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Se il cane perde il pelo sul balcone del vicino

9 Settembre 2020
Se il cane perde il pelo sul balcone del vicino

Molestie dell’animale in condominio: dai rumori al diffondersi del pelo ai cattivi odori. Tutela civile e penale. 

Un nostro lettore, dopo aver letto l’articolo “Cosa si può fare sul balcone di casa?“, ci descrive la sua attuale situazione. È proprietario di un cane che perde spesso il pelo. La vicina del piano di sotto, con il balcone adiacente a quello del lettore, si è lamentata di ciò ritenendo di essere danneggiata dalla sporcizia che deriverebbe proprio per il diffondersi dei peli. Ha così anticipato che avrebbe comunicato il problema all’amministratore per sollecitare un suo intervento. Può farlo? Cosa rischia il proprietario dell’animale? Cerchiamo di capire dunque che fare se il cane perde il pelo sul balcone del vicino. 

Animali in condominio e divieto di molestie

Il Codice civile è stato di recente modificato. Secondo la nuova normativa nessun regolamento condominiale, salvo sia approvato all’unanimità, può vietare di possedere animali in casa o sul balcone. Questo, però, non significa che l’animale sia autorizzato a generare molestie nei confronti dei vicini. Molestie che potrebbero concretizzarsi, ad esempio, nei latrati del cane o negli odori delle feci (si pensi alla lettiera del gatto lasciata sul balcone). Ma anche nel pelo del cane che si attacca alle poltroncine da esterni della vicina del piano di sotto.

Molestare i condomini con cattivi odori o con rumori superiori alla normale tollerabilità – tali cioè da generare un disturbo idoneo a pregiudicare la qualità della vita – costituisce innanzitutto un illecito civile. La parte lesa può, quindi, ricorrere in tribunale e chiedere, contro il padrone dell’animale, una condanna a inibire il protrarsi delle molestie. 

Se tali molestie hanno anche procurato un danno, e tale danno può essere concretamente dimostrato (non solo per presunzioni), è possibile chiedere anche una condanna al risarcimento.

Tutela penale dagli animali in condominio

Sul piano penale, invece, il latrato del cane potrebbe integrare il reato di disturbo della quiete pubblica, con possibilità di denunciare l’episodio ai carabinieri o alla polizia. Si può però denunciare solo se ad essere disturbate sono molte persone (ad esempio, tutti i condomini dello stesso palazzo o del circondario). In tal caso, infatti, si realizza il disturbo della quiete pubblica. Per chiamare polizia o carabinieri, insomma, è necessaria una molestia al pubblico, a prescindere da quante persone si lamentano o sporgono la denuncia. 

Se invece il latrato arriva all’orecchio di una o due famiglie, non c’è più reato (perché non viene lesa la “quiete pubblica”) e l’unica cosa da fare è un’azione civile. 

Pelo del cane: responsabilità penale e civile

Quanto invece al pelo, il suo propagarsi sul piano di sotto non integra alcun illecito penale. Si potrebbe al limite parlare del reato di getto di cose pericolose o atte a imbrattare, ma a tal fine si deve trattare di cose idonee a sporcare in maniera consistente, tipo liquami, spazzatura, ecc. Ad esempio, se dovesse cadere dal terrazzo la pipì o la cacca del cane, allora si potrebbe parlare di una denuncia.

Sul piano civile, invece, la vicina che viene danneggiata potrebbe chiedere un’inibitoria, ossia un provvedimento che ordini la cessazione delle molestie ed eventualmente il risarcimento per i danni alla proprietà privata. 

Attenzione però: la giurisprudenza ha escluso la possibilità di chiedere il risarcimento per piccoli fastidi della vita quotidiana, come un tacco rotto in un gradino o un taglio di capelli mal riuscito. E di certo il fatto di trovare, di tanto in tanto, qualche pelo del cane sul balcone potrebbe integrare un danno irrisorio, come tale non risarcibile. 

Si fa comunque presente che la minaccia di far intervenire l’amministratore non dovrebbe avere alcun peso. Difatti, l’amministratore di condominio non può intervenire per dirimere le controversie tra i singoli condomini; egli è solo garante del regolamento di condominio e delle parti comuni dell’edificio. Quindi, le questioni private vanno definite tra le parti o, eventualmente, attraverso il giudice.



