Scuola: il 14 settembre non riapre in sette Regioni

9 Settembre 2020 | Autore:
Scuola: il 14 settembre non riapre in sette Regioni

Aule chiuse lunedì in Friuli, Sardegna, Puglia, Campania, Abruzzo, Basilicata e Calabria. In forse il Lazio. I presidi: così non si può partire.

A riaprire ai luoghi del divertimento prima di Ferragosto ci è voluto un attimo, con totale adesione da parte di addetti ai lavori e frequentatori. Molto più complicato riaprire i luoghi dell’insegnamento, della preparazione per il futuro, dell’educazione. La ripresa delle scuole è un autentico caos. Ad oggi (ma chissà se entro sera la situazione peggiorerà ancora) sette Regioni hanno annunciato che nel loro territorio gli istituti resteranno chiusi il 14 settembre. Si tratta di Friuli, Sardegna, Puglia, Campania, Abruzzo, Basilicata e Calabria. Nella prima, poco cambia: si partirà mercoledì 16 (ma resta una questione di principio, a questo punto). Le scuole sarde inizieranno martedì 22 settembre, il giorno dopo il referendum costituzionale. Nelle altre cinque Regioni, la prima campanella suonerà giovedì 24 settembre.

Non è detto che da qui a lunedì si aggiunga qualche altro governatore al plotone dei «ribelli». Uno di questi creerebbe un certo imbarazzo all’interno della maggioranza: si tratta di Nicola Zingaretti, presidente del Lazio, che in queste ore non nasconde le difficoltà ma, allo stesso tempo, non vuole dare un ulteriore spunto di polemica all’opposizione a pochi giorni dalle elezioni regionali.

Il cerchio delle scuole che hanno fatto domanda per rinviare la riapertura si allarga. Lo ammette l’Associazione nazionale presidi. Il rappresentante dell’Anp proprio nel Lazio, Mario Rusconi, allarga le braccia: mancano i banchi ma soprattutto mancano i docenti, specialmente quelli di sostegno: «I dirigenti non vogliono trovarsi impreparati alla riapertura – avverte Rusconi – e sperano che almeno dopo il 22 si possa avere un quadro di sicurezza per gli studenti». Dopo il 22 significa che il Lazio diventerebbe l’ottava Regione pronta a dare forfait il 14 settembre alla ministra Lucia Azzolina.

Più in su, il presidente nazionale dell’associazione, Antonello Giannelli, mette sul tavolo le criticità che stanno complicando la riapertura: «A quanto sappiamo – spiega – la consegna dei banchi monoposto, gli unici in grado di garantire il distanziamento, è in grave ritardo. Altre due criticità importanti sono quelle delle aule, perché gli enti locali non le hanno reperite ovunque, e l’assegnazione piena dell’organico. Se queste difficoltà non troveranno immediata soluzione – mette le mani avanti Giannelli – è oggettivamente difficile pensare che il termine del 14 settembre sia rispettato ovunque: è opportuno valutare, sulla base di accordi tra enti locali e consigli di istituto, la possibilità di ragionevoli differenziazioni locali». Insomma, non è da escludere che ognuno riapra per conto suo.



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