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Casellario giudiziale: ultime sentenze

16 Settembre 2020
Casellario giudiziale: ultime sentenze

Provvedimento di archiviazione per particolare tenuità del fatto; non menzione della condanna; l’estinzione del reato per decorso dei termini; la cancellazione della sentenza nel casellario giudiziario.

Diniego implicito di non menzione della condanna 

È legittima la pronuncia di diniego implicito della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, anche nel caso di concessione della sospensione condizionale della pena e di riconoscimento delle attenuanti generiche con giudizio di prevalenza sulle contestate aggravanti, quando il giudice, tenuto conto della gravità delle condotte e degli altri elementi di valutazione indicati dall’art. 133 c.p., ritenga che l’imputato non possa usufruire di ulteriori benefici. (Fattispecie in tema di rapina in concorso di quattro pizze e quattro lattine di coca-cola).

Cassazione penale sez. II, 18/02/2020, n.11992

Iscrizione nel casellario giudiziale

Ai fini della pronuncia della sentenza di non luogo a procedere per difetto di imputabilità del minore infraquattordicenne, il giudice deve fissare l’udienza preliminare e darne avviso all’esercente la potestà genitoriale.

(In motivazione la Corte ha precisato che tale interpretazione dell’art. 26 d.P.R. 22 settembre 1988, n. 448, ne garantisce la compatibilità con il disposto dell’art. 224 c.p., che consente l’applicazione di misure di sicurezza al minore non imputabile ritenuto pericoloso, nonché con l’ulteriore effetto sfavorevole della iscrizione nel casellario giudiziale ex art. 3, comma 1, d.P.R. 14 novembre del 2002, n. 313, iscrizione che viene cancellata solo al raggiungimento della maggiore età).

Cassazione penale sez. IV, 30/01/2020, n.11541

La concessione del beneficio della non menzione 

In tema di non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale, a seguito dell’abrogazione dell’art. 175, comma quarto, cod. pen., per effetto dell’art. 7, legge 7 febbraio 1990, n. 19, non è preclusa la concessione del beneficio nei casi in cui alla condanna consegua l’applicazione di una pena accessoria.

Cassazione penale sez. I, 08/01/2020, n.4376

L’iscrizione della sentenza nel casellario giudiziale

È inammissibile, per carenza d’interesse, il ricorso per cassazione avverso la sentenza di non luogo a procedere per difetto di imputabilità proposto dall’esercente la potestà genitoriale nell’interesse di minore infraquattordicenne per erronea applicazione della legge e vizio di motivazione in ordine all’omesso proscioglimento nel merito, atteso che la necessità di ricostruzione del fatto si ricollega esclusivamente alla contestuale applicazione di una misura di sicurezza mentre l’iscrizione della sentenza nel casellario giudiziale è meramente temporanea e viene cancellata al raggiungimento della maggiore età, ai sensi dell’art. 5, comma 4, d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313.

Cassazione penale sez. V, 27/11/2019, n.3029

Archiviazione per particolare tenuità del fatto

Sono manifestamente inammissibili le questioni di legittimità costituzionale degli artt. 410-bis e 411, comma 1-bis, c.p.p., censurati per violazione degli artt. 3,111, comma 2, e 112 Cost., nella parte in cui non prevedono l’impugnabilità della ordinanza di archiviazione, e, in via subordinata, dell’art. 411, comma 1-bis, c.p.p., per contrasto con l’art. 3 Cost., nella parte in cui tale comma introduce una disciplina irragionevolmente differenziata per la richiesta di archiviazione per particolare tenuità del fatto rispetto alla richiesta di archiviazione ordinaria.

Le questioni aventi per presupposto il divieto di iscrizione al casellario giudiziale dei provvedimenti di archiviazione per particolare tenuità del fatto — in forza dell’interpretazione dell’art. 3, comma 1, lett. f), d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313 fornita dalla Corte di cassazione, nella sentenza 26 gennaio-20 giugno 2017, n. 30685, poi superata dalla successiva sentenza delle sezioni unite penali 30 maggio-24 settembre 2019, n. 38954, depositata nelle more dell’incidente di costituzionalità — sono manifestamente inammissibili per aberratio ictus, in quanto il rimettente, anziché formulare questione di legittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, lett. f), del t.u. casellario giudiziale, nella parte in cui non prevede l’obbligo di iscrizione dei provvedimenti in questione, censura i predetti articoli del codice di procedura penale, che — tuttavia — nulla dispongono in proposito.

Le ulteriori questioni concernenti la omessa previsione dell’impugnabilità dell’ordinanza di archiviazione sono manifestamente irrilevanti, posto che il giudice a quo deve unicamente decidere sulla richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero, sicché dette questioni risultano meramente prospettiche ed eventuali.

Corte Costituzionale, