie. Tuttavia, rimangono esclusi dalla comunione le donazioni, i beni personali, le successioni ereditarie, i risarcimenti del danno, ecc.;
  • la separazione dei beni: ciascun coniuge mantiene la titolarità esclusiva di ogni singolo bene comprato prima e dopo il matrimonio.

Vediamo adesso due esempi pratici di entrambi i regimi patrimoniali.

Tizia e Caio hanno scelto di sposarsi in comunione dei beni. Dopo qualche anno, Caio acquista un camper per fare un lungo viaggio con la famiglia in estate.

Mevio e Sempronia si sono sposati in regime di separazione dei beni. Durante il loro matrimonio, Sempronia compra una villa al mare, con un bel giardino e una piscina, dove trascorrere le vacanze.

Nel primo esempio, il camper appartiene ad entrambi i coniugi al 50%, anche se pagato esclusivamente da Caio; nel secondo esempio, invece, la villa al mare è di proprietà esclusiva di Sempronia, mentre Mevio ha solo un diritto di godimento sulla stessa.

Come può tutelarsi il coniuge del debitore?

Chiariti i concetti generali, entriamo nel vivo della questione per capire cosa succede nel momento in cui un coniuge contrae dei debiti, anche all’insaputa dell’altro. Per spiegartelo voglio partire da un esempio pratico.

Tizio e Caia sono sposati da cinque anni. Lui è un imprenditore affermato, lei una dottoressa specializzata in malattie infettive. La crisi economica mette in ginocchio l’impresa di Tizio, il quale inizia a chiedere dei prestiti per pagare i suoi dipendenti e i fornitori. In poco tempo, però, si accorge di non poter saldare i debiti.

Ebbene, se Tizio e Caia sono sposati in regime di comunione legale dei beni, il Codice civile [1] stabilisce che sono ripartiti in parti uguali sia l’attivo che il passivo. Detto in parole più semplici, i creditori di Tizio potranno agire anche nei confronti di Caia per soddisfare la loro pretesa creditoria. Si tratta, infatti, di una responsabilità solidale che permane persino dopo che la coppia si separa. Attenzione però: se un coniuge ha compiuto atti di straordinaria amministrazione relativi a beni immobili o mobili registrati (pensa, ad esempio, alla vendita della casa) senza dire nulla all’altro, quest’ultimo può impugnare l’atto entro un anno da quando ne è venuto a conoscenza.

Invece, se Tizio e Caia sono sposati in regime di separazione dei beni, le cose sono meno complicate, in quanto non opera alcuna comunione tra coniugi. Questo vuol dire, in pratica, che gli acquisti e i debiti restano separati con la conseguenza che ognuno deve rispondere delle proprie passività senza però poter coinvolgere l’altro.

In conclusione, gli oneri debitori vengono disciplinati in modo diverso a seconda del regime patrimoniale scelto. Per tutelarsi è meglio optare per il regime di separazione dei beni, in modo da evitare spiacevoli conseguenze.

Quando e come scegliere il regime della separazione dei beni?

A questo punto, vorrai sicuramente sapere qualcosa di più sulla separazione dei beni. Ti dico subito che una simile decisione può essere adottata:

  • prima del matrimonio, tramite una dichiarazione al prete o all’ufficiale di Stato civile (a seconda di dove si svolgono le nozze, se in chiesa oppure in Comune). Al termine della celebrazione, la scelta del regime patrimoniale verrà annotata nell’atto di matrimonio per poi essere trascritta nel registro dello Stato civile;
  • dopo il matrimonio: recandosi dal notaio. In tal caso, si deve stipulare una convenzione, alla presenza di due testimoni, da annotare entro 30 giorni.

Nel primo caso, la scelta del regime della separazione dei beni non ha alcun costo, nel secondo caso, invece, occorre pagare il compenso al notaio, le tasse, i bolli e le spese di trascrizione.

Infine, vi è anche la possibilità che la separazione dei beni venga pronunciata direttamente dal giudice con sentenza su richiesta di uno dei coniugi. Tale procedura è utile in caso di:

  • cattiva gestione dei beni in comunione o degli affari personali del coniuge;
  • interdizione o inabilitazione di uno dei coniugi;
  • mancata o scarsa contribuzione di uno dei coniugi ai bisogni della famiglia.

note

[1] Art. 194 cod. civ.


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