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Cosa succede se mi revocano la patente

9 Settembre 2020 | Autore:
Cosa succede se mi revocano la patente

Revoca della patente: cos’è e come funziona? Quali sono le conseguenze della revoca della patente?

La revoca della patente è una delle sanzioni più gravi che possano essere comminate nel caso di infrazione al codice della strada. La revoca della patente, infatti, impedisce di potersi mettere alla guida di un veicolo; nel caso in cui si trasgredisca a questo divieto, si rischia perfino l’arresto. Poiché si tratta di una sanzione molto importante, la revoca della patente è prevista solamente al ricorrere di specifiche violazioni di legge. Se ti stai chiedendo cosa succede se mi revocano la patente, sei nel posto giusto.

La revoca non è solo una sanzione, ma anche una conseguenza inevitabile nel caso di perdita dei requisiti psicofisici che consentono di poter guidare un veicolo. Nei prossimi paragrafi vedremo, in maniera semplice e concisa, cos’è la revoca della patente, quando la legge prevede questa ipotesi, quali sono le conseguenze della revoca e come ottenere nuovamente l’autorizzazione per mettersi alla guida. Sin d’ora possiamo anticipare che la revoca della patente non è un provvedimento irreversibile, a meno che non sia conseguenza della perdita permanente dei requisiti psicofisici per mettersi alla guida. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa succede se ti revocano la patente.

Revoca della patente: cos’è?

La revoca della patente è una sanzione accessoria prevista dalla legge nei casi più gravi di violazione del codice della strada. La revoca è una sanzione accessoria perché si affianca alla sanzione principale costituita dal pagamento della multa.

La revoca della patente non è solo una sanzione, ma anche l’inevitabile conseguenza del verificarsi di alcune condizioni che non rendono più possibile la guida di un veicolo. Vediamo allora in quali casi è prevista la revoca della patente.

Revoca della patente: in quali casi?

Come anticipato in premessa, la revoca della patente consegue solamente nelle ipotesi più gravi di infrazione al codice della strada. Ma non solo: la patente è revocata anche al ricorrere di altre condizioni, le quali potrebbero non dipendere dalla volontà del conducente.

Per la precisione, la patente è revocata:

  • per gravi infrazioni al codice della strada, tipo la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, l’omicidio stradale colposo, la guida con patente già sospesa o ritirata; ecc.;
  • per la perdita dei requisiti psicofisici che consentono di poter guidare un veicolo;
  • in alcuni casi di recidiva, cioè di ripetuta violazione della stessa norma del codice della strada (ad esempio, superamento di oltre 60 km/h dei limiti di velocità in un biennio);
  • quando il conducente abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero;
  • quando il titolare sia dichiarato socialmente pericoloso (delinquenti abituali, professionali o per tendenza; persone sottoposte a misure di sicurezza personali o misure di prevenzione; ecc.).

Revoca della patente: come funziona?

La revoca della patente è disposta dal prefetto oppure dalla motorizzazione, a seconda dei motivi della revoca. Ad esempio, la revoca a fini sanzionatori è disposta dalla prefettura, mentre quella derivante dalla inidoneità psicofisica dalla motorizzazione.

Secondo la legge [1], il provvedimento di revoca è emesso dal competente ufficio del dipartimento per i trasporti terrestri (cioè, dalla motorizzazione), nei seguenti casi:

  1. quando il titolare non sia in possesso, con carattere permanente, dei requisiti fisici e psichici prescritti;
  2. quando il titolare, sottoposto alla revisione della patente, risulti non più idoneo;
  3. quando il titolare abbia ottenuto la sostituzione della propria patente con altra rilasciata da uno Stato estero [2].

Nei casi di infrazioni al codice della strada la patente è invece revocata dal prefetto. Nell’ipotesi che la revoca della patente costituisca sanzione accessoria, l’organo, l’ufficio o comando, che accerta l’esistenza di una delle condizioni per le quali la legge la prevede, entro i cinque giorni successivi, ne dà comunicazione al prefetto del luogo della commessa violazione.

Il prefetto, dopo aver accertato le condizioni predette, emette l’ordinanza di revoca e consegna immediata della patente alla prefettura, anche tramite l’organo di polizia incaricato dell’esecuzione. Dell’ordinanza si dà comunicazione al competente ufficio del dipartimento per i trasporti terrestri.

Revoca della patente: conseguenze

Rispondiamo alla domanda posta nel titolo di questo articolo: Cosa succede se mi revocano la patente? A seguito del revoca della patente non è più possibile mettersi alla guida di un veicolo, se non dopo aver ottenuto nuovamente la patente. In altre parole, per tutto il periodo in cui la patente risulta revocata, non puoi metterti alla guida di alcun mezzo.

Se lo fai, la legge prevede la sanzione dell’ammenda del valore compreso tra 2.257 e 9.032 euro; nei casi di recidiva nel biennio, cioè di doppia infrazione in due anni, puoi perfino subire la pena dell’arresto fino un anno.

Come riavere la patente revocata?

La revoca della patente non è una procedura irreversibile, a meno che non si tratti della perdita permanente dei requisiti psicofisici per la guida.

Nelle altre ipotesi di revoca patente, è possibile agire per ottenere nuovamente il documento di guida. Per la precisione:

  • se la perdita dei requisiti psicofisici è temporanea, nel momento in cui l’impedimento che ha determinato la revoca della patente è cessato, l’interessato potrà sottoporsi a una nuova visita psicofisica per ottenere di nuovo il documento di guida di categoria non superiore a quella della patente revocata;
  • nei casi di revoca per violazione al codice della strada, la durata della revoca della patente è di due anni dal momento in cui è diventato definitivo il provvedimento. La durata della revoca è invece di tre anni nei casi in cui la stessa sia stata disposta per guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Dunque, se la patente è stata revocata per motivi psicofisici, è possibile richiederla direttamente alla motorizzazione civile non appena l’interessato sarà tornato in possesso delle piene facoltà che lo rendono idoneo alla guida, previa visita medica. Questa procedura è immediata: non ci sono limiti temporali da rispettare se non quelli relativi a un eventuale recupero delle condizioni ottimali di salute.

Negli altri casi sopra descritti, è necessario attendere dai due ai tre anni prima di poter conseguire nuovamente il documento.

Tuttavia, se si ritiene di essere stati vittime di ingiustizia da parte della pubblica amministrazione, è possibile presentare ricorso per non dover attendere i tempi previsti dal codice della strada.

In altre parole, se si reputa che la revoca sia ingiusta e illegittima, ad esempio perché fondata su un’erronea valutazione dell’autorità, allora si può presentare ricorso contro la decisione, in modo tale da evitare di dover attendere i due o i tre anni previsti dalla legge.


note

[1] Art. 219 cod. str.

[2] Art. 130 cod. str.

Autore immagine: Depositphotos.com


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