1 Commento

  1. MI RISPECCHIO NEL PRESENTE ARTICOLO,PER CUI.I FATTI SONO REALMENTE COSI;INOLTRE E’ NON DA MENO,IL PADRONE DEL CANE,LA PRIMA VOLTA SI RESE CONTO CHE HO RAGIONE,PROMETTENDOMI CHE AVREBBE MANDATO QUALCUNO A PULIRE GLI ESCEMENTI E RELATIVI PELI CHE PERDE IL SUO CANE.
    PROMESSA “VANA”;PASSARONO SVARIATI GIORNI,E’ A “VOLTASTOMACO” FUI COSTRETTA SPAZZARE SUL MIO TERRAZZINO;PURTROPPO,ILPADRONE DEL CANE,NON PRENDE PROVVEDIMENTI,E’ DI NUOVO RIFERII L’INCONVENIENTE,E’ ANZICCHE’ RAGIONARE DA ESSERE CIVILE E’ UMANO,MI MINACCIO’, DICENDOMI,SE NON LA SMETTI MI “APPROFITTERO'” DEL TUO TERRAZZINO.
    PER CUI,VISTO IL PROSEGUO DELL’INCIVILTA’, L’ABUSO E’ SOPRUSO,NONOSTANTE LE MIE SACRO SANE RAGIONI,DI CUI,NON POSSO NEANCHE APRIRE LE FINESTRE E’ I BALCONI ADIACENTI,SIA PER LA TERRIBILE PUZZA DA “VOLTASTOMACO”,SIA PER I PELI CHE VOLANO OVUNQUE,DI CUI,NON SONO PADRONA NE DI TENERE UNA PIANTA SULLA MIA TERRAZZINA,NE DI STENDERE LA BIANCHERIA,NE DI SOSTARE,E’ NENCHE DI ATTRAVERSARE PER ENTARE NEL RIPOSTIGLIO POICHE’ I NUMEROSI PELI SI ATTACCANO ALLE SCARPE E’ PUR PULENDO,I PELI LI TROVO OVUNQUE,OLTRE I RESIDUI DELL’ INSETTICIDA CHE IL CANE IN QUESTIONE.QUANDO SI “SCROLLA” I RESIDUI CADONO OVUNQUE,DI CUI CADONO ANCHE SUL MIO TERRAZZO VISTO CHE TALE CANE PASSEGGIA SPESSO SULLA TETTOIA,DI CUI,L’ANNO SCORSO IL CANE LO TROVAI SULLA MIA TERRAZZA, ED AVEVA SPEZZATO LE PIANTE CHE AVEVO L’ANNO SCORSO.
    IN PAROLE POVERE,NON SONO PADRONA NEANCHE DI STARE TRANQUILLA IN CASA MIA,A RESPIRAREB ARIA PURA,DI CUI,TRA MINACCE,PELI, FETORE,E’ ISTIGAZIONE A SUBIRE ANOMALIE E’ ILLEGALITA’ ,STO’ MOLTO MALE,PER CUI,PIU’ VOLTE MI SONO RIVOLTA A VIGILI URBANI, ED IN SEGUITO AL MEDICO SANITARI,ED AL VETERINARIO;DI CUI,POSSO, RINGRAZIARE LA GENTILEZZA DEI DUE VIGILI URBANI CHE FECERO IL SOPRALLUOGO,ED IL PADRONE DEL CANE PROMISE CHE AVREBBE FATTO IL RECINTO.
    PRIMA DI TUTTO CHE E’ “VANA” LA PROMESSA, INOLTRE,PUR SE IN SEGUITO FARA’ IL RECINTO,NON SI RISOLVE NULLA POICHE’ IL F ETORE DEGLI ESCRIMENTI E’ PELI VOLERANNO OVUNQUE.
    PERTANTO, ANZICCHE’,LEGGI E’ LEGGINE PER TUTELARE I CANI,LE AMMINISTRAZIONI,DEBBONO CREARE STRUTTURE IDONEE E’ PORTARE IN CAMPAGNA GLI ANIMALI,POICHE’ IN PAESE TUTTI CI LAMENTIAMO PER IL FETORE,E’ GLI ESCREMENTI CHE TROVIAMO OVUNQUE QUANDO USCIAMO;DI CUI TALE SPORCIZIA CI FA’ AMMALARE.
    AGGIUNGO,CI COSTINGONO USARE LA MASCHERINA, CI FANNO DISINFETTARE SUPERFICI, ECC.,CI CONSIGLIANO DI LAVARCI SPESSO LE MANI, MENTRE CI COSTINGONO RESPIRAREARIA INQUINATA DAI CANI LASCIATI LIBERI IN PAESE O RITROVARCELI VICINO CASA;”E’ DOVE’ L’IGIENE ? DOVE’,DOVE’,DOVE’ ? .NON RIUSCIAMO A VEDERLA,
    NEI PRATI,NEI PARCHI,NELLE VILLETTE, ECC.,ECC., PRIMA VANNO I CANI A FARE I LORO BISOGNI,DOPO SI MANDANO I BAMBINI A GIOCARE,DOPO NON SI SENTONO BENE,NON SONO CREDUTI,E’ SVARIATE VOLTE SONO ANCHE PICCHIATI;IN POCHE PAROLE, NOI ESSERI UMANI,PER GLI IRRIFLESSIVI, NON ABBIAMO NESSUN VALORE,MENTRE IL VALORE, E’ RISERVATO AGLI MANIMALI,PUR ESSENDO SENZA COSTRUTTO;PER CUI,IN TANTI,SIAMO INDIGNATI PER IL CAOS E’ L’ISTIAZIONE DELL’ANOMALA SOPRAVIVVENZA.
    PER CORTESIA NON GIUDICATEMI MALE POICHE’, OCCORRE URGENTEMETE PRENDERE SERI PROVVEDIMENTI POICHE’ TUTTI SI DEBBONO RENDERE CONTO CHE DI SOLITO I “VIRUS” PROVENGONO DALLA SPORCIZIA CHE SI ANNIDA IN SVARIATE CASE,(POICHE’ NON SI INSEGNA L’IGIENE BINSI’ IL CONTRARIO),IN SVARIATI LOCALI DI OGNI GENERE,DI CUI SVARIATI NON CONOSCONO NEANCHE IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA “IGIENE”, PER CUO OCCORRE URGENTEMENTE CORRERE AI RIPARI E’ FAR RAGIONARE TUTTI CON IL “SALE NEL CERVELLO” ANZICHE’ CON LACQUA PUTREFATTA COME E’ AVVENUTO FIN ORA.
    IN FEDE CECILIA LOLIVA PINTO SUDENTE DETECTIVE

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