Diritto e Fisco | Articoli

L’errore più grande che puoi fare quando parli con un poliziotto

9 Novembre 2020 | Autore:
L’errore più grande che puoi fare quando parli con un poliziotto

Mancare di rispetto a un poliziotto costituisce reato. Quando si integra il delitto di oltraggio a pubblico ufficiale?

Non c’è nulla di male a scambiare due chiacchiere con un poliziotto, soprattutto se lo si conosce e non è in servizio. Quando si trova a lavoro, nulla vieta di salutarlo o di fermarsi un minutino per qualche parola, senza fargli perdere tempo, ovviamente. Le cose cambiano quando i toni si alterano a causa di un atto che l’agente sta compiendo in ragione del proprio servizio. Quando le forze dell’ordine sono a lavoro, non è possibile rivolgersi a loro in malo modo; il rischio è che di commettere un reato. Qual è l’errore più grande che puoi fare quando parli con un poliziotto?

Senza dubbio, lo sbaglio più grande che puoi commettere è quello di mancargli di rispetto mentre è nell’esercizio delle sue funzioni. In questo caso, c’è il rischio concreto che tu commetta il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, punito con la  reclusione da sei mesi a tre anni. L’errore più grande che puoi fare quando parli con un poliziotto è dunque quello di rivolgerti a lui in maniera irriguardosa. Affinché si configuri il delitto di oltraggio a pubblico ufficiale, però, è necessario che ricorrano alcune condizioni: non sempre, infatti, mandare a quel paese un agente in divisa costituisce reato. Vediamo cosa prevede il nostro ordinamento giuridico.

Oltraggio a pubblico ufficiale: cosa dice la legge?

Chiunque, in un luogo pubblico o aperto al pubblico e in presenza di più persone, offende l’onore ed il prestigio di un pubblico ufficiale mentre compie un atto d’ufficio ed a causa o nell’esercizio delle sue funzioni, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni [1].

Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è reato?

Affinché si integri il reato di oltraggio a pubblico ufficiale c’è bisogno che ricorrano alcune condizioni. In particolare, occorre che l’oltraggio, idoneo a ledere l’onore e il prestigio del pubblico ufficiale, sia stato manifestato:

  • in un luogo pubblico (una piazza o una via, ad esempio) o aperto al pubblico (cinema, teatro, museo, pronto soccorso, ecc.);
  • in presenza di più persone;
  • mentre il pubblico ufficiale compie un atto del suo ufficio (ad esempio, nel caso del poliziotto, un arresto, un verbale di contestazione di illecito amministrativo, ecc.);
  • mentre il pubblico ufficiale è nell’esercizio delle sue funzioni.

In pratica, si ha oltraggio a pubblico ufficiale solo quando si è in pubblico e in presenza di più persone. L’offesa detta a tu per tu senza che nessuno ascolti oppure in presenza solamente di un’altra persona non è sufficiente a far scattare il reato.

Parlare con un poliziotto: quand’è oltraggio a pubblico ufficiale?

Da quanto detto nei paragrafi superiori si evince che solamente l’offesa rivolta a un poliziotto in servizio durante lo svolgimento dei suoi compiti può costituire il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, sempre che il fatto avvenga in presenza di altre persone e in un luogo pubblico o aperto al pubblico. Un normale dialogo tra cittadino e agente, dunque, non può mai costituire un illecito.

L’errore che potresti commettere mentre parli con un poliziotto è quello di prenderti troppa confidenza con lui, finendo per dire qualcosa che potrebbe offendere il suo onore oppure il prestigio derivante dalla carica che ricopre.

Per esempio, se ti avvicini a un poliziotto che è in servizio e cominci a deriderlo, ad esempio prendendo in giro l’intero corpo di polizia oppure cominciando a raccontare una delle solite barzellette sugli appartenenti alle forze dell’ordine, potresti superare il confine tra ciò che è lecito e ciò che non lo è.

Secondo la giurisprudenza [2], ai fini della configurabilità del reato di oltraggio a pubblico ufficiale l’obiettiva capacità offensiva di determinate espressioni verbali non viene meno per via della facilità e della frequenza con le quali esse vengono adoperate, ben potendo le medesime dar luogo a reato quando siano inserite in un contesto che esprima disprezzo e disistima per le funzioni del pubblico ufficiale.

Alla luce di ciò, è stato considerata oltraggio a pubblico ufficiale la condotta di chi, a fronte dell’intervento del poliziotto in un locale pubblico in cui era insorta una lite, aveva rivolto all’indirizzo del pubblico ufficiale l’invito ad “andare a quel paese” e a non rompergli le scatole.

Insomma: anche se tante parolacce sono di uso comune e, molte volte, non sono nemmeno percepite come offensive, le stesse espressioni, se rivolte a un poliziotto in servizio, possono far scattare il reato di oltraggio a pubblico ufficiale.

Anche i commenti ingiuriosi rivolti in generale allo Stato, alle forze dell’ordine o al corpo di polizia a cui appartiene l’agente sono in grado di costituire il reato di oltraggio a pubblico ufficiale.

E così, ingiuriare la Polizia di Stato in presenza di un poliziotto in servizio può far scattare il reato perché ad essere offeso è il prestigio, cioè la reputazione del corpo di polizia.

Ancora, l’accusa, formulata in termini indiscriminati nei confronti del poliziotto mentre sta svolgendo le proprie funzioni, di lavorare in un ufficio in cui è imperante la corruzione, costituisce ugualmente oltraggio a pubblico ufficiale.

In sintesi: il più grande errore che puoi fare quando parli con un poliziotto è quello di esprimere commenti irriguardosi nei confronti del suo lavoro. Il rischio è di incorrere nel reato di oltraggio a pubblico ufficiale.


Il più grande errore che puoi fare quando parli con un poliziotto è quello di esprimere commenti irriguardosi nei confronti del suo lavoro. Il rischio è di incorrere nel reato di oltraggio a pubblico ufficiale.

note

[1] Art. 341-bis cod. pen.

[2] Cass., sent. n. 51613/2016.

Autore immagine: Depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

1 Commento

  1. Può capitare che un poliziotto istiga l’utente per farlo reagire , a me e successo , mi ha fermato una pattuglia della polizia , mi ha chiesto i documenti patente e libretto , e io gli è lo dati, il poliziotto prende i documenti le porta al suo collega , compilando un foglio , successivamente ritorna con i miei documenti e me le lancia in faccia , io non ho reagito perché non avevo prove di ciò che dicevo ero solo in macchina. Se io lo rimproveraVo sicuro che mi denunciava o mi arresta va per oltraggio al pubblico ufficiale , in questo caso è stato il poliziotto a provocare l’utente . Questo non è stato giusto.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube