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Referendum: Zingaretti spiega le ragioni del suo «sì»

7 Settembre 2020 | Autore:
Referendum: Zingaretti spiega le ragioni del suo «sì»

Il segretario dem: il taglio dei parlamentari non è solo risparmio ma l’inizio delle riforme mai fatte. E spinge verso il bicameralismo differenziato.

Non è un’indicazione di voto ai suoi ma – giura – soltanto una proposta. Nicola Zingaretti parla del referendum del 20 e 21 settembre sul taglio dei parlamentari davanti alla direzione del Partito Democratico, consapevole di raccogliere solo una parte dei consensi e di dover lavorare sodo per ricucire gli strappi prima che diventino delle rotture irrimediabili. «Sono banali e pericolose le argomentazioni di chi motiva la scelta del Sì solo con i risparmi per lo Stato», sostiene il segretario del Pd, che spiega: «Io dico Sì per ripartire con una stagione di riforme sempre bloccate nella storia d’Italia. Questo primo atto di riforme si può collegare con un percorso».

Il progetto di Zingaretti contempla, dopo l’approvazione referendaria del taglio dei parlamentari, un secondo step suggerito oggi dall’ex presidente della Camera Luciano Violante: «Faccio mia la sua proposta – annuncia il segretario dem – di accompagnare la campagna per il Sì al referendum con una raccolta di firme per il bicameralismo differenziato. Sarà un modo, pur con scelte diverse che ci saranno, di unire il Pd».

Zingaretti, dunque, non vuole fare sgambetti al M5S su uno dei cavalli di battaglia dei grillini, ovvero il taglio dei parlamentari. Vuole che l’alleanza di Governo vada avanti (non a caso, domani ospiterà il premier Giuseppe Conte alla Festa dell’Unità di Modena) ma lamenta che il tandem giallorosso non sia stato schierato anche alle regionali: secondo Zingaretti, in alcune realtà sarebbe stato l’unico modo per battere il centrodestra.



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