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Come comportarti quando ricevi un “atto dal tribunale”: principali atti giudiziari civili

25 Novembre 2013
Come comportarti quando ricevi un “atto dal tribunale”: principali atti giudiziari civili

Atto di citazione, ricorso, precetto, intimazione a testimone, decreto ingiuntivo: sono numerosi gli atti che l’ufficiale giudiziario o il postino può recapitare alla vostra residenza; per ognuno di essi il comportamento da tenere è differente.

Mi hanno consegnato un atto dal tribunale”: è questa l’esclamazione, che si accompagna a una attonita espressione di stupore, quando ci si vede consegnare, dal postino, una busta verde, o direttamente dall’ufficiale giudiziario un atto “legale”.

In verità, molto spesso, il mittente non è il tribunale, ma un avvocato che si è servito dei “sistemi” del tribunale per effettuare la notifica. Ma questo, per il destinatario, non ha tanta importanza quanto piuttosto risolvere il problema: “E ora cosa bisogna fare?

A seconda del tipo di atto che avete ricevuto c’è un comportamento diverso da tenere. Pertanto, prima di dar sfogo al panico (per chi ancora si preoccupa delle vertenze legali), è necessario individuare la tipologia dell’atto ricevuto, ossia il suo “nome”. Quest’ultimo è generalmente riportato nell’intestazione dell’atto stesso, molto spesso dopo le indicazioni del tribunale competente per la questione. Insomma: guardate una delle prime righe del foglio che vi è stato consegnato (gli avvocati amano scrivere il nome dell’atto in grassetto).

Ecco i principali tipi di documenti con i quali potreste dovervi confrontare e, di conseguenza, i relativi comportamenti da tenere.

In questo articolo troverete solo i principali procedimenti civili. Per quelli penali vi rinviamo a un secondo e successivo articolo.

 

 

Atto di citazione

Si tratta dell’atto processuale per eccellenza, quello più frequente.

Con questo documento si dà conoscenza al destinatario (cosiddetto convenuto) che un altro soggetto (cosiddetto attore) ha intenzione di avviare una causa civile nei suoi confronti.

L’atto di citazione conosce una variante: si chiama “atto di appello” la citazione per un giudizio in secondo grado.

Termini: la prima udienza sarà tenuta non meno di 90 giorni prima dalla data di consegna dell’atto (potrebbero essere 45 in caso di giudizio davanti al Giudice di Pace). Tale data è indicata nell’atto, anche se non è detto che essa corrisponda poi alla data effettiva (poiché il giorno e il mese sono scelti dall’avvocato, ma non sempre il giudice tiene udienza proprio in quel giorno). Sarà comunque il vostro legale a confermarvi la data effettiva.

Comportamento da tenere: è bene che andiate, il più presto possibile, dall’avvocato e gli conferiate mandato per difendervi. Prima avrete conferito il mandato, più tempo avrà il legale per studiare la vicenda.

Attenzione: non riducetevi all’ultimo minuto. Infatti, ci sono determinate eccezioni (per esempio quella di incompetenza del giudice) che possono essere fatte valere solo se ci si costituisce in causa almeno 20 giorni prima dell’udienza.

Atto di ricorso

Nella sostanza, si tratta della stessa questione dell’atto di citazione, solo che si chiama “ricorso” per determinati tipi di controversie (la più frequente è in materia di lavoro).

L’unica differenza importante rispetto all’atto di citazione è che qui la data di prima udienza è stata fissata dal giudice (la troverete in un foglio allegato, chiamato “decreto”) e, quindi, non c’è bisogno di andare a controllare che essa coincida con quella effettiva.

Decreto ingiuntivo

Se avete ricevuto un decreto ingiuntivo, vuol dire che qualcuno ritiene che non lo abbiate pagato o non gli abbiate riconsegnato una cosa di sua proprietà.

Se credete che questo soggetto si sbagli di grosso, dovete fare “opposizione”.

Termini: I tempi per fare opposizione sono serrati: avete a disposizione solo 40 giorni. Un giorno di ritardo farà diventare “definitivo” il decreto ingiuntivo.

