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Non si può pagare un debito con un assegno salvo che…

26 Novembre 2013
Non si può pagare un debito con un assegno salvo che…

Se non c’è il consenso del creditore, che può essere preventivo o successivo, estinguere un’obbligazione dando al creditore un assegno bancario o circolare non è considerata una valida forma di pagamento, salvi comunque gli obblighi di tracciabilità dei pagamenti.

Contrariamente a quanto si crede e si suole fare nella pratica commerciale, il debitore non può pagare il creditore consegnandogli un assegno, se questi non ha dato prima il proprio consenso. Infatti, l’assegno non soddisfa i requisiti di pagamento richiesti dalla legge. Vediamo perché.

Il Codice civile stabilisce [1] che i debiti per somme di denaro devono essere pagati al domicilio del creditore al momento della scadenza. Il pagamento deve essere effettuato nelle mani del creditore o di un suo rappresentante [2].

Pertanto, il debitore non è liberato se esegue una prestazione diversa da quella dovuta [3], salvo che vi sia il consenso del creditore. E la consegna di un assegno bancario o circolare per il pagamento di un debito pecuniario è appunto ritenuta, dalla giurisprudenza, prestazione “diversa[4].

Secondo la Suprema Corte, l’invio di assegni da parte del debitore obbligato al pagamento di una somma di denaro va qualificata come proposta di pagamento. Quindi il debitore non si può dire liberato dall’obbligazione se non c’è il preventivo consenso del creditore, manifestato anche con un comportamento concludente (come, per esempio, l’aver preso in consegna il titolo e firmato una quietanza o l’aver incassato il titolo) [5].

Se manca, dunque, tale accettazione, ben potrebbe il creditore rifiutarsi di prendere in consegna l’assegno dalle mani del debitore, restituirglielo o (in caso gli sia stato spedito) inviarlo nuovamente al mittente, pretendendo il pagamento in contanti.

Peraltro, il pagamento con un assegno circolare si porrebbe in contrasto con la norma del codice secondo cui il pagamento deve essere effettuato al domicilio del creditore, mentre in questo modo il luogo del pagamento si identifica con la sede dell’istituto bancario presso il quale il titolo può essere riscosso [6].

Inoltre, l’accettazione dell’assegno è normalmente effettuata “salvo buon fine” del titolo. Quindi, la consegna o la trasmissione dell’assegno circolare, in ogni caso, non estinguerebbe immediatamente il debito finché non avvenga il materiale accredito della somma sul conto del creditore. Ne deriva che la consegna di un assegno si identifica con il pagamento solo quando l’assegno venga riscosso. Rimane peraltro a carico dell’obbligato l’onere di provare che l’assegno è stato pagato [7].

Tutto ciò, ovviamente, si deve poi rapportare ai nuovi obblighi in materia di tracciabilità dei pagamenti che richiedono, per importi superiori a mille euro, l’utilizzo di mezzi appunto tracciabili. Ovviamente, se non è accettato l’assegno, si potrà sempre pagare con un bonifico bancario o con carta di credito che consentono una verifica immediata della disponibilità della somma da parte del debitore.


note

 

[1] Art. 1182, comma 3, cod. civ.

[2] Art. 1188 cod. civ.

[3] Art. 1197 cod. civ.

[4] Cass. sent. n. 1326 del 3.02.1995; Cass. sent. n. 7490 del 6.07.1991.

[5] Cass. sent. n. 3427 del 3.04.1998.

[6] Cass. sent. n. 1939 del 10.02.2003.

[7] Trib. Monza sent. del 12 giugno 2002.


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