Autovelox, biciclette e tutor: novità per le multe

8 Settembre 2020
Autovelox, biciclette e tutor: novità per le multe

Le modifiche al Codice della strada contenute nel decreto Semplificazioni (Dl 76/2020).

Forse, non ci avete mai fatto caso ma sino ad oggi non avete mai visto in città un autovelox senza accanto la pattuglia della polizia. Questo perché la legge impone, nei centri abitati, la contestazione immediata dell’infrazione. In pratica, il conducente deve essere fermato dal poliziotto per potersi difendere e magari opporre qualche giustificazione o scusa che sia. «Sto andando in ospedale perché mi sento male!». Oppure «Sto accompagnando mia moglie in clinica perché sta per partorire».

Oggi, però, il decreto Semplificazioni (ossia il Dl 76/2020) sta per modificare il Codice della strada. Siamo in dirittura d’arrivo e, quindi, è bene sapere come cambieranno a breve le regole sulla circolazione. 

Autovelox: novità

Sul fronte autovelox, cade il divieto di utilizzare sulle strade urbane postazioni permanenti automatizzate per accertare da remoto gli eccessi di velocità. In pratica, se prima i controlli automatici erano possibili solo sulle strade urbane di scorrimento (viali a carreggiate separate con semafori a tutti gli eventuali incroci), ora si aggiungono anche le altre strade urbane. 

Ritornano quindi gli autovelox selvaggi anche in città, senza che ci sia la volante della polizia a evidenziarne la presenza, ma pur sempre con l’obbligo del cartello preventivo contenente l’avviso e l’ordinanza della Prefettura che autorizzi tali forme di controlli automatici. Autorizzazione che può essere data solo se, sulla base delle informazioni fornite dalla Polizia stradale, la strada presenta un’incidenza di sinistri molto elevata. Il verbale deve indicare gli estremi dell’ordinanza del prefetto e l’ultima data di taratura dell’autovelox. 

Biciclette in città: novità

Sul fronte biciclette, vengono istituite le cosiddette «strade urbane ciclabili», dove c’è l’illusione che possano convivere – un po’ come cani e gatti – automobilisti e ciclisti. 

Su tali strade, il limite di velocità sarà di 30 km/h e i conducenti dei veicoli a motore dovranno dare la precedenza alle biciclette che transitano o si immettono (anche da luoghi privati). L’automobilista inoltre dovrà usare particolari cautele nel sorpassarle. 

Vengono riconfermate infine le «corsie ciclabili»: potranno essere percorse dalle auto solo se c’è spazio sufficiente. 

Le bici potranno andare contromano nelle strade a senso unico solo se ci sono corsie ciclabili sulla sinistra. Il sindaco potrà autorizzare i ciclisti ad andare contromano anche sulle strade urbane con limite di velocità fino a 30 km/h o in parti di Ztl. 

A questo punto, bisognerà chiarire se il diritto di precedenza e di circolare contromano riguarderà anche i monopattini elettrici, che in generale dal 2019 sono equiparati proprio alle bici.

Ztl: novità

A stabilire come dovranno essere posizionate le telecamere per le Ztl non sarà più il ministero dei Trasporti ma il Comune. Il che apre le porte purtroppo alla possibilità di usare segnaletica ingannevole e varchi piazzati in modo da punire anche chi si accorge di essere sulla strada sbagliata senza dargli una via di fuga. 

Multe per divieto di sosta: novità

Vengono aumentati i poteri degli ausiliari della sosta che potranno elevare le multe per divieto di sosta non più solo sulle strisce blu, come attualmente previsto. I dipendenti comunali e delle imprese municipalizzate potranno decidere la rimozione forzata dei veicoli parcheggiati davanti ai cassonetti dei rifiuti o in un punto in cui impediscono la pulizia delle strade, così come nelle corsie preferenziali. 

Tutor: novità

Le novità in materia di tutor non provengono questa volta dalla legge ma da una interessante sentenza del giudice di pace di Savona (leggi Tutor: come non perdere i punti della patente). Se è vero che le multe per autovelox presuppongono una tolleranza del 5%, secondo la pronuncia in commento per il tutor è necessario tenere conto di una tolleranza maggiore, pari al 10%. Per il giudice, «il sistema tutor non va confuso con altri strumenti rilevatori della velocità, come l’autovelox o il velomatic». Il giudice, richiamando una interpretazione già battuta in passato dalla giurisprudenza, ritiene applicabile al tutor il criterio previsto per il controllo degli ingressi e uscite dai tratti autostradali, facendo riferimento per analogia a questa percentuale di tolleranza (detta anche «errore relativo») che parte dal 5% se la velocità dedotta è inferiore a 70 km/h, sale al 10% quando è compresa tra 70 e 130 km/h e può arrivare sino al 15%, quando è superiore a 130 km/h.



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