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Sindrome da stanchezza cronica: spetta l’invalidità?

7 Settembre 2020 | Autore:
Sindrome da stanchezza cronica: spetta l’invalidità?

Encefalomielite mialgica: sintomi, difficoltà derivanti dalla patologia, riduzione della capacità lavorativa e riconoscimento dello stato di invalido.

Sei stanco e debilitato da tempo, ferie riposi e altre assenze dal lavoro non ti hanno giovato? Il tuo potrebbe non essere un semplice periodo di stress e potrebbe non trattarsi nemmeno di burnout, ma potresti avere la sindrome da stanchezza cronica.

La sindrome da stanchezza cronica, o sindrome da fatica cronica (Cfs, acronimo di chronic fatigue syndrome) è una patologia che causa all’interessato una stanchezza generale e persistente per almeno 6 mesi, assieme a diversi sintomi piuttosto differenti fra loro, tra i quali cefalea, debolezza e dolori diffusi.

La sindrome non è una malattia rara: ha infatti un’incidenza stimata tra lo 0,4% e l’1% e colpisce prevalentemente le donne. In Italia si stima che ci siano da 200mila a 300mila malati di Cfs.

Ma per la sindrome da stanchezza cronica: spetta l’invalidità?

Innanzitutto, è bene sottolineare che la definizione di sindrome da fatica cronica non è condivisa all’unanimità dalla comunità scientifica: i Criteri Internazionali di Consenso sull’encefalomielite mialgica raccomandando infatti di non parlare di sindrome da fatica cronica, ma, appunto, di encefalomielite mialgica. Questa è una malattia, riconosciuta dall’Oms con codice ICD G93.3, che coinvolge principalmente il sistema nervoso centrale e il sistema immunitario. L’encefalite mialgica, secondo questo documento, è la base per comprendere i sintomi della “stanchezza cronica” ed è possibile fare affidamento su strumenti precisi per la diagnosi.

Quali sono i sintomi della sindrome da stanchezza cronica?

La sindrome da stanchezza cronica non deve essere confusa con stress e stanchezza.

Questa patologia, a differenza dello stress e dell’affaticamento, non trova giovamento nel semplice riposo, ma comporta una debolezza costante che:

  • persiste per almeno 6 mesi, assieme ad almeno 4 dei seguenti sintomi:
    • disturbi della memoria e della concentrazione così gravi da non permettere di condurre una normale vita lavorativa e personale;
    • faringite;
    • dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari;
    • dolori muscolari e delle articolazioni; le articolazioni non risultano però gonfie o infiammate;
    • cefalea (mal di testa);
    • febbre;
    • stanchezza non alleviata dal riposo e dal sonno;
    • spossatezza, a seguito di qualsiasi esercizio fisico, che perdura per almeno 24 ore.
  • non è alleviata dal riposo;
  • diventa più intensa per ogni piccolo sforzo;
  • non permette di avere una normale vita lavorativa, sociale o personale, in quanto ogni impegno debilita velocemente il malato.

La sindrome da stanchezza cronica è pertanto ben diversa dalla debolezza e dall’affaticamento ai quali si va incontro periodicamente a causa degli impegni e delle incombenze quotidiane: la si potrebbe descrivere, in parole semplici, come un’influenza dalla quale non si guarisce mai.

Bisogna in ogni caso fare attenzione a non confondere questa sindrome con altre patologie con sintomi simili, come infezioni, ipotiroidismo, disfunzioni dell’ipofisi, epatite B o C, tumori, depressione maggiore, schizofrenia, demenza, abuso di sostanze alcoliche ed obesità.

Sindrome da fatica cronica e burnout: differenze

La sindrome da fatica cronica non deve essere confusa con la sindrome da burnout, o esaurimento nervoso o nevrastenia. Il burnout si può presentare in tanti modi, con sintomi piuttosto simili a quelli della fatica cronica, come senso di affaticamento, cefalea, debolezza. A questi sintomi si accompagnano però ansia ed angoscia, facile irritabilità, umore instabile e disturbi psicosomatici come tachicardia, gastrite, mal di testa, sfoghi cutanei.

Invalidità per burnout

Il lavoratore che presenta la sindrome da burnout spesso non riesce a portare a termine gli incarichi lavorativi e cade facilmente in uno stato depressivo o di nevrastenia: dall’esaurimento e dalla depressione può dunque derivare la riduzione della capacità lavorativa.

Più precisamente, a causa del burnout non è direttamente riconosciuta una percentuale d’invalidità, ma lo stato invalidante è riconosciuto per via delle patologie conseguenti al burnout: nevrosi isterica o fobica ossessiva, psicosi, sindrome delirante cronica, sindrome schizofrenica cronica, disturbi ciclotimici, sindrome depressiva sono solo alcune delle patologie alle quali le tabelle ministeriali per l’invalidità civile e le linee guida Inps per il riconoscimento degli stati invalidanti ricollegano specifiche percentuali d’invalidità, sino al 100%.

Ne abbiamo parlato in: Invalidità per esaurimento nervoso.

