Cronaca | News

Chi sono le nuove baby sitter e quanto costano

9 Settembre 2020
Chi sono le nuove baby sitter e quanto costano

Più adulte, con un’età media di 33 anni (ma molte sono over 60) e meno costose, con tariffa media di 7,75 euro l’ora: l’identikit emerge dal rapporto Yoopies.

È un lavoro considerato occasionale e precario, spesso svolto come attività marginale e per arrotondare le entrate di studentesse e casalinghe, ma la baby sitter è indispensabile per la cura dei bambini e la persona selezionata per accudirli va scelta con cura.

Oggi, in Italia, diminuiscono le nascite di bambini – l’Istat quest’anno segnala 400mila nascite in meno – ma nel frattempo aumentano le candidate baby sitter. Secondo una ricerca svolta dal portale Yoopies, specializzato nell’incontro tra domande e offerte di questo tipo di lavoro, divulgata dall’agenzia stampa Adnkronos, si registra un aumento (+7%) di persone alla ricerca di un impiego come baby sitter presso le famiglie ma anche una considerevole crescita dell’età media, che raggiunge i 33 anni rispetto ai 29 dello scorso anno.

Ma ad incrementare l’età delle baby sitter contribuisce anche – evidenzia il rapporto – «la maggiore presenza di donne over 60, con figli grandi e nipoti, che cercano di far fruttare la loro esperienza con i bambini per trovare un’occupazione presso le famiglie».

«Le evidenti conseguenze della crisi sanitaria ed economica hanno portato moltissime persone (nel 93% dei casi donne) a offrirsi come tate: un’occupazione percepita come flessibile, di facile applicazione per guadagnare un po’ di soldi e temporanea, nell’attesa di una ripresa economica e lavorativa più stabile», commentano gli autori della ricerca.

Le tariffe registrano un abbassamento, specialmente nelle grandi città: la tariffa media nazionale in base all’ultimo rapporto Yoopies 2020 sulla base delle rilevazioni compiute a fine agosto, è di 7,75 euro all’ora per ogni bambino (+1,77% rispetto allo scorso anno) ma con picchi in diminuzione a Roma, Firenze, Torino e Bari, dove il prezzo scende tra il 2 ed il 4% rispetto ai valori del 2019. Milano guida la classifica dei ribassi, con un -5%.

«In questi grandi centri urbani la perdita del lavoro data dalla crisi, gli affitti più costosi, la lontananza dalle famiglie di origine, spiegano l’aumento considerevole delle baby sitter iscritte sulla piattaforma e l’abbassamento del costo medio orario proposto per battere la concorrenza», spiegano i rilevatori. E per quanto riguarda l’aumento dell’età media aggiungono come «il fenomeno è spiegato dall’iscrizione negli scorsi mesi di numerosi profili con formazione specifica sull’educazione infantile, alla ricerca di un impiego part time per sopperire ai lunghi mesi di chiusura delle strutture scolastiche, soprattutto asili e scuole materne».

Tornando ai prezzi, la relazione mostra come Valle d’Aosta (8,65 euro/ora), Liguria (8,11 euro/ora) e Lombardia (8,10 euro/ora) sono le regioni con le tariffe più costose; invece Molise (7,17 euro/ora), Calabria (7,01 euro/ora) e Basilicata (6,06 euro/ora) sono quelle più a buon mercato. In testa alla lista dei capoluoghi di provincia più cari si posizionano Reggio Emilia (8,58 euro/ora), Firenze (8,28 euro/ora) e Milano (8,26 euro/ora).



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