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Appalti: offerte tecniche valutate in modo errato? La gara va avanti

5 Ottobre 2014 | Autore:
Appalti: offerte tecniche valutate in modo errato? La gara va avanti

L’illegittima valutazione delle offerte tecniche non invalida tutta la gara, ma comporta solo la riedizione delle operazioni di calcolo.

In una procedura di selezione pubblica, la fase determinante per l’individuazione del miglior contraente è senza dubbio la valutazione, ad opera della commissione aggiudicatrice, delle offerte presentate. Il percorso istruttorio seguito dai commissari non è libero, bensì vincolato al rispetto dei criteri di aggiudicazione enunciati dal bando di gara. Se questa è la teoria, nella pratica non è raro assistere alla violazione delle regole del gioco o ad una loro inesatta interpretazione che, inevitabilmente, comporta l’attribuzione di punteggi sfasati e ad aggiudicazioni non dovute. Al ricorrere di tali illegittimità il concorrente danneggiato non può ottenere l’annullamento della gara ma deve limitarsi a chiedere al giudice la rivalutazione delle proposte presentate.

Secondo una recente sentenza [1], infatti, l’invalidazione della gara a seguito della caduta in errori di ponderazione, è un rimedio sproporzionato rispetto alle richieste di tutela avanzate dal ricorrente, il quale ha l’esclusivo interesse a che la sua offerta originaria possa essere comparata con le altre nel rispetto delle procedure prestabilite. Affinché ciò avvenga è sufficiente ripetere la prova. È inutile revocare quanto di buono è stato fatto, considerato che quest’ultima soluzione non troverebbe alcuna giustificazione, anzi obbligherebbe l’amministrazione ad affrontare un’ulteriore esborso di risorse economiche ed a ritardare sia l’aggiudicazione del contratto che, in prospettiva, l’ultimazione dei lavori commissionati [2].

Il rinnovo parziale della gara non compromette nemmeno la par condicio tra le parti coinvolte che, in condizioni ordinarie, è assicurata dalla mantenimento della segretezza delle proposte. In questo caso, sebbene tutti conoscono le offerte presentate ancor prima dell’inizio dei lavori di valutazione, non vi è rischio di influenze o condizionamenti illeciti, poiché ogni tentativo in tal senso troverebbe la strada sbarrata innanzi all’obbligo, per il collegio giudicante, di rilasciare motivazioni analitiche e compiute innanzi all’attribuzione di ogni singolo punteggio.

Si badi bene che un ragionamento simile non si può, e non si deve, applicare all’accertamento di qualsivoglia illecito o vizio in capo alla Commissione di gara. Anzi, vi sono circostanze in cui l’unica via percorribile è proprio l’annullamento dell’intera procedura. Si pensi all’inesatta composizione della collegio o alla carenza, nella stesso, delle capacità tecniche o dei requisiti di imparzialità necessari per giudicare, secondo coscienza, l’offerta con il miglior rapporto costi/qualità.

note

[1] Cons. Stato, sent. n. 4514 del 04.09.2014.

[2]. In definitiva l’annullamento della gara in questo caso configurerebbe una violazione del

del principio di buon andamento ed economicità dell’azione amministrativa di cui all’art. 97 Cost.

Autore immagine: 123rf com


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