Diritto e Fisco | Articoli

Risarcimento danni animali domestici

9 Novembre 2020
Risarcimento danni animali domestici

Le conseguenze civili e penali in caso di lesioni provocate da animali a quattro zampe.

È sabato mattina e sei al parco con il tuo cane, un Labrador di 3 anni. Nelle zone consentite, sei solito togliergli il guinzaglio per lasciarlo libero di correre e divertirsi. Ad un certo punto, però, il tuo cucciolo insegue una donna che si stava allenando in quel momento e, non si sa come, la fa cadere per terra. Tu accorri immediatamente, ma la sconosciuta lamenta dolore alla gamba e minaccia di agire nei tuoi confronti. Come comportarsi in questi casi?

In questo articolo parleremo del risarcimento danni procurati da animali domestici. Secondo la legge, infatti, il proprietario (o il detentore) di un cane è responsabile, sia dal punto di vista penale che civile, per i danni provocati a terzi. Ciò in quanto vi è il preciso obbligo di controllare l’animale onde evitare possibili aggressioni. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di affrontare la questione punto per punto per vedere, altresì, quando sussiste un concorso di colpa. 

Chi è responsabile degli animali domestici?

Il padrone dell’animale, o chi ne ha la custodia, è responsabile dei danni causati a terzi, anche quando la bestia sfugge al suo controllo. Ti faccio due esempi pratici.

Caia sta camminando per strada con al guinzaglio il suo Pastore Tedesco. Mentre aspettano fermi al semaforo per attraversare sulle strisce, l’animale aggredisce una passante.

Tizio deve partire per le vacanze al mare. Decide di lasciare il suo affezionato Bulldog inglese a suo padre, il quale ha una villa in campagna. Un giorno, però, l’animale scavalca il muretto e aggredisce la vicina di casa che stava annaffiando le piante in quel momento.

Come puoi notare, quindi, la responsabilità dell’animale a quattro zampe ricade sia sul proprietario sia sul soggetto che lo ha in custodia in quel momento. La ragione è abbastanza intuitiva: chi lascia il proprio cane ad un’altra persona ovviamente non può controllarlo o gestirlo. Il risultato, in questi casi, è che dei guai procurati dall’animale a terzi risponde solamente la persona a cui è stato affidato.

Va ricordato, inoltre, che il padrone ha l’obbligo di controllare l’animale adottando tutte le cautele necessarie per evitare che lo stesso possa rappresentare un pericolo per gli altri. Il che significa, ad esempio, usare il guinzaglio quando lo si porta a spasso oppure la museruola se l’animale è particolarmente aggressivo.

Risarcimento danni animali domestici

Partiamo con un esempio pratico.

Tizio è al mare con il suo Golden Retriever. Dato che non vige alcun divieto, decide di lasciare l’animale libero di correre sul bagno asciuga. Dopotutto, non ha mai fatto male a nessuno. Approfittando della distrazione del suo padrone, il cucciolo si avventa su un bambino e lo ferisce ad un braccio.

Ebbene, nell’esempio che ti ho riportato, il padrone del cane risponde del reato di lesioni personali colpose. In tal caso, la vittima può presentare una querela alle autorità territorialmente competenti (polizia, carabinieri o Procura della Repubblica) e raccontare i fatti, allegando i certificati medici che dimostrino le ferite subite. A questo punto, scatteranno le indagini preliminari a cui potrebbe seguire un processo penale in cui la parte lesa può costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento del danno in caso di condanna del responsabile.

La vittima può, altresì, agire anche in sede civile per chiedere il risarcimento del danno (patrimoniale e non patrimoniale) perché il padrone non ha osservato la dovuta diligenza.

L’entità del risarcimento varia a seconda della lesione subita. Dato che non esiste una normativa specifica in materia, per la quantificazione del danno si prendono come punto di riferimento le tabelle previste dal tribunale di Milano che consentono di individuare il tipo di lesione riportata e la corrispondente percentuale di invalidità (in considerazione dell’età della vittima).

Ti è chiaro, ovviamente, che il risarcimento in caso di lesioni lievi e guaribili in pochissimi giorni è nettamente inferiore rispetto a quello previsto qualora sussistano postumi invalidanti.

Danni animali domestici: in quali casi il padrone è esonerato dalla responsabilità?

Anche questa volta, partiamo da un esempio pratico.

Tizio vive in una villa al mare. A causa di un guasto elettrico, il suo cane esce dal cancello, rimasto aperto, e ferisce due passanti.

Quest’altro esempio che ti ho riportato rappresenta un caso limite: cioè quando l’aggressione si verifica per un caso fortuito, cioè per una circostanza eccezionale, inevitabile ed imprevedibile, vale a dire il malfunzionamento del cancello che ha consentito al cane di scappare dalla villa. Quindi, l’aggressione ai passanti si è verificata per un evento indipendente dalla volontà del padrone dell’animale.

Danni animali domestici: quando sussiste il concorso di colpa?

Può capitare anche la circostanza che il danno procurato dall’animale sia dipeso dall’imprudenza della vittima. Mettiamo il caso che Tizio si trovi in compagnia del suo cane sul pianerottolo dello stabile in cui abita. Ad un certo punto, arriva un condomino, il quale, per una distrazione, non si accorge di pestare la coda all’animale. Quest’ultimo, per il dolore, si avventa sul signore e gli morde la caviglia.

Secondo la giurisprudenza, in casi del genere, potrebbe configurarsi un concorso di colpa con il proprietario dell’animale che però non vale ad escluderne la responsabilità, a meno che il danno non sia il frutto di comportamenti abnormi ed eccentrici. Pensa, ad esempio, al ragazzino che tira un pugno sul muso del cane.



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