Ricorsi contro le banche: cambiano le regole

7 Settembre 2020 | Autore:
Ricorsi contro le banche: cambiano le regole

Limite di valore elevato a 200mila euro e procedura più snella e rapida per le decisioni stragiudiziali dell’Arbitro bancario finanziario.

Dal 1° ottobre cambiano le regole per i ricorsi contro le banche senza andare in tribunale: è possibile farlo promuovendo l’azione all’Arbitro bancario finanziario, l’organismo indipendente e stragiudiziale delle controversie, al quale ci si può rivolgere – anche senza l’assistenza di un avvocato ed a costi contenuti – per tutte le controversie che riguardano conti correnti, carte di credito o di debito e in generale i rapporti intrattenuti dai clienti con gli istituti finanziari, come ad esempio gli interessi sui buoni postali.

L’organo esiste dal 2009 ma ora, dal 1° ottobre 2020, viene potenziato con un nuovo provvedimento della Banca d’Italia [1] che amplia la sua competenza a decidere le controversie fino a un valore di 200mila euro (finora era limitata a 100mila euro) ed accelera i tempi delle procedure.

Le nuove disposizioni hanno l’obiettivo di ridurre i tempi di decisione dei ricorsi e di attirare verso questa procedura – che già consente di presentare il ricorso online –  anche le piccole e medie imprese, che oggi costituiscono una quota minima degli utenti, rappresentati in massima parte da persone fisiche.

«Dopo 10 anni di funzionamento, abbiamo colto l’occasione per rivedere le disposizioni dell’Arbitro bancario e finanziario, per rendere più fluide le procedure, ridurre i tempi e migliorare l’organizzazione», spiega al quotidiano Il Sole 24 Ore Magda Bianco, capo del dipartimento Tutela dei clienti ed educazione finanziaria della Banca d’Italia.

Le novità incidono, infatti, anche sui tempi procedurali: passa da 30 a 60 giorni il termine entro cui la banca può dare riscontro al’iniziale reclamo scritto del cliente, che è condizione necessaria per poter promuovere ricorso all’Arbitro in caso di risposta insoddisfacente o assente. E la durata massima del procedimento è fissata in 90 giorni.

Per rendere più snello l’iter decisionale, viene stabilito anche che il presidente  potrà decidere autonomamente, senza coinvolgere il collegio, quando «sulla questione oggetto del ricorso esista un consolidato orientamento dei collegi, che comporti l’accoglimento della domanda» e, nel caso in cui intenda accogliere solo parzialmente il ricorso, può proporre alle parti una soluzione della lite; le parti hanno 30 giorni per accettarla o meno e in caso negativo la questione viene rimessa al collegio.

Infine, viene posto un limite temporale per le controversie più antiche: l’Arbitro non potrà ricevere ricorsi riguardanti operazioni o comportamenti anteriori al sesto anno precedente alla data del ricorso, ma questa soglia si applicherà però solo a partire dal 1° ottobre 2022. Nel frattempo rimane possibile proporre ricorso per le condotte manifestate dal 1° gennaio 2009 in poi.

Leggi anche gli articoli “Cos’è l’arbitrato bancario: uno strumento conveniente per il cliente” e “Ricorso all’Arbitro bancario (Abf) contro le banche: come, quando e quanto costa“.


note

[1] Banca d’Italia, Disposizioni sui sistemi di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 215 del 29 agosto 2020.


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