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Multa al semaforo rosso: la taratura del T-Red è obbligatoria?

10 Settembre 2020
Multa al semaforo rosso: la taratura del T-Red è obbligatoria?

Semaforo all’incrocio: il passaggio col rosso e la contestazione se la telecamera non è stata oggetto di verifica di corretto funzionamento. 

Un nostro lettore, multato per aver superato un incrocio nonostante il semaforo rosso, ci chiede se il dispositivo elettronico a cui è collegata la telecamera (il famoso T-Red) debba essere sottoposto a taratura obbligatoria. Il verbale, difatti, non indica la data dell’ultima verifica. Sospetta che la contravvenzione sia nulla e che possa essere impugnata dinanzi al Prefetto o al giudice di pace. Ci chiede pertanto se, in caso di multa al semaforo rosso, la taratura del T-Red è obbligatoria. 

Di tanto abbiamo già parlato in numerosi articoli già pubblicati su questo stesso giornale. Per una rassegna di tutte le possibili contestazioni leggi la guida “Multa al semaforo rosso con telecamera: come difendersi“. Cerchiamo di fare il punto della situazione con specifico riferimento alla taratura.

Cos’è la taratura?

La taratura è un controllo periodico che viene fatto su strumenti di precisione. Serve per assicurarsi che il continuo utilizzo dello strumento – qualsiasi esso sia – non determini uno sfasamento dei parametri. Con tale procedimento si garantisce quindi un costante “allineamento” della macchina ai suoi parametri originali. Un esempio banale, ma molto noto, è costituito dalla taratura delle bilance.

Nel 2015, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il Codice della strada per il fatto di non prevedere l’obbligo di taratura periodica per tutti gli strumenti di controllo elettronico della velocità adoperati dalla polizia. Da qui ne è derivata (e ne deriva tutt’oggi) la nullità dei verbali elevati tramite dispositivi come autovelox o tutor non sottoposti a una verifica di funzionamento almeno una volta all’anno.

La Cassazione ha poi chiarito che la multa deve indicare, in modo chiaro ed espresso, qual è la data in cui è avvenuta l’ultima taratura in modo che l’automobilista possa verificare la correttezza delle operazioni di rilevamento della velocità e, in definitiva, la validità della contravvenzione.

Tanto per fare un esempio, sarebbe illegittima una multa se risulta che l’ultima taratura è avvenuta più tardi di un anno prima. 

È necessaria la taratura del T-Red?

La Corte Costituzionale, quando motivò la necessaria taratura degli autovelox – fissi e mobili – e dei tutor fece riferimento solo agli strumenti di controllo elettronico della velocità. Le sue pronunce non possono essere oggetto di interpretazione analogica. Sicché, la Cassazione ha ritenuto che, da ciò, non si potesse dedurre anche l’obbligo di taratura per i T-Red e tutte le telecamere posizionate sui semafori. 

In una recente ordinanza, la Cassazione ha detto [1] che «in tema di rilevazione del passaggio con semaforo rosso tramite T-Red, né il codice della strada, né il regolamento di esecuzione prevedono che il verbale di accertamento debba contenere, a pena di nullità, l’attestazione che l’apparecchiatura elettronica sia stata sottoposta a taratura preventiva e revisione costante durante l’uso. Ciò in quanto il T-red non è uno strumento di misurazione come l’autovelox». 

Pertanto, la multa resta valida anche in difetto di taratura, a meno che il trasgressore non fornisca le prove di un difetto di costruzione, installazione o funzionamento del dispositivo elettronico o situazioni comunque ostative al suo regolare funzionamento.

Il principio era stato già espresso, sempre dalla Suprema Corte [2], solo un anno prima, con le seguenti parole: «Le norme vigenti non impongono la taratura dei T-Red, e l’efficacia probatoria della rilevazione sussiste fino a quando non sia accertato, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall’opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione o funzionamento del dispositivo elettronico».

Insomma, l’onere della prova del non corretto funzionamento del dispositivo di rilevamento del passaggio col rosso – sia esso il T-Red o qualsiasi altro apparecchio – spetta al trasgressore e non può basarsi solo sull’omessa taratura, in quanto non obbligatoria.

Sentenze Cassazione taratura telecamera al semaforo rosso

Qui di seguito riportiamo altri due precedenti, sempre a firma della Cassazione, con cui è stato ribadito il pensiero appena espresso.

  • in tema di rilevazione della violazione del divieto di passaggio con semaforo rosso a mezzo di apparecchiature elettroniche, né il codice della strada né il relativo regolamento di esecuzione prevedono che il verbale di accertamento dell’infrazione debba contenere, a pena di nullità, l’attestazione che la funzionalità del singolo apparecchio impiegato sia stata sottoposta a controllo preventivo e costante durante l’uso, giacché, al contrario, l’efficacia probatoria di qualsiasi strumento di rilevazione elettronica perdura sino a quando non risultino accertati, nel caso concreto, sulla base di circostanze allegate dall’opponente e debitamente provate, il difetto di costruzione, installazione o funzionalità dello strumento stesso, o situazioni comunque ostative al suo regolare funzionamento, senza che possa farsi leva, in senso contrario, su considerazioni di tipo meramente congetturale, connesse all’idoneità della mancanza di revisione o manutenzione periodica dell’attrezzatura a pregiudicarne l’efficacia ex articolo 142 del predetto codice [3]; 
  • il verbale di accertamento della violazione del passaggio con impianto semaforico a luce rossa, rilevata mediante apparecchiatura Vista Red, è valido anche se non contiene l’attestazione della funzionalità, dello strumento di rilevazione elettronica, la cui eventuale difformità rispetto ai requisiti previsti dal decreto di omologazione deve essere provata dall’opponente, atteso che elemento costitutivo della pretesa sanzionatoria e la sola documentazione fotografica dell’infrazione rilevata con l’apparecchiatura omologata [4].

note

[1] Cass. ord. n. 16064/20 28.07.2020.

[2] Cass. ord. n. 10458/19 del 15.04.2019

[3] Cass. ord. n. 11574/17 dell’11.05.2017.

[4] Cass. ord. n. 4255/15 del 3.03.2015.


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