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Condominio contro condomino: spese legali

9 Novembre 2020
Condominio contro condomino: spese legali

In alcuni casi, il rapporto tra proprietario dell’appartamento e complesso condominiale degenera e giunge nelle aule dei tribunali.

Il rapporto tra condominio e condòmini non è sempre semplice. Molto spesso, infatti, gli interessi del condominio e quelli dei singoli condòmini sono in conflitto. Basti pensare al caso in cui il condominio decide di agire in giudizio contro un singolo condòmino che non ha pagato regolarmente le quote condominiali oppure non ha provveduto ad effettuare la manutenzione del suo giardino privato.

Il tema è molto delicato soprattutto con riferimento all’individuazione del soggetto che deve pagare gli oneri connessi ad un contenzioso. In caso di causa del condominio contro condòmino: chi paga le spese legali? Quando il condominio entra in causa con un soggetto terzo il problema non si pone in quanto tutti i condòmini devono partecipare alla relativa spesa. Nel caso di causa “interna” al condominio, invece, la soluzione al problema è molto più articolata e complessa.

Causa contro il condominio: chi paga le spese legali?

Quando due soggetti si fanno causa si vengono automaticamente a generare dei costi connessi all’avvio dell’azione legale stessa. Basti pensare al cosiddetto contributo unificato, ossia la tassa che deve essere pagata per introdurre una nuova causa in tribunale, nonché al compenso per l’avvocato che è stato scelto per patrocinare il contenzioso.

Quando l’azione giudiziaria viene intavolata da un soggetto terzo nei confronti del condominio, l’individuazione dei soggetti chiamati a sopportarne i relativi costi è semplice in quanto tutti i condòmini devono concorrere al pagamento delle spese.

Se si tratta di condominio parziale, tali oneri devono essere sostenuti solo dai condòmini di quella parte di condominio interessata dalla vertenza.

Causa tra condominio e condòmino: chi paga le spese?

Talvolta, la causa viene intentata dal condominio contro un singolo condòmino oppure, viceversa, dal singolo proprietario contro il condominio. In questo caso, individuare il soggetto chiamato a pagare le spese legali è più complesso e, in particolare, occorre capire se il condòmino, oltre a pagarsi le sue spese legali, deve contribuire, pro-quota, a pagare le spese legali condominiali.

La Cassazione [1], proprio in un caso del genere, ha chiarito quale deve essere la corretta ripartizione degli oneri legali. La pronuncia degli Ermellini è molto importante  in quanto tale situazione è molto frequente e le sentenze della magistratura in merito sono alquanto rare.

Quando nasce un contenzioso tra condominio e condòmino entrambe le parti del processo devono farsi carico di determinati oneri legali.

Nel caso giunto al cospetto della Suprema Corte, il tribunale di primo grado aveva dato ragione ai condòmini e la Corte d’appello aveva, invece, ribaltato il decisum del giudice di prime cure. Ad avviso dei condòmini, ricorrenti in Cassazione, essi non avrebbero dovuto concorrere alle spese di giudizio pagate dal condominio nella causa contro loro stessi in virtù di una norma del Codice civile [2] secondo la quale, in caso di dissenso dei condòmini alle liti, gli stessi non devono partecipare ai relativi costi.

In realtà, l’interpretazione di questa norma codicistica non è affatto scontata e non è chiaro quali sono le controversie alle quali si applica. Inoltre, tale disposizione, che protegge i condòmini dissenzienti dalle conseguenze negative della lite intrapresa dal condominio, viene di solito applicata in modo errato, come una sorta di esonero totale dalle spese di giudizio.

Anche se non è quella invocata dai ricorrenti la norma da utilizzare per risolvere tale questione, la Cassazione ha dato ragione ai condòmini sulla base di un proprio precedente nel quale gli Ermellini ebbero già ad affermare che in caso di contenzioso tra condòmini e condominio, l’unità condominiale si scinde innanzi a questo particolare oggetto della lite e si creano automaticamente due distinti gruppi di partecipanti al condominio in contrasto tra loro.

Ne consegue che il giudice, dirimendo la controversia, deve provvedere anche  sulle spese di lite e deve stabilire quale delle due parti del condominio debba sopportare il relativo onere. Con l’eccezione del caso in cui il giudice condanna i condòmini alle spese legali del condominio, ognuna delle parti deve pagare il proprio avvocato.

Il condominio pagherà, dunque, le sue spese e non potrà chiedere ai condòmini contro cui la causa è stata fatta di contribuire.


note

[1] Cass. n. 13885 del 18.06.2014.

[2] Art. 1132 cod. civ.


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