Le sanzioni per le aziende che non hanno la Pec

8 Settembre 2020 | Autore:
Le sanzioni per le aziende che non hanno la Pec

Chi non attiva il domicilio digitale entro il 1° ottobre rischia una multa di oltre 2.000 euro e l’assegnazione d’ufficio di un nuovo indirizzo.

Non avere un recapito di posta elettronica certificata può costare molto caro ad un’azienda. Sono previste delle sanzioni fino a oltre 2.000 euro per chi non iscrive nel Registro delle imprese della Camera di commercio il proprio indirizzo Pec, ancora mancante in più di un milione e mezzo di aziende nonostante gli obblighi introdotti più volte nel corso degli anni. Ora, il decreto Semplificazioni appena approvato dal Governo sottolinea questo vincolo e impone a tutti di mettersi in regola entro il 1° ottobre 2020.

Nel dettaglio, le aziende dovranno aprire un «domicilio digitale» presso il Registro delle imprese, che oltre alla Pec comprende anche i servizi elettronici di recapito certificato qualificato (Sercq), di cui si attende ancora la normativa comunitaria di attuazione. Nel frattempo, comunque, dovrà essere attivata la Pec così come già la si conosce da una quindicina di anni per sostituire, con valore legale, comunicazioni e notificazioni di atti e documenti.

Le sanzioni per chi ignora questo obbligo, come detto, sono piuttosto alte. Non ci sarà più la cancellazione dal Registro (cosa che non ha mai interessato più di tanto molte aziende, visti i risultati) ma si colpirà dove, di solito, fa più male: sui soldi.

Le società che non attiveranno il domicilio digitale entro il 1° ottobre dovranno pagare una sanzione da 206 a 2.046 euro, che diventano 412 euro se versata entro 90 giorni, mentre per le imprese individuali è prevista una sanzione da 30 a 1.548 euro (60 se pagata entro 90 giorni).

Se il domicilio diventa inattivo nel tempo, l’indirizzo viene cancellato d’ufficio dal Registro previa diffida e vengono applicate le sanzioni. Sempre d’ufficio verrà assegnato un nuovo indirizzo.



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