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Pensione residenti al Sud: agevolazioni fiscali

10 Settembre 2020 | Autore:
Pensione residenti al Sud: agevolazioni fiscali

Flat tax pensionati all’estero che si trasferiscono nel Mezzogiorno: come funziona la detassazione, a quali pensioni si applica.

Una pensione tassata solo con l’aliquota del 7%, senza necessità di trasferirsi all’estero ma restando in Italia: non si tratta di pura utopia, ma di un’agevolazione fiscale realmente esistente, istituita dalla legge di bilancio 2019 [1].

L’agevolazione, chiamata flat tax pensionati, non riguarda però tutti coloro che percepiscono una pensione, ma soltanto coloro che risultano titolari di un trattamento previdenziale estero, se trasferiscono la propria residenza in un Comune del Sud Italia con meno di 20mila abitanti.

La detassazione, peraltro, riguarda tutti i redditi degli interessati, purché percepiti da fonte estera o prodotti all’estero.

Facciamo allora il punto sulla pensione residenti al Sud: agevolazioni fiscali, a chi spettano, come funzionano e per quanto tempo si possono fruire.

Ci si domanda, innanzitutto, se la flat tax sia applicabile anche a quei pensionati stranieri che risultino titolari di una pensione italiana. Al quesito ha risposto l’Agenzia delle Entrate [2], affermando che la nuova flat tax per i pensionati stranieri che si trasferiscono nel Mezzogiorno sia applicabile anche ai titolari di una pensione italiana, oltreché di una pensione erogata da uno Stato estero. La flat tax al 7%, in questo caso, può essere tuttavia applicata soltanto sulla pensione estera, mentre il trattamento italiano resta assoggettato all’Irpef (l’imposta sul reddito delle persone fisiche) con aliquota ordinaria. Ma procediamo con ordine.

A chi spetta la flat tax pensionati al Sud?

La flat tax del 7% che sostituisce l’Irpef spetta ai pensionati che soddisfano le seguenti condizioni:

  • non risultano fiscalmente residenti in Italia nei cinque periodi d’imposta precedenti a quello in cui l’opzione per la detassazione diviene efficace;
  • possiedono una pensione all’estero, cioè una prestazione di previdenza erogata da un ente previdenziale estero; lo Stato che eroga il trattamento deve essere un Paese con il quale è attivo un accordo di cooperazione amministrativa con l’Italia, che permetta di evitare la doppia tassazione e permetta lo scambio di dati fiscali;
  • trasferiscono la propria residenza in un Comune del Mezzogiorno, ossia in un Comune dell’Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, con meno di 20mila abitanti.

Come funziona la flat tax pensionati al Sud?

La flat tax per pensionati trasferiti al Sud consiste in un’imposta sostitutiva dell’Irpef con aliquota del 7%.

Quest’imposta sostitutiva si applica non solo alla pensione percepita dall’ente estero, ma anche a tutti i redditi del pensionato di qualunque categoria, purché percepiti da fonte estera o prodotti all’estero.

Non si applica, invece, ai redditi erogati o prodotti in Italia.

Brian ha vissuto negli Stati Uniti negli ultimi 10 anni e decide di trasferirsi da New York ad Aritzo, un piccolo paese in provincia di Nuoro, in Sardegna. Percepisce una pensione dalla Social Security Administration e una pensione dall’Inps, poiché in passato ha lavorato anche in Italia. Percepisce inoltre un canone di locazione per un appartamento affittato a New York e, saltuariamente, il corrispettivo per l’affitto di una casa vacanze che possiede a San Remo. Beneficia della flat tax pensionati sulla pensione erogata dalla Social Security Administration e sul canone derivante dalla locazione dell’appartamento che possiede a New York. Sulla pensione Inps e sugli affitti brevi paga invece l’Irpef ordinaria (salvo opzione per la cedolare secca sugli affitti).

Quanto dura la flat tax pensionati al Sud?

Le agevolazioni fiscali si applicano per un periodo massimo di 10 anni, che comprende l’anno di esercizio dell’opzione ed i nove anni successivi.

Come si chiede la flat tax pensionati al Sud?

Per richiedere l’applicazione della flat tax, è necessario esprimere l’opzione per questo regime fiscale nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui viene trasferita la residenza in Italia: l’opzione ha efficacia a partire dal periodo d’imposta oggetto della dichiarazione e per i successivi 9 anni (in passato l’efficacia era pari a 5 anni, ma l’agevolazione è stata ampliata dal decreto Rilancio).

Per esprimere l’opzione, bisogna:

  • dichiarare di non essere stati fiscalmente residenti in Italia nei 5 periodi d’imposta precedenti a quello in cui si esercita l’opzione;
  • indicare il Paese o i Paesi in cui risulta l’ultima residenza fiscale, prima dell’esercizio di validità dell’opzione.

L’Agenzia delle Entrate, ricevuta la dichiarazione, trasmette queste informazioni, attraverso gli idonei strumenti di cooperazione amministrativa, alle autorità fiscali degli Stati indicati come luogo di ultima residenza.

In sede di esercizio dell’opzione, o con successiva modifica dell’opzione stessa, è possibile anche chiedere di beneficiare della flat tax solo su alcuni redditi. Più precisamente, è possibile chiedere di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva sui redditi prodotti in uno o più Stati o territori esteri.

L’opzione per la flat tax pensionati sui redditi esteri può essere revocata dal contribuente: in questo caso, sono fatti salvi gli effetti prodotti nei periodi d’imposta precedenti, ma non è più possibile esercitare una nuova opzione.

Quando si perde la flat tax pensionati al Sud?

Oltreché per revoca da parte del pensionato, non è più possibile beneficiare della flat tax se:

  • viene accertata l’inesistenza dei requisiti previsti per l’esercizio dell’opzione;
  • vengono meno i requisiti previsti per beneficiare della detassazione;
  • la flat tax, cioè l’imposta ridotta, non è versata o è corrisposta solo in parte, nella misura e nei termini previsti dalle vigenti disposizioni di legge.

note

[1] Art.1, Co. 273-274, L. 145/2019.

[2] Agenzia Entrate, nota n. 280/2020.


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