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Scuola: riapertura a metà

7 Settembre 2020 | Autore:
Scuola: riapertura a metà

Le lezioni sono iniziate oggi in Trentino e a Vo’ Euganeo; molte Regioni hanno deciso di partire solo il 24 settembre. La Lega sfiducia la ministra Azzolina. 

È iniziato il ritorno in classe degli studenti, ma non per tutti e soprattutto non allo stesso modo: le modalità cambiano da Regione a Regione e in certi casi anche per ciascun istituto, con anticipi per gli asili nido e le scuole materne in alcune grandi città come Roma e Milano.

I primi a riprendere le attività scolastiche sono i bambini e ragazzi del Trentino Alto Adige, subito alle prese con le nuove misure di sicurezza anti-Covid, dal distanziamento all’uso delle mascherine. Ma anche a Vo’ Euganeo, in Veneto (una delle prime zone rosse in Italia e dove nei prossimi giorni è attesa la visita del Capo dello Stato, Sergio Mattarella) la campanella è suonata in anticipo.

«Oggi è un grande giorno: per una parte degli studenti del nostro Paese la scuola riapre, anche se ci saranno possibili situazioni a macchia di leopardo con positivi al Covid tra gli insegnanti e gli studenti», segnala il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, non nascondendo le criticità.

La ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, rassicura: «esiste un protocollo in caso di positività e per i casi sospetti ed è già stato applicato in un istituto paritario romano. Lo studente viene accompagnato in uno spazio ad hoc predisposto all’interno della scuola, vengono chiamati immediatamente i genitori e si mettono in contatto con il Dipartimento di prevenzione territoriale. In caso di positività al tampone di tracciano i contatti e si decide chi mettere in quarantena. Lo studente in quarantena continuerà a fare la didattica a distanza da casa».

La data generale per la riapertura delle scuole a livello nazionale è fissata al 14 settembre e tuttora confermata dalla ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina. Ma alcune Regioni hanno deciso di posticipare il rientro: si tratta del Friuli, che ha stabilito la data del 16 settembre, della Sardegna, che ha deciso per il 22 settembre, e di un nutrito plotone di Regioni – Campania, Puglia, Calabria, Basilicata e Abruzzo – che riapriranno i battenti degli istituti soltanto il 24 settembre.

«Si è verificato, dopo una valutazione attenta della situazione, il permanere di criticità che rendono necessario prendere altri 10 giorni di tempo per conseguire elementi di maggiore tranquillità», ha spiegato oggi il governatore della Campania, Vincenzo De Luca; ma uno dei motivi del rinvio della campanella è quello di evitare di aprire il 14 e dover richiudere pochi giorni dopo per consentire lo svolgimento delle elezioni regionali fissate per il 20 e il 21 settembre, dopo le quali sarebbe occorsa una nuova sanificazione degli edifici.

E gli studenti come vedono la didattica ai tempi del Covid? Secondo un sondaggio di Studenti.it, che ha coinvolto 18.150 ragazzi delle scuole superiori, il 57% dei ragazzi vuole tornare in classe e ritiene che la didattica a distanza sia penalizzante, per i problemi di connessione e gli strumenti informatici non sempre adeguati che rendono difficile l’interazione con i docenti.

Intanto la Lega annuncia di aver preparato una mozione di sfiducia individuale contro la ministra Lucia Azzolina: il leader del Carroccio,Matteo Salvini, la depositerà prossimamente alla Camera e promuoverà anche nelle piazze italiane, sabato 12 e domenica 13 settembre, una raccolta di firme per sollecitare le sue dimissioni.



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