Addio sfratto se l’inquilino non ha la cassa Covid

8 Settembre 2020 | Autore:
Addio sfratto se l’inquilino non ha la cassa Covid

Se l’Inps non ha pagato l’ammortizzatore sociale, non è possibile accogliere la richiesta di liberare un immobile per morosità.

Un inquilino non può essere sfrattato se non ha i soldi per pagare l’affitto perché non ha ricevuto la cassa integrazione Covid. Lo ha stabilito il tribunale di Roma con un decreto appena pubblicato [1].

Il giudice ha ritenuto che sia da annullare la richiesta di lasciare libero l’immobile se la persona che lo occupa, pur ammettendo la morosità, è in grado di dimostrare che si trova in cassa integrazione e che non ha ricevuto la prestazione dall’Inps. Insomma, per dirla con le parole del giudice «il perdurare dell’emergenza impone estrema prudenza».

La situazione diventa più complicata per il proprietario se, come nel caso esaminato dal tribunale capitolino, l’inquilino non ha pagato il canone d’affitto nemmeno durante il lockdown perché non ha ricevuto alcuna indennità dal mese di aprile e, in più, ha dei figli da mantenere. Tuttavia, ha dimostrato la volontà di mantenere vivo il contratto di locazione poiché ha versato qualche anticipo ed ha assicurato di voler saldare il debito non appena l’Inps le farà avere quanto le spetta.

In un caso come questo, sostiene ancora il giudice, è applicabile l’articolo del decreto Cura Italia secondo cui il rispetto delle misure di contenimento contro il coronavirus vanno sempre valutate per escludere la responsabilità del debitore. Di fronte ad un mancato pagamento dell’indennità e nell’impossibilità di beneficiare delle agevolazioni sull’affitto, dunque, non è possibile accogliere la richiesta di sfratto.


note

[1] Trib. Roma decreto 15903/2020.


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1 Commento

  1. Buongiorno,
    porto un caso diretto. Nel mio piccolissimo quartiere bene ha vissuto per 4 anni un extra-comunitario spacciatore agli arresti domiciliari, che continuava a spacciare alla grande nonostante i controlli 2 volte al giorno delle Forze dell’Ordine. Finalmente è stato ri-arrestato e questa volta carcerato, ma la moglie, complice del traffico, continua ad abitare nell’appartamento nonostante abbia ricevuto lo sfratto ad inizio anno con uscita a giugno. Non conosco la posizione economica ufficiale della signora, ma esce ogni giorno ad orari regolari quindi si presume lavori (come estetista). Chiedo se anche questo caso rientra fra quelli enunciati nel vostro articolo e godevoli di proroga fino a fine anno. Grazie

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