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Contestazione ritardo orario di lavoro: fac simile

28 Ottobre 2020
Contestazione ritardo orario di lavoro: fac simile

Il lavoratore deve recarsi presso la sede di lavoro nel pieno rispetto dell’orario previsto dal contratto.

Sei arrivato in ritardo al lavoro di dieci minuti. Non hai, tuttavia, alcuna giustificazione in quanto ti sei semplicemente svegliato troppo tardi. Come devi comportarti? Cosa rischi? Nel rapporto di lavoro subordinato, il dipendente deve rispettare in modo scrupoloso i propri doveri. Tra questi c’è anche l’obbligo di recarsi al lavoro nel rispetto dell’orario contrattualmente previsto.

Se arrivi al lavoro dopo l’inizio del tuo turno rischi di ricevere una contestazione di ritardo orario di lavoro. Nel presente articolo, forniremo anche un fac simile di questo documento. Tuttavia, ricevere la lettera di contestazione non deve allarmarti troppo. Hai infatti cinque giorni di tempo per fornire eventuali giustificazioni.

Cos’è l’orario di lavoro?

Nel lavoro autonomo, il lavoratore viene pagato dal cliente per realizzare un’opera od un servizio. Al cliente non interessa quanto tempo al giorno il lavoratore dedicherà alla realizzazione dell’opera pattuita. Ciò che conta è che, alla data prefissata, la realizzazione sarà pronta.

Nel lavoro subordinato, invece, il lavoratore riceve uno stipendio mensile per mettere le sue energie di lavoro a servizio del datore di lavoro per un certo periodo di tempo previsto dal contratto di lavoro stesso.

Può anche accadere che un giorno non ci sia nulla da fare al lavoro ma il dipendente deve essere comunque presente in servizio per il tempo previsto dalla lettera di assunzione.

Se il tuo contratto prevede che il tuo orario di lavoro è tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 16, sei obbligato a prendere servizio alle 8 in punto.

Ritardo al lavoro: cosa succede?

Uno dei poteri che caratterizzano il datore di lavoro è il cosiddetto potere disciplinare [1]. Il titolare dell’azienda, infatti, se verifica che un dipendente non rispetta i propri doveri, può avviare un procedimento disciplinare nei suoi confronti e, alla fine della procedura, applicare una sanzione disciplinare tra quelle previste dalla legge [2].

Arrivare in ritardo al lavoro può portare all’avvio, da parte del datore di lavoro, del procedimento disciplinare, soprattutto se il lavoratore non è in grado di fornire una plausibile giustificazione del suo comportamento.

Ritardo al lavoro con giustificazione

Se il lavoratore è in grado di dimostrare che il ritardo al lavoro è stato determinato da una causa giustificativa estranea alla sua volontà e non programmabile, la gran parte dei contratti collettivi prevede che al lavoratore non sia possibile applicare alcuna sanzione disciplinare. Resta inteso che il periodo di tempo intercorrente tra l’inizio del turno e l’arrivo in ritardo del dipendente, non essendo stato lavorato, non sarà retribuito.

L’azienda potrà, dunque, trattenere il relativo importo dalla busta paga oppure chiedere al lavoratore di effettuare una prestazione di lavoro compensativa.

Tanto per fare un esempio: se dovevi entrare alle 8 e sei entrato alle 9 l’azienda potrà trattenerti un’ora di stipendio oppure chiederti di uscire un’ora dopo dal lavoro per recuperare il tempo del ritardo. Ovviamente, il lavoratore deve essere in grado di produrre documentazione che comprova la giustificazione del ritardo.

Se il ritardo è stato determinato da un guasto alla vettura, potrebbe produrre un certificato del soccorso stradale.

Ritardo al lavoro con giustificazione

Se non c’è nessuna giustificazione al ritardo, il lavoratore rischia di subire il procedimento disciplinare che consta di tre fasi:

  1. il datore di lavoro invia al dipendente una lettera di contestazione disciplinare nella quale contesta il ritardo, specificando giorno e ora dello stesso;
  2. il lavoratore, nei cinque giorni successivi, può inviare al datore di lavoro le proprie giustificazioni scritte;
  3. il datore di lavoro analizza le giustificazioni e decide se applicare o meno la sanzione disciplinare.

Le sanzioni applicabili sono:

  • rimprovero verbale;
  • rimprovero scritto;
  • multa fino a 4 ore della retribuzione;
  • sospensione dal lavoro e dalla retribuzione fino a 10 giorni;
  • licenziamento disciplinare.

Per capire quale sanzione applicare occorre consultare la sezione disciplinare del Ccnl applicato al rapporto di lavoro che, di solito, prevede un elenco di infrazioni e la relativa sanzione.

Ovviamente, il principio da seguire è la proporzionalità: maggiore è la gravità del ritardo (durata del ritardo, assenza di comunicazioni del dipendente, etc.) più severa può essere la sanzione disciplinare applicata. Se il datore di lavoro, invece, leggendo le giustificazioni scritte, ritiene che il comportamento del dipendente sia scusabile è possibile chiudere il procedimento senza applicare alcuna misura punitiva.


Luogo, data

Egregio sig. [dipendente]

Oggetto: contestazione disciplinare

Egregio sig. [dipendente],

risulta alla scrivente che lei, in data __, avrebbe dovuto prendere servizio alle ore __ e, invece, si è presentato sul posto di lavoro alle ore __, con un ritardo di __ minuti/ore.

Tale comportamento risulta contrario agli obblighi che le derivano dal contratto di lavoro, dalla legge e dal Ccnl.

Con riferimento ai fatti contestati può far pervenire le sue giustificazioni scritte entro il termine di 5 giorni dal ricevimento della presente.

Distinti saluti,

Il datore di lavoro

_____________

note

[1] Art. 2106 cod. civ.

[2] Art. 7, L. 300/1970.


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