Comportamento da tenere: anche in questo caso, dovrete farvi difendere dall’avvocato, portandogli tutte le prove a dimostrazione del fatto che il debito non esiste o non è dovuto o è dovuto in una misura inferiore.

Anche questa volta cercate di non ridurvi all’ultimo minuto. Ogni giorno in più potrebbe essere vitale per una buona difesa. Gli atti redatti in extremis sono spesso fatti male.

Citazione o intimazione a testimoniare

Potete tirare un sospiro di sollievo. Nessuno vuole qualcosa da voi o cerca di “farvi del male”. L’unica cosa che vi si chiede è di andare dal giudice, nell’udienza indicata nel foglio che avete ricevuto, e testimoniare su ciò che il giudice stesso (o gli avvocati) vi chiederanno.

Non potete sapere in anticipo le domande: è illegale e nessun avvocato dovrebbe farlo.

Termini: la data prestabilita di udienza a cui dovrete presenziare è indicata nel foglio ricevuto. Se in quel giorno avete degli impegni di lavoro o di salute che vi impediscono di recarvi in tribunale, potrete farlo presente all’avvocato che vi ha citato a testimone ed il cui nome dovrebbe apparire su un timbro posto sull’atto stesso. Se non doveste trovare alcuna indicazione, potrete comunicare il vostro impedimento alla cancelleria, anche con fax, inviando i certificati medici o la documentazione che attesta l’impegno lavorativo.

Comportamento da tenere: presentarsi in udienza è, per testimoniare, un obbligo civile e legale. Se non vi presenterete, il giudice potrà disporre, nei vostri confronti, oltre ad una multa, anche l’accompagnamento coattivo con la forza pubblica.

Il fatto che il tribunale si trovi dall’altro lato dello stivale non è, purtroppo, una giustificazione valida.

Per chi vuole approfondire il tema, può leggere l’articolo “Che succede se un testimone non si presenta in udienza benché citato?

Atto di precetto

Con l’atto di precetto, qualcuno vi sta invitando a pagare o a consegnare una cosa entro il termine massimo di 20 giorni. Se non adempirete, il creditore potrà iniziare l’esecuzione forzata nei vostri confronti.

In verità, si tratta di un atto “di parte”, dove il tribunale non c’entra un bel nulla.

L’atto di precetto deriva sempre dall’esistenza di un titolo già in possesso di chi vi vuole “aggredire”. Il titolo può essere una sentenza (se non ne sapete nulla o siete stati contumaci oppure è bene che vi rivolgiate subito al vostro avvocato perché vi consigli la giusta opposizione), da un decreto ingiuntivo che non avete opposto, da un assegno, una cambiale, un atto notarile.

Termini: come detto, l’atto vi assegna 20 giorni di tempo per adempiere. Non è però detto che, allo scadere del ventesimo giorno, vi troverete l’ufficiale giudiziario a casa. Anzi, è molto probabile che passerà almeno un altro mese. Ma non trascorreranno più di 90 giorni: dopo i quali, infatti, il precetto diventa inefficace e l’avvocato sarà costretto a notificarvene un altro.

Comportamento da tenere: in realtà, in questo caso, l’avvocato può fare ben poco se è vero quello che dice il creditore. Potrete, al massimo, concordare un piano di pagamento, contattando l’avvocato di controparte, oppure domandare un termine, per adempiere, più lungo di quello che vi è stato dato.

Se invece ritenete che vi sia stato un errore (perché magari avete già pagato o non siete il soggetto passivo tenuto a pagare), allora potrete andare da un avvocato che farà opposizione all’atto. In tal caso, l’opposizione non ha un termine di scadenza, ma prima la farete e minori possibilità ci saranno di trovarvi l’ufficiale giudiziario a casa.

Per chi vuole approfondire il tema, può leggere l’articolo “Cos’è un atto di precetto?

