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Quanto dura un marchio registrato

11 Settembre 2020
Quanto dura un marchio registrato

La validità del segno distintivo: scadenza e rinnovo.

Sei il titolare di un’azienda specializzata nella produzione di calzature. Da qualche anno, hai conquistato il mercato cinese e il fatturato cresce costantemente. Agli inizi della tua attività imprenditoriale, ti sei organizzato per tutelare il tuo segno distintivo depositandolo presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. Da quel giorno, però, è passato diverso tempo e, adesso, vorresti sapere cosa fare per rinnovarlo.

In questo articolo vedremo, in particolare, quanto dura un marchio registrato. Devi sapere, infatti, che affinché un imprenditore abbia il diritto esclusivo di utilizzare il simbolo che caratterizza i propri prodotti e servizi lo deve registrare, altrimenti chiunque potrà usarlo liberamente. Tale procedura garantisce una protezione pari a dieci anni, scaduti i quali la domanda può essere rinnovata all’infinito.

Il termine decennale serve per rendersi conto se è il caso di continuare o meno la propria attività. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di capire innanzitutto qual è l’iter da seguire per tutelare il proprio marchio.

Cos’è un marchio?

Prima di addentrarci nell’argomento principale di questo articolo, voglio parlarti brevemente del marchio partendo da un esempio pratico.

Tizio si occupa della produzione di zaini sportivi, pratici e colorati. In vista dell’esportazione della merce anche all’estero, decide di dotare la sua azienda del logo “Sport Fashion”. In questo modo, i suoi prodotti potranno distinguersi sul mercato e attirare più consumatori.

Come puoi intuire dall’esempio che ti ho riportato, il marchio è un segno distintivo il cui scopo è quello di comunicare un’attività imprenditoriale al mondo esterno. Può essere composto da parole, cifre, disegni, suoni, forma di un prodotto (oppure da una combinazione di tutti questi elementi) e consente ai consumatori di percepire subito la provenienza di un prodotto o di un servizio.

Quali adempimenti fare prima di registrare un marchio?

Prima di registrare un marchio ci sono alcuni adempimenti da effettuare. In primo luogo, occorre verificare che il simbolo sia:

  • lecito: ossia non contrario alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume;
  • originale: in altre parole, deve avere quella forza distintiva tale da consentire di individuare immediatamente il prodotto o il servizio a cui si riferisce;
  • nuovo: vuol dire che non devono essere già registrati, in Italia o all’estero, marchi identici o simili al proprio. Per fare questo controllo, basta collegarsi online e consultare, ad esempio, la banca dati messa a disposizione dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi oppure utilizzare il motore di ricerca eSearch plus;
  • vero: cioè non deve ingannare circa la provenienza o la descrizione dei prodotti o servizi.

Infine, il marchio non deve contenere ritratti, nomi e segni notori (a meno che non ci sia il consenso dei soggetti interessati), stemmi, bandiere ed altri simboli di interesse pubblico, indicazioni geografiche, riproduzioni di opere d’arte, ecc.

Quale iter seguire per registrare un marchio?

Se il segno distintivo possiede tutti i requisiti visti poc’anzi, lo step successivo è quello di depositare la domanda presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi oppure presso una qualsiasi Camera di Commercio.

Va precisato, a scanso di equivoci, che il marchio è tutelato solo nello Stato in cui viene registrato. Di conseguenza, chi vuole che il proprio segno distintivo sia protetto anche all’estero deve depositare necessariamente un marchio europeo o un marchio internazionale.

Detto ciò, la domanda di registrazione deve indicare, in particolare, i dati del titolare del marchio (nome, cognome, data e luogo di nascita, ecc.), il segno distintivo e la classe merceologica prescelta. A questo punto, si passa alla verifica dell’istanza per accertare la presenza di tutti i requisiti. A titolo esemplificativo, se il marchio è rappresentato da un bambino che tiene in mano un simbolo politico è chiaro che il deposito verrà rigettato.

Successivamente, il marchio viene pubblicato nell’apposita gazzetta. In questo modo, chiunque ha 3 mesi di tempo per opporsi alla registrazione. Pensa, ad esempio, se qualcuno si accorge che è stato depositato un segno distintivo identico al proprio, nella forma e nel colore. Ovviamente, in casi del genere, la procedura si arresta per risolvere la questione o permettere alle parti di raggiungere un accordo.

Una volta registrato, il titolare acquista il diritto esclusivo di utilizzare il marchio. Tuttavia, è importante spendere il marchio entro 5 anni, altrimenti decade il diritto di usarlo.

Quanto dura un marchio registrato

Se nessuno si oppone alla registrazione (oppure se la questione viene risolta) il marchio viene registrato entro 12 mesi dal deposito e ha una validità pari a 10 anni, rinnovabili all’infinito. Il termine decennale, in pratica, serve al titolare del segno distintivo per capire se il suo prodotto o servizio ha avuto successo oppure è un totale fallimento. In quest’ultimo caso, è inutile rinnovare il marchio, ma si deve consentire a terzi imprenditori di poterlo usare liberamente.

Come rinnovare un marchio registrato?

Per rinnovare un marchio registrato è necessario presentare una domanda 12 mesi prima della scadenza. Se il rinnovo avviene entro 6 mesi dalla scadenza, occorre pagare una mora.

Per rinnovare il marchio è possibile:

  • procedere online tramite il portale servizionline.uibm.gov.it;
  • presentare l’istanza presso una Camera di Commercio;
  • inviare una raccomandata all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi – Divisione V deve essere inviata in – Via Molise 19 – 00187 Roma.

In fase di rinnovo, è possibile anche effettuare una sorta di restyling grafico del marchio, a condizione che si tratti di aspetti marginali che non vadano ad alterare il concetto originario.

I costi per il rinnovo del marchio comprendono:

  • una marca da bollo da 16 euro;
  • la tassa di registrazione di 67 euro comprensiva di una sola classe (per il marchio singolo) e 202 euro per una o più classi (per il marchio collettivo).

Ai suddetti costi vanno aggiunti i diritti di segreteria per il deposito della domanda.



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