Sindrome da fatica cronica e fibromialgia: differenze

È facile confondere la sindrome da stanchezza cronica con la fibromialgia. Le principali differenze sono state chiarite, in occasione della giornata mondiale di sensibilizzazione sulla Sindrome da fatica cronica e Fibromialgia, dalle associazioni dei pazienti Cfs e Aisf Onlus; le associazioni hanno organizzato un incontro dal titolo “Sindrome da Fatica Cronica e Fibromialgia: due facce della stessa medaglia?”.

La fibromialgia, o sindrome fibromialgica, è una patologia cronica caratterizzata, come la sindrome da stanchezza cronica, da dolori persistenti diffusi, affaticamento intenso e disturbi del sonno. A questi sintomi spesso si associano ansia o depressione ed altri disturbi che possono comprendere anche deficit cognitivi.

Più precisamente, la fibromialgia si manifesta con dolori muscolo-scheletrici diffusi e con la presenza di aree ipersensibili al dolore, con la stanchezza costante e con una rigidità generalizzata. Ulteriori sintomi rilevati spesso sono la debolezza generale e la stanchezza non alleviata dal riposo e dal sonno, mal di testa, vescica iperattiva, dismenorrea, ipersensibilità al freddo, intorpidimenti e formicolii, scarsa resistenza all’esercizio fisico.

Spesso a questi sintomi si accompagnano insonnia e risvegli notturni, disturbi cognitivi (confusione mentale, cali della memoria e della concentrazione), problemi all’apparato digerente, secchezza delle mucose, sintomi urinari e genitali.

In base a quanto osservato, possiamo affermare che, sia per quanto riguarda la sindrome da stanchezza cronica che per quanto riguarda la fibromialgia, siamo in presenza di patologie poco conosciute, con sintomi molto simili e facili da confondere con le malattie psichiatriche. La diagnosi non è semplice e ancora molto deve essere fatto a livello normativo e di sensibilizzazione.

Invalidità per fibromialgia

Ad oggi, alla fibromialgia non è ancora direttamente collegata alcuna percentuale d’invalidità, né all’interno delle tabelle ministeriali per l’invalidità civile, né all’interno delle Linee guida Inps per il riconoscimento degli stati invalidanti. Questo, nonostante l’Oms abbia inserito la fibromialgia nel Manuale di classificazione internazionale delle malattie sin dal 1992.

Un recente disegno di legge prevede però il riconoscimento della fibromialgia come malattia invalidante; ne abbiamo parlato in Invalidità per fibromialgia.

Oltre al riconoscimento della fibromialgia come malattia invalidante, il disegno di legge prevede anche l’esenzione dalla spesa sanitaria ed accordi per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro attraverso il telelavoro, il lavoro a distanza e a domicilio per le persone affette da questa patologia, la formazione specifica del personale medico e paramedico e l’individuazione di apposite strutture sanitarie.

Alcune regioni riconoscono poi diversi diritti ai malati di fibromialgia:

  • la regione Sardegna, ad esempio, ha approvato una legge [1] per garantire diagnosi e cure ai malati, norma che purtroppo ad oggi non è stata ancora attuata; si attende una deliberazione che la Giunta regionale dovrà presentare entro i prossimi mesi;
  • le provincie autonome di Bolzano e Trento riconoscono l’esenzione dalla compartecipazione alla spesa sanitaria per fibromialgia;
  • la Valle d’Aosta e Veneto riconosce la fibromialgia come patologia, senza prevedere l’esenzione;
  • Lombardia, Piemonte e Toscana hanno approvato appositi atti di indirizzo nei confronti dei Governi regionali diretti a promuovere il riconoscimento della fibromialgia tra le malattie croniche e invalidanti;
  • l’Emilia-Romagna ha relaizzato alcuni progetti sperimentali per il trattamento delle persone affette da fibromialgia;
  • il Friuli-Venezia Giulia ha approvato una legge regionale [2], recante “Disposizioni per la tutela delle persone affette da fibromialgia”.

Sindrome da fatica cronica: invalidità

La sindrome da stanchezza cronica, parimenti a quanto osservato in relazione al burnout e alla fibromialgia, non è menzionata nelle Linee guida Inps per il riconoscimento degli stati invalidanti o nelle tabelle ministeriali per l’invalidità civile.

Tuttavia, proprio come accade agli affetti da sindrome fibromialgica o da burnout, anche la sindrome da fatica cronica può condurre i pazienti a forme depressive o ad altre gravi patologie, riconosciute come invalidanti.

In attesa di un riconoscimento ufficiale dell’invalidità per sindrome da stanchezza cronica, è dunque possibile presentare domanda d’invalidità : la patologia ha una netta correlazione con lo stress, l’ansia, la depressione e con numerose altre patologie invalidanti. L’interessato può dunque ottenere l’invalidità a causa delle malattie ricollegate alla sindrome da fatica cronica.


note

[1] LR 5/2019, Regione Sardegna.

[2] LR 13/2017, Regione Friuli Venezia Giulia.


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