Smart working o congedo: quando si potrà scegliere

9 Settembre 2020 | Autore:
Smart working o congedo: quando si potrà scegliere

In vista di possibili quarantene dei figli, quali opzioni hanno i genitori. Come funzionano gli accordi per il lavoro a distanza.

Restare a casa e lavorare oppure restare a casa e dedicarsi completamente ai figli. In altre parole, smart working o congedo. Nel caso in cui un figlio minore di 14 anni debba restare a casa da scuola in quarantena per 14 giorni (ipotesi da non scartare, viste le disposizioni del ministero dell’Istruzione sulle ipotesi di contagio in classe), un genitore potrà ricorrere al lavoro a domicilio per tutto il periodo o per una parte. Altrimenti, se la sua mansione non glielo consente, avrà la possibilità di prendere un congedo retribuito al 50%, purché non coincida con l’altro genitore. La scelta è valida fino al 31 dicembre, come previsto dall’ultima bozza del decreto che sta per essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Dal 15 ottobre in poi, però, le aziende non potranno più decidere in modo unilaterale il ricorso allo smart working per i propri dipendenti, ma saranno tenute a stipulare appositi accordi individuali. A meno che il confronto previsto su questa materia tra il ministero del Lavoro e i sindacati per trovare un eventuale accordo collettivo che regoli il lavoro a distanza stabilisca delle nuove norme. C’è da mettere in cantiere, infatti, la possibilità che la scuola sia costretta ad attraversare una fase transitoria con una parte di didattica a distanza. Il che costringerebbe i genitori a fare una scelta tra smart working o congedi.

Già oggi, comunque, e senza attendere il 15 ottobre, è possibile siglare degli accordi tra i lavoratori e azienda con cui stabilire la data dalla quale scatta il lavoro da casa e le modalità con cui lo si deve svolgere. Il dipendente dovrà stare attento almeno a queste condizioni prima di firmare:

  • garantire l’alternanza tra lavoro a domicilio e in sede;
  • evitare vincoli di orari o di reperibilità diversi da quelli dell’ufficio;
  • il diritto alla disconnessione;
  • far prevalere gli obiettivi più che il tempo che ci vuole per raggiungerli;
  • avere a disposizione l’attrezzatura adeguata a svolgere l’attività a domicilio.

Da sottolineare che chi è in cassa integrazione o beneficia di un altro ammortizzatore sociale non può effettuare lo smart working e che, almeno in teoria (ma è complicato dimostrarlo) si ha diritto al pagamento delle ore di straordinario. Infine, il lavoratore a distanza ha diritto ad una retribuzione non inferiore a quella di chi lavora sempre in sede.



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5 Commenti

  1. Io temo proprio che con l’inizio delle scuole i contagi possano risalire. Quando si parlava tempo fa di seconda ondata, tutti stavano a dire che ero esagerato e che non bisogna allarmarsi per una semplice influenza, ma ora vedete come si cerca di correre ai ripari?!

  2. Purtroppo i casi stanno aumentando a dismisura. La cosa assurda è che la gente è andata a farsi i viaggi anche all’estero e poi si è trovata contagiata. Io mi sono fermata nelle zone di mare vicino casa. Certo, avrei voluto viaggiare, andare all’estero, visitare le belle spiagge delle altre regioni, ma ho preferito evitare proprio per non mettere a rischio la mia salute e quella dei miei familiari. Ora, se queste persone che sono state in vacanza e magari sono asintomatiche hanno contagiato i loro figli, questi pure asintomatici magari contagiano i nostri figli e le insegnanti nelle scuole

  3. Da lavoratrice vi dico che restare a casa in smartworking non è affatto semplice. Devi lavorare, poi badare alla casa, a marito e figlio che urla per casa e cerca le tue attenzioni. Sinceramente, non abbiamo proprio pensato di metterci dentro casa una colf o una baby sitter perché temiamo i contagi quindi abbiamo cercato di suddividerci i compiti io e mio marito. E’ stata una prova dura di sopportazione. Avevamo i nervi come se stessero per esplodere. Un conto è avere un figlio più grande, un altro avere un bambino che vorrebbe sempre giocare e vede come una vacanza la presenza di entrambi i genitori a casa

  4. Il mio lavoro richiede concentrazione e per quanto possa tenere alla mia famiglia, ho avuto grande difficoltà a lavorare da casa. Certo, se non sia mai mio figlio andando a scuola dovesse risultare contagiato positivo, allora lì ci alterneremmo io e ma moglie

  5. Buonasera, Vi pongo una domanda : Non riesco a collegare l’articolo 90 presente ne decreto del 19 maggio che da accesso al lavoro agile ai dip. privati in tutto il periodo d’emergenza (cioè fino al 15 ottobre) con quanto invece riportato nel DL n. 83 del 30 luglio 2020, allegato 1, punto 32. con il quale si proroga al 14 settembre, cioè con lo stato di emergenza in corso. A me sembra che i due articoli vadano in conflitto.
    La domanda è la seguente in termini di legge avrei diritto di continuare ad usufruire dello SW fino al 15 ottobre?
    Grazie
    Paolo

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