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L’errore più grande che puoi fare quando attraversi la strada

7 Settembre 2020
L’errore più grande che puoi fare quando attraversi la strada

Investimento di pedone: quando la responsabilità è dell’automobilista e quando è, invece, del passante. 

Il pedone ha sempre ragione, recita un adagio popolare. Così, se si investe una vecchietta o un ragazzino mentre attraversa la strada, l’automobilista già sa che dovrà trovare un buon penalista a difenderlo. 

Già, «…un penalista». Perché, se sotto un profilo risarcitorio ci pensa l’assicurazione, il reato per lesioni – o, nella più infausta delle situazioni, quello per omicidio stradale – non è “coperto” dalla polizza. Il che significa che tutte le ripercussioni penali ricadono solo e unicamente sul conducente. 

Quindi, chi guida l’auto del padre subirà le sanzioni per l’investimento del pedone (ivi compreso eventualmente il carcere), mentre il genitore si vedrà solo aumentare il premio da versare all’assicurazione. 

Il pedone, però, deve fare la sua parte. Non può cioè camminare con la testa tra le nuvole. Proprio a riguardo di ciò, alcune sentenze hanno evidenziato qual è l’errore più grande che puoi fare quando attraversi la strada, quello cioè che non solo può costare una gamba rotta o un trauma cranico, ma anche la perdita del risarcimento. Ne parleremo nel seguente articolo.

Quando l’automobilista ha torto

Qualcuno crede ancora alla favola secondo cui, se il pedone non attraversa sulle strisce, non ha la precedenza. Non è così. La legge dice che l’automobilista deve sempre tutelare l’integrità fisica degli utenti della strada, in particolar modo di chi cammina a piedi perché più indifeso. Questo significa due cose:

  • non bisogna mai guidare così velocemente da non essere in grado di prevenire eventuali comportamenti negligenti dei pedoni. Specie nei centri abitati, in prossimità delle scuole o delle fermate dell’autobus, bisogna prefigurarsi la possibilità che qualche sconsiderato si piazzi sul più bello in mezzo alla via, costituendo un ostacolo. Chi non lo fa ne risponde penalmente; 
  • chi si accorge di un pedone che sta per attraversare la strada, anche se non è sulle strisce deve lasciarlo transitare.

In verità, il Codice della strada vi autorizza ad attraversare fuori dalle strisce solo se le più vicine sono a oltre 100 metri di distanza. La violazione di questa regola, tuttavia, comporta solo una multa da 25 a 99 euro, non implica una minor tutela in caso di investimento. In pratica, chi attraversa fuori dalle strisce non perde il diritto al risarcimento se il suo comportamento era prevedibile ed evitabile. 

Spetta all’automobilista dimostrare che il passante è comparso all’improvviso in mezzo alla carreggiata, escludendo perciò qualsiasi possibilità di evitarlo. Una prova non facile. Potrebbe essere il caso di chi attraversa di notte una strada a rapida percorrenza, priva di illuminazione e fuori dalle strisce. O di chi lo fa subito dopo una curva stretta o un sottopassaggio che non consente di vedere bene la strada davanti. 

Sono prove difficili che non consentono facili scappatoie a chi guida la macchina o la moto.

Quando il pedone ha torto

Tuttavia, come si diceva in apertura, alcune sentenze sono state molto rigorose con i pedoni perennemente distratti. Ecco allora qual è l’errore più grande che si può fare quando si attraversa la strada.

Emblematica, a riguardo, è stata la pronuncia del tribunale di Trieste [1] secondo cui non ha diritto ad alcun risarcimento chi attraversa la strada guardando il cellulare. Questo perché, sia che si trovi di sopra o al di fuori delle strisce, è comunque un suo obbligo di diligenza guardare sempre la strada per controllare che non stia per passare qualche macchina.

Quando i movimenti del pedone sono così rapidi ed inaspettati da convergere all’improvviso in direzione dell’auto, quando cioè il pedone viene a trovarsi, per sua colpa, a distanza così breve dal veicolo, tanto da rendere inevitabile l’urto, allora non gli è dovuto alcun risarcimento da parte dell’assicurazione.

Beninteso: è necessario che alcuna infrazione, anche minima, sia addebitabile al conducente perché nel qual caso, se dovesse risultare che anche l’automobilista guardava il cellulare o una signorina passare dall’altro lato del marciapiede, allora per lui sarebbe automatica la responsabilità penale.

In sintesi, il messaggio è chiaro: quando attraversate la strada controllate sempre che non sopraggiungano veicoli, tenete lontano lo sguardo dallo smartphone e non correte. Se terrete a mente queste tre regole, nessuno potrà mai negarvi l’indennizzo qualora dovesse farvi male. 

Approfondimenti

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note

[1] Trib. Trieste, sent. n. 380/2019.


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