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L’atto di precetto interrompe la prescrizione?

9 Settembre 2020
L’atto di precetto interrompe la prescrizione?

Interruzione della prescrizione prima dell’avvio dell’esecuzione forzata: quale termine si considera?

Un lettore ci ha chiesto se l’atto di precetto interrompe la prescrizione. La vicenda è abbastanza comune: tutto nasce da un debito non pagato. Il creditore si sarebbe fatto vivo, di recente, notificando l’atto di precetto dopo aver ottenuto, in precedenza, un provvedimento del tribunale. Ora, minaccia di agire in via esecutiva. Il debitore si chiede se possa farlo o meno essendo ormai decorso molto tempo dall’azione giudiziale. Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Cos’è la prescrizione e come funziona l’interruzione della prescrizione?

Affinché un credito possa essere riscosso è necessario che il creditore non faccia decorrere il termine di prescrizione, termine che è diverso a seconda del tipo di rapporto che è alla base del credito stesso.

Di regola, la prescrizione si interrompe con l’esercizio dell’azione giudiziale, ossia con l’avvio della causa o la notifica del decreto ingiuntivo nei confronti del debitore. 

In alternativa, la prescrizione può essere interrotta anche con una diffida, purché spedita con raccomandata a.r. o con posta elettronica certificata (pec).

Anche l’ammissione dello stesso debitore fatta per iscritto, con cui questi riconosca il credito altrui, è sufficiente a interrompere la prescrizione.

Cos’è l’atto di precetto?

Il creditore può avviare il pignoramento nei confronti del debitore solo se è munito di «titolo esecutivo». Il titolo esecutivo è un documento che certifica in modo ufficiale il credito. Sono titoli esecutivi solo la sentenza di condanna del giudice, il decreto ingiuntivo non opposto, la cambiale o l’assegno, un contratto di mutuo stipulato dinanzi al notaio. 

Il pignoramento però non può essere attivato se prima non viene notificato al debitore il cosiddetto atto di precetto: si tratta di un’ultima intimazione a pagare entro il termine massimo di 10 giorni, consegnata a mezzo dell’ufficiale giudiziario. 

L’atto di precetto deve indicare, oltre alle generalità delle parti, la natura del credito e l’esatto importo da corrispondere, comprensivo delle spese legali nel frattempo maturate.

Se il creditore inizia l’esecuzione forzata prima del decorso dei 10 giorni dalla notificazione del precetto, l’esecuzione forzata è nulla ed è soggetta all’opposizione agli atti esecutivi.

Se il debitore è la pubblica amministrazione, un ente pubblico non economico o l’Agenzia delle Entrate – Riscossione, il termine per adempiere è di 120 giorni che decorre dalla notifica del titolo esecutivo.

In generale, titolo esecutivo e atto di precetto si notificano contemporaneamente, ma è anche possibile notificare prima il titolo e, poi, l’atto di precetto.

Scaduto il termine di 10 giorni indicato nel precetto, il creditore può iniziare l’esecuzione. Ma deve farlo a condizione che non decorra l’ulteriore termine di 90 giorni, dopo i quali, per avviare l’esecuzione forzata, è necessario notificare un nuovo atto di precetto (cosiddetto «precetto in rinnovazione»).

In sostanza, l’esecuzione forzata non può avvenire prima di 10 giorni e non oltre 90 dalla notifica del precetto.

Termine di prescrizione dei titoli di credito

Abbiamo detto che il precetto presuppone che il creditore sia già in possesso di una sentenza di condanna del giudice, una cambiale o un assegno. 

Per quanto riguarda le sentenze o qualsiasi altro provvedimento giudiziale (ad esempio, il decreto ingiuntivo), il termine di prescrizione è di 10 anni, a prescindere dal fatto che ha originato la pronuncia. Così, ad esempio, se il risarcimento del danno per un fatto illecito ha una prescrizione di 5 anni, una volta che sia intervenuto un giudice a condannare il responsabile, la sentenza sposta la prescrizione da 5 a 10 anni.

Il creditore che voglia riscuotere tale credito dovrà quindi agire in esecuzione forzata prima del decorso del decennio oppure interrompere la prescrizione con uno degli atti interruttori che abbiamo appena elencato.

L’atto di precetto interrompe la prescrizione? 

Possiamo infine rispondere al quesito iniziale. L’atto di precetto interrompe la prescrizione. Esso, infatti, è un atto che, seppur notificato dall’ufficiale giudiziario, promane dal creditore ed è da questi compilato (nella norma, è il suo avvocato a redigere il documento e a farlo poi firmare all’assistito). Dunque, l’atto di precetto funziona al pari di una normale diffida.

A questo punto, bisogna però vedere se, ai fini dell’interruzione del termine di prescrizione, è necessario considerare la data di ricevimento dell’atto da parte del debitore o quello in cui il creditore lo ha consegnato all’ufficiale giudiziario.

Tutto dipende dalla modalità di notifica. Se la notifica avviene a mezzo del servizio postale, conta la data di spedizione del plico. Se invece la notifica avviene a mani, conta la data di effettiva consegna della busta al debitore. 



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