Assegno unico per i figli in bilico: mancano soldi

7 Settembre 2020 | Autore:
Assegno unico per i figli in bilico: mancano soldi

Mancano 10 miliardi per garantire la prestazione a tutte le famiglie. Il Governo potrebbe attingere dal Recovery Fund, oltre a cancellare altri benefici.

Servono più soldi per finanziare l’assegno unico per i figli previsto per le famiglie dal settimo mese di gravidanza fino al ventunesimo anno di età del ragazzo. Un’erogazione mensile di denaro o un credito d’imposta per dipendenti, autonomi, liberi professionisti, disoccupati e incapienti che resta in bilico per mancanza di fondi sufficienti a garantire l’agevolazione.

Il disegno di legge approvato un mese e mezzo fa alla Camera deve ancora ricevere il via libera definitivo dal Senato. Ci sta lavorando la commissione Lavoro di Palazzo Madama. Poi, serviranno i decreti attuativi che i ministeri per la Famiglia, del Lavoro e dell’Economia dovranno mettere a punto. Il tutto di pari passo con la prossima legge di Bilancio: dai fondi che la manovra metterà a disposizione dipenderà la consistenza del beneficio.

Il problema, appunto, sono i soldi. Il nuovo assegno unico e universale per i figli sarà in parte finanziato con il superamento o la cancellazione di benefici già in atto, come gli assegni per il nucleo familiare, le detrazioni per i figli a carico, il bonus bebè o il premio alla nascita. In tutto fa 15 miliardi di euro, ma ne mancano altri 10 per raggiungere diversi obiettivi: far arrivare l’assegno a tutti, erogare delle risorse aggiuntive a chi già oggi riceve delle prestazioni, ridurre il cuneo fiscale alle imprese ed evitare che qualche famiglia ci perda con il nuovo sistema.

Dove potrebbe trovare il Governo questi soldi? Lo sguardo va istintivamente al calderone del Recovery Fund messo a disposizione dall’Europa. Secondo la ministra per la famiglia Elena Bonetti, «è importante riuscire a far partire l’assegno unico e universale da gennaio 2021. Il Recovery Fund – spiega – libera risorse e molte potranno convergere sull’assegno. Il calcolo delle necessità andrà fatto nel quadro di una riforma fiscale. Inoltre, nuove entrate potranno essere assicurate da una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, un pilastro del Family Act approvato dal Governo».



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