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Tasse universitarie

7 Novembre 2020
Tasse universitarie

Per frequentare un corso di laurea presso uno dei tanti atenei italiani è necessario sostenere un costo di iscrizione.

Hai appena concluso la maturità. Vuoi iscriverti ad un corso di laurea e cercare di laurearti nella materia di cui sei appassionato. Vuoi sapere quali costi dovrai sostenere e ti chiedi se ci sono agevolazioni per reddito e merito.

Nel nostro ordinamento, viene riconosciuto un valore fondamentale all’istruzione, anche di livello universitario. Tuttavia, ciò non significa che l’istruzione sia del tutto gratuita. In particolare, i giovani che hanno concluso la maturità e vogliono iscriversi all’università devono pagare le tasse universitarie. Al fine di consentire a tutti l’accesso all’istruzione universitaria, indipendentemente dal proprio reddito, si prevedono particolari agevolazioni per quegli studenti che hanno un reddito familiare inferiore a determinate soglie.

Resta inteso che per avere un’idea chiara e puntuale di quanto si deve pagare a titolo di tasse universitarie, occorre verificare cosa prevede in merito lo specifico ateneo al quale ci si vuole iscrivere.

Tasse universitarie: cosa sono?

Nonostante si dica spesso che nel nostro Paese ci sono troppi laureati e pochi giovani disposti ad effettuare lavori umili, le statistiche dicono che l’Italia è uno dei paesi europei ad avere il minor numero di laureati.

Frequentare l’università, oltre che essere un impegno dal punto di vista dello studio, è anche un impegno dal punto di vista economico in quanto, a differenza della scuola dell’obbligo, per iscriversi ad un corso di laurea è necessario pagare all’ateneo di riferimento una retta annua.

Le tasse universitarie sono, dunque, gli oneri economici da pagare all’università per frequentare una determinata facoltà.

A stabilire l’ammontare delle tasse da versare all’ateneo per frequentare i corsi di laurea è la specifica università nell’ambito della sua autonomia. Compete, tuttavia, al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) decidere, annualmente, qual è il limite di reddito sotto il quale le tasse universitarie non devono essere pagate. Tale previsione consente anche ai giovani meritevoli che non hanno i mezzi necessari di potersi iscrivere all’università senza dover sostenere alcun onere economico.

Tasse universitarie 2020: la soglia di esenzione

Come abbiamo detto, l’ammontare della retta universitaria è decisa dall’ateneo ma la soglia sotto la quale le tasse non devono essere pagate viene decisa dal Miur.

Per l’anno accademico 2020/2021 il Miur ha deciso con proprio decreto [1] di modificare i limiti della cosiddetta no tax area universitaria.

In particolare, i nuovi limiti prevedono che siano totalmente esenti dalle tasse universitarie gli studenti con Isee fino a € 20.000. Per gli studenti con un Isee fino a € 30.000, invece, si prevedono riduzioni delle rette universitarie dal 80% al 10%.

I singoli atenei, nella loro autonomia decisionale, potranno decidere di introdurre ulteriori agevolazioni per gli studenti, al fine di consentire anche a chi non ha le possibilità economiche di accedere all’istruzione universitaria.

Entrando più nel dettaglio, il decreto del Miur ha previsto le seguenti fasce di esenzione o riduzione delle tasse universitarie:

  • Isee inferiore a € 20.000: 100%;
  • Isee compreso tra € 20.000 e 22000: 80%;
  • Isee compreso tra € 22.000 e 24.000: 50%;
  • Isee compreso tra € 24.000 e 26.000: 30%;
  • Isee compreso tra € 26.000 e 28.000: 20%;
  • Isee compreso tra € 28.000 e 30.000: 10%.

Per gli studenti che si iscrivono al primo anno di università, le cosiddette matricole, l’esenzione o la riduzione delle tasse universitarie opera basandosi unicamente sul criterio del reddito.

Per quanto concerne, invece, gli studenti che si iscrivono agli anni successivi al primo, per accedere alle agevolazioni previste relativamente alle tasse universitarie, oltre a possedere un Isee inferiore alle predette soglie, lo studente deve anche aver maturato determinati requisiti di merito.

In particolare:

  • per mantenere l’esenzione anche il secondo anno di università, lo studente deve aver cumulato almeno 10 Cfu prima del 10 agosto;
  • per quanto concerne, invece, l’esenzione relativa agli anni successivi al secondo, lo studente deve aver maturato almeno 25 Cfu nei dodici mesi precedenti il 10 agosto che precede l’iscrizione.

Come abbiamo detto, tuttavia, le soglie base previste dal Miur a livello nazionale possono essere modificate, in senso maggiormente favorevole per lo studente, dal singolo ateneo.

Devo pagare le tasse universitarie se sono uscito con 100/100?

Il decreto del Miur non prevede nessuna agevolazione, relativamente al pagamento della retta universitaria, per gli studenti che sono usciti dalla maturità con una votazione pari a 100/100.

Tuttavia, alcuni atenei prevedono che a tale tipologia di matricole si applichino particolari condizioni economiche per l’accesso all’università. In particolare, alcune università prevedono che in questo caso le tasse universitarie non debbano essere pagate oppure in misura ridotta.

Devo pagare le tasse universitarie se sono invalido?

Tra le agevolazioni previste dall’ordinamento per le persone colpite da disabilità certificata [2] si prevede che gli studenti dotati di apposita certificazione di disabilità pari o superiore al 66% non devono pagare le tasse universitarie, indipendentemente dal reddito e dal valore Isee.

Posso scaricare le tasse universitarie nel 730?

A prescindere dal quantum delle tasse universitarie pagate e dall’accesso o meno alle fasce di esenzione o di riduzione, tutti i soggetti che hanno sostenuto delle spese per l’iscrizione all’università possono portare in detrazione tali costi all’interno della dichiarazione dei redditi – modello 730. Tuttavia, non tutti gli importi sostenuti per la frequenza universitaria sono detraibili.

Ogni anno, infatti, il Miur stabilisce quali sono i limiti di detraibilità delle tasse universitarie che possono essere portate in detrazione con il modello 730.

Occorre inoltre ricordare che anche le spese sostenute per pagare il canone di locazione degli alloggi universitari possono essere portate in detrazione al 19% fino ad un tetto massimo di spesa di euro 2.633 annui.


note

[1] Miur, Decreto 26.6.2020.

[2] L. 104/1992.


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