Tutor: come non perdere i punti della patente

8 Settembre 2020 | Autore:
Tutor: come non perdere i punti della patente

Come evitare la decurtazione del punteggio grazie alla soglia di tolleranza sull’eccesso di velocità, che è diversa da quella prevista per gli autovelox.

Una delle principali conseguenze della multa per eccesso di velocità rilevata con il sistema elettronico tutor è quella della perdita dei punti della patente. Infatti, quando il superamento dei limiti eccede i 10 km/h è prevista anche la decurtazione dei punti sulla patente, in aggiunta alla già salata sanzione pecuniaria; e il numero dei punti tolti, che parte da 3, cresce con l’aumentare della velocità e può arrivare fino ad un massimo di 10.

Ma il sistema tutor ha una particolarità che lo distingue dall’autovelox: la misurazione della velocità non è istantanea, bensì viene rilevata lungo un tratto di strada percorso. Quindi, si fa riferimento ad una velocità media, per la quale la soglia tolleranza oltre il limite deve essere stabilita in maniera diversa da quella prevista per gli apparecchi autovelox, dove la misura è pari al 5% del limite e non può essere inferiore a 5 km/h.

Così è possibile evitare di perdere i punti sulla patente considerando che, secondo una parte della giurisprudenza, con il tutor la fascia di tolleranza deve essere più ampia, in modo che la velocità di percorrenza rilevata possa prevedere un margine più consistente che salva l’automobilista quando è contravvenzionato per aver schiacciato troppo il pedale dell’acceleratore.

Eccesso di velocità e decurtazione punti patente

Quando si supera il limite massimo di velocità consentito, il Codice della strada [1] prevede, oltre alla sanzione pecuniaria, anche la decurtazione dei punti sulla patente e questo si verifica se il superamento del limite è maggiore dei 10 km/h.

Il numero dei punti sottratti è variabile: tra i 10 ed i 40 km/h vengono decurtati 3 punti sulla patente; se il limite viene superato di oltre 40 km/h la decurtazione diventa di 6 punti e quando viene oltrepassato di 60 km/h raggiunge il massimo di 10 punti.

È prevista anche la sospensione della patente nei casi più gravi e la revoca se l’infrazione per eccesso di velocità di oltre 60 km/h viene ripetuta per due volte in un biennio.

La tolleranza

Quando la misurazione avviene con apparecchiature, come autovelox o tutor, la legge [2] però stabilisce anche un margine di tolleranza, una quota di chilometri orari che si aggiunge al limite di velocità e, in pratica, non fa scattare il superamento.

Sulla velocità rilevata dall’apparecchio deve essere applicata una riduzione pari al 5%, con un minimo di 5 km/h. Così, ad esempio, se percorri un’autostrada alla velocità di 131 km/h non sarai sanzionato: potrai essere multato, invece, se la tua velocità è superiore a 137 km/h, superando la soglia di tolleranza che abbiamo indicato (che nel caso di specie è pari a 6,5 km/h).

Tutor: qual è la tolleranza

Secondo un orientamento affermatosi nella giurisprudenza di merito, nel caso dei tutor, la tolleranza deve essere maggiore rispetto a quella generale che abbiamo descritto e che è valevole per gli autovelox.

Il Sicve (Sistema informativo per il controllo elettronico della velocità, detto anche Safety tutor) non misura la velocità puntuale, ma quella intercorsa lungo il tratto di posizionamento degli apparecchi tutor che la rilevano. Per questo motivo, non è in grado di individuare i punti esatti in cui è avvenuto il superamento; un’autovettura, ad esempio, potrebbe aver percorso a velocità moderata una parte del tratto monitorato e, poi, aver compiuto delle accelerazioni improvvise (o viceversa, aver tenuto una velocità troppo sostenuta in alcuni momenti, decelerando nelle fasi successive) con il risultato di uno sforamento complessivo del limite medio e, dunque, della contravvenzione per eccesso di velocità.

Secondo una nuova sentenza del giudice di pace di Savona [3], al tutor deve applicarsi una tolleranza maggiore, pari al 10%. Per il giudice, «il sistema tutor non va confuso con altri strumenti rilevatori della velocità, come l’autovelox o il velomatic»; in particolare, il Sicve, o Safety tutor, si differenzia dall’autovelox perché «è un sistema di misurazione della velocità media dei veicoli tra due sezioni, lontane anche diversi chilometri».

Ora – prosegue la sentenza – siccome «il sistema non è in grado di determinare quale sia il luogo esatto in cui è stato superato il limite di velocità, la rilevazione della velocità media può condurre, a volte, alla contestazione di sanzioni ingiuste o troppo gravose per l’utente della strada», come nel caso in cui «il conducente si trovi, ad esempio, ad accelerare e superare il limite di velocità perché tallonato da un veicolo che proviene da tergo ad elevata velocità e chiede strada lampeggiando»; un’evenienza che il giudice ritiene «piuttosto frequente lungo i tratti autostradali».

Perciò, il giudice savonese, appoggiandosi ad una tesi già sostenuta da altri giudici di pace, preferisce adottare il criterio previsto per il controllo delle annotazioni di ingresso e di uscita dai tratti autostradali [4], facendo riferimento per analogia a questa percentuale di tolleranza (detta anche «errore relativo») che parte dal 5% se la velocità dedotta è inferiore a 70 km/h, sale al 10% quando è compresa tra 70 e 130 km/h e può arrivare sino al 15%, quando è superiore a 130 km/h.

Nel caso deciso, la velocità rilevata dal tutor e riportata in contravvenzione era pari a 131, 26 km/h, ridotta nel verbale a 124,7 km/h con l’applicazione della tolleranza di legge del 5%; ma il giudice ha applicato la riduzione del 10%, così pervenendo ad una velocità di 118,134 km/h. Siccome il limite di velocità imposto in quel tratto era pari a 110 km/h, non si era verificato il superamento di oltre 10 km/h rispetto al limite massimo e perciò la decurtazione dei punti patente è stata eliminata, mentre il verbale non è stato  interamente annullato, ma derubricato alla sanzione pecuniaria più lieve.

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note

[1] Art. 142 Codice della strada.

[2] Art. 345, comma 2, Reg. att. del Codice della strada.

[3] Giudice di pace di Savona, sez. civile, sent. n. 215/20 del 30 luglio 2020.

[4] Art. 345, comma 3, Reg. att. del Codice della strada.


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