Coronavirus: niente vaccino prima del 2021

10 Settembre 2020 | Autore:
Coronavirus: niente vaccino prima del 2021

Il direttore dell’Agenzia europea del farmaco, dopo lo stop di AstraZeneca: quasi impossibile avere le prime dosi entro la fine dell’anno.

Lo stop ai test sul nuovo vaccino di AstraZeneca, su cui il Governo italiano e quello di altri Paesi europei tanto puntavano nella speranza di poter somministrare le prime dosi entro la fine dell’anno, ha posto un serio interrogativo sulla sicurezza e l’efficacia del siero. Sapere che può avere delle reazioni inattese, come quelle riscontrate in uno dei volontari che si sono prestati alla sperimentazione, ha diviso l’opinione pubblica tra chi ora guarda con diffidenza il vaccino e chi ritiene che la sospensione dei test sia una prova di serietà e di affidabilità.

Di quest’ultimo avviso è l’Agenzia europea del farmaco, il cui direttore, il padovano Guido Rasi, in un’intervista pubblicata questa mattina dal quotidiano Il Sole 24 Ore, rassicura: «Era prevedibile, ma è la dimostrazione che si lavora a un vaccino sicuro con seri protocolli di verifica. Quando noi daremo l’autorizzazione a un vaccino per il Covid sarà assolutamente sicuro come tutti gli altri che abbiamo autorizzato».

Astrazeneca, che ha sviluppato il vaccino contro il coronavirus insieme all’Università di Oxford, conta di poter riprendere i test la prossima settimana. Ma, come conferma lo stesso Rasi, sarà difficile, per non dire impossibile, avere le prime dosi entro la fine del 2020. Più probabile che vengano somministrate nel 2021, se non addirittura nel 2022, come suggerisce l’Organizzazione mondiale della Sanità. «Tecnicamente – spiega ancora il direttore dell’Ema al quotidiano di Confindustria – se tutto filasse liscio, se arrivassero dati molto convincenti e robusti, abbiamo messo in piedi una procedura veloce che potrebbe valutarli nel giro di 15-30 giorni per poi arrivare dopo un altro breve periodo all’autorizzazione. Ma ripeto, credo che sia davvero molto improbabile farlo entro il 2020». Tuttavia, Rasi guarda il bicchiere mezzo pieno: «Forse non avremo il vaccino il 15 novembre ma se ne abbiamo uno sicuro ed efficace il 15 gennaio cambia poco».

Quanto all’efficacia del siero, l’Agenzia europea del farmaco valuterà il periodo di protezione garantita. «Se durasse meno di sei mesi, si dovrà valutare un richiamo», avverte Rasi. Che conclude: all’inizio non ci saranno dosi per tutti, ma si dovrà partire dalle categorie più fragili.



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