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Adozione: come funziona in casi particolari?

8 Novembre 2020
Adozione: come funziona in casi particolari?

Come adottare un bambino anche se non sussiste lo stato di abbandono?

Tu e la tua ragazza siete una coppia omosessuale che desidera avere un figlio. Peccato, però, che in Italia tale possibilità non è ammessa. Decidete allora di andare all’estero e procedere con la fecondazione. Dopo due anni di cure e tentativi, finalmente la tua compagna partorisce una bella bambina. Oppure la tua fidanzata ha avuto un figlio da una precedente relazione. Il padre biologico, tuttavia, si è completamente disinteressato al punto da non avere neppure effettuato il riconoscimento. In casi del genere, è ammessa l’adozione? In questo articolo faremo il punto della situazione sull’adozione: come funziona in casi particolari? Qual è la procedura da seguire? Quali sono gli effetti? Devi sapere che la legge consente, in ipotesi specifiche, di poter adottare un minore anche se mancano alcuni presupposti (come, ad esempio, lo stato di abbandono).

Il risultato è che il bambino acquista comunque lo status di figlio adottivo dell’adottante pur mantenendo i rapporti con la famiglia di origine. L’argomento ti interessa? Allora prenditi cinque minuti tempo per proseguire nella lettura.

Cos’è l’adozione?

L’adozione è quella procedura che fa sorgere un rapporto di filiazione tra persone estranee, cioè non legate da nessun vincolo di sangue. Detto in altri termini, si diventa genitori di una persona che proviene da un’altra famiglia.

Nel nostro ordinamento, è possibile adottare:

  • un minorenne italiano: pensa, ad esempio, ad un bambino che si trova in stato di abbandono perché privo del sostegno morale e materiale dei propri genitori biologici;
  • un maggiorenne italiano: chi ha compiuto il trentacinquesimo anno di età, single o sposato, può adottare una persona dai 18 anni in su. Tale tipologia di adozione è nata per consentire a coloro che non hanno figli di creare una discendenza;
  • un minorenne straniero: una coppia italiana o residente in Italia può scegliere anche di adottare un minore straniero in stato di abbandono.

Adozione: quali sono i requisiti?

Per procedere con l’adozione sono necessari i seguenti presupposti:

  • lo stato di abbandono del minore: in altre parole, il bambino deve essere privo dell’assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dei parenti fino al quarto grado. Tale mancanza, però, non deve dipendere da cause di forza maggiore di carattere transitorio (perché altrimenti si ricorre all’affidamento temporaneo);
  • la dichiarazione dello stato di adottabilità del minore: in pratica, il tribunale attesta che il minore si trova in stato di abbandono.

Gli aspiranti adottanti, invece, devono:

  • essere sposati da almeno tre anni, durante i quali non deve essere intervenuta alcuna separazione, neppure di fatto;
  • avere un’età superiore al minore di almeno 18 anni, ma non più di 45 anni. Tuttavia, la legge consente delle deroghe se, ad esempio, l’adozione riguarda un fratello o una sorella del minore già adottato dalla coppia;
  • essere in grado di educare, istruire e mantenere l’adottando.

Adozione: come funziona in casi particolari?

In determinate ipotesi, la legge ammette comunque l’adozione anche se il minore non si trova in stato di abbandono. Stiamo parlando dell’adozione in casi particolari, in cui il rapporto di filiazione adottiva si aggiunge (e non si sostituisce) a quello che il bambino ha già con la propria famiglia di origine.

Si tratta di una tipologia di adozione residuale (revocabile) che prevede una procedura semplificata rispetto a quella ordinaria. In pratica, l’aspirante adottante deve presentare una domanda al tribunale per i minorenni del distretto dove si trova il minore contenente la sua dichiarazione di disponibilità all’adozione. Il giudice deve verificare, in particolare, l’idoneità affettiva e la capacità di educare ed istruire il minore, la situazione personale ed economica dell’adottante, i motivi per i quali si desidera adottare, ecc.

Il provvedimento che pronuncia l’adozione, una volta definitivo, viene annotato a margine dell’atto di nascita dell’adottato.

L’adozione in casi particolari è ammessa:

  • quando il minore è orfano e l’adottante è un parente entro il sesto grado o un estraneo che ha stabilito con il minore un rapporto stabile e duraturo, precedente alla morte dei genitori;
  • quando l’adottante è coniuge del genitore, anche adottivo, del minore;
  • quando il minore ha gravi handicap ed è orfano di entrambi i genitori;
  • quando ricorre l’impossibilità di affidamento preadottivo.

L’adozione è consentita anche a chi non è sposato oppure ha già dei figli. Se invece l’adottante è coniugato e non separato, l’adozione può essere disposta solo a seguito di richiesta da parte di entrambi i coniugi.

Inoltre, va precisato che un filone giurisprudenziale ammette a tale tipo di adozione anche le coppie omosessuali, qualora ciò risponda all’interesse del minore.

Adozione in casi particolari: quali sono i presupposti?

I requisiti previsti dalla legge per l’adozione in casi particolari sono i seguenti:

  • l’età dell’adottante deve superare di almeno 18 anni quella dell’adottando se il minore è orfano e non è possibile procedere con l’affidamento preadottivo;
  • occorre il consenso dell’adottante e l’assenso dell’adottando che abbia compiuto i 14 anni. Se il minore ha 12 anni deve essere sentito (anche se di età inferiore, in ragione della sua capacità di discernimento);
  • deve essere sentito il legale rappresentante (ad esempio, il tutore) del minore di 14 anni o di età superiore se handicappato o non capace di esprimere il proprio consenso;
  • è necessario l’assenso dei genitori e del coniuge dell’adottando. In caso di rifiuto ingiustificato o contrario all’interesse dell’adottando, il tribunale pronuncia ugualmente l’adozione.

Adozione in casi particolari: quali sono gli effetti?

Con l’adozione in casi particolari, il minore:

  • acquista lo stato di figlio adottivo dell’adottante;
  • conserva i rapporti verso la famiglia di origine;
  • antepone al proprio cognome quello della famiglia adottiva;
  • non diventa parente dei familiari dell’adottante (ma valgono comunque gli impedimenti matrimoniali);
  • assume i diritti successori del figlio nato nel matrimonio.


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