 

 

Intimazione di sfratto

Con questo atto, il vostro padrone di casa vi sta citando davanti al tribunale, all’udienza indicata nell’atto stesso, per mandarvi via dall’appartamento, perché non avete pagato qualche canone mensile oppure perché il contratto è scaduto.

Termini: vale quanto già detto per l’atto di citazione.

Comportamento da tenere: potrete non presentarvi all’udienza e, in tal caso, lo sfratto verrà probabilmente confermato (sempre che il giudice verifichi la correttezza del procedimento). Oppure potrete presentarvi e chiedere un termine per pagare (cosiddetto “termine di grazia” di cui abbiamo parlato in questo articolo “Locazione: morosità sanabile con il termine di grazia”).

Diversamente, se avete ragioni per contestare la richiesta del locatore, potrete delegare un legale che faccia una opposizione. Si aprirà, in tal caso, una causa ordinaria, che si concluderà con una sentenza di merito.

 

 

Preavviso di sfratto

Se avete ricevuto questo atto è molto probabile che sia stato già ottenuto, contro di voi, dal giudice, uno sfratto esecutivo e che vi sia stato notificato un precedente atto di precetto (vedi sopra).

Con il preavviso di sfratto, l’ufficiale giudiziario vi comunica che, nella data indicata nell’atto, verrà da voi, munito dei documenti che attestano il diritto del padrone di casa, e vi chiederà di abbandonare l’appartamento, consegnandogli le chiavi.

Inutile non aprire la porta: la prossima volta l’ufficiale potrebbe venire con la forza pubblica a forzare il lucchetto.

Termini: non è detto che finirete subito per strada. Non è rara l’ipotesi che l’ufficiale giudiziario, non trovando nessuno in casa, rinvii l’accesso ad altra data. Oppure, se da voi sollecitato, si presenti un altro giorno. Così come il ricorso alla forza pubblica non è immediato, ma è necessario aspettare qualche giorno.

Comportamento da seguire: il comportamento più corretto è quello, ovviamente, di contattare il padrone di casa e trovare un accordo, pagandogli, quanto più possibile, gli arretrati. Ovviamente, se il tentativo dovesse fallire, sarà il caso di trovare, a breve, una sistemazione transitoria. Salva sempre qualche proroga degli sfratti che il Governo vorrà approvare.

Pignoramento presso terzi

In questo caso, c’è qualcuno che vuole “bloccarvi” le somme accreditate dalla banca o dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico. Si tratta di un vostro creditore o, comunque, di qualcuno che ritiene che gli dobbiate del denaro.

Termini: in realtà, nel momento stesso in cui l’atto vi è stato notificato, se avete un conto corrente presso l’istituto indicato nell’atto o prestate lavoro presso l’azienda indicata anch’essa nell’atto o siete titolari di una pensione superiore al minimo vitale, le somme sono già state bloccate, in attesa che il giudice, all’udienza indicata nel corpo del documento, confermi il pignoramento e attribuisca al creditore tutte le somme nel frattempo accantonate.

Comportamento: entro l’udienza, però, potrete delegare il vostro avvocato di presentare una opposizione che sostenga la vostra posizione.

Diversamente, se non avete alcuna somma nella banca indicata nell’atto o non siete dipendenti di quella specifica ditta o non ricevete alcuna pensione, potete anche ignorare il documento, perché nessuno potrà farvi alcunché. Certo è che un creditore è sulle vostre tracce e, quindi, sarà bene contattarlo per cercare un accordo.



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3 Commenti

  1. E se il creditore non accetta nessuna proposta di rientro? E se invece propone un piano di rientro assurdo per le mie possibilità?

  2. buona sera mi e’ stato pignorato lo stipendio di un quinto (io pago gia un quinto diciamo volontario)quanto tempo ho x fare opposizione e cercare di farmi abbassare la cifra visto che guadagno circa 900 euri? Grazie spero mi rispondiate

  3. un atto giudiziario intestato a mio nome è stato spedito a mia sorella che risiede in Italia .Io risiedo in Olanda e sono cittadino olandese sono dunque nel impossibilità di entrare in possesso del documento.Come devo regolarmi?

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