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APE: l’attestazione energetica non sconta l’imposta di bollo e registro

25 Novembre 2013
APE: l’attestazione energetica non sconta l’imposta di bollo e registro

La regola vale anche per i contratti registrati in via telematica, per la copia autentica resta il bollo da 16 euro.

L’attestato di prestazione energetica (Ape) allegato ai contratti di compravendita o di locazione non è soggetto a imposta di registro né a imposta di bollo; per la confezione di una copia autentica dell’Ape occorre invece scontare l’imposta di bollo di euro 16 per ogni facciata.

Lo ha recentemente reso noto l’Agenzia delle Entrate [1].

L’Ape è stato introdotto nel 2013 al posto del precedente Ace (attestato di certificazione energetica).

L’Ape va sempre allegata, a pena di nullità, ai seguenti atti:

a) contratti di compravendita immobiliare (e pure di ogni altro contratto traslativo di immobili a titolo oneroso: permuta, conferimento in società, transazione, rendita, eccetera);

b) contratti di donazione e ogni altro atto traslativo di immobili a titolo gratuito;

c) i “nuovi” contratti di locazione (vale a dire non i contratti che siano una proroga di precedenti contratti).

Secondo l’Agenzia delle entrate, si deve procedere alla registrazione del contratto di locazione e dell’attestato allegato, ma l’imposta di registro si paga solo sul primo e non sul secondo. Infatti, l’attestato non rientra tra gli atti per i quali vige l’obbligo della registrazione.

La situazione non cambia se il contratto di locazione sia registrato telematicamente (con l’utilizzo dei software “Locazioni web Siria” e “Iris”), caso nel quale non è prevista la possibilità di trasmettere al fisco anche gli allegati del contratto.

L’Ape non sconta neanche l’imposta di bollo. Infatti la legge [2] esclude l’imposta di bollo in caso di dichiarazioni sostitutive di atto notorio; e l’Ape va appunto prodotto  nella “forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio” [3].

L’imposta di bollo è invece dovuta se l’Ape venga allegato al contratto di locazione in copia certificata conforme all’originale [4]; il bollo sulla copia è infatti dovuto a prescindere dal trattamento (in termini di imposta di bollo) del documento originale.


note

[1] Agenzia delle Entrate circolare n. 83/e del 22 novembre 2013.

[2] Infatti, l’articolo 37, Dpr 445/2000 esonera da bollo le dichiarazioni sostitutive di atto notorio di cui agli articoli 46 e 47 del medesimo Dpr 445/2000 e che l’Ape (ai sensi dell’articolo 15, comma 1, Dlgs 192/2005).

[3] Ai sensi dell’articolo 47 del Dpr 445/2000.

[4] Ai sensi della nota 1 all’articolo 1 della Tariffa, parte prima, allegata al Dpr 642/1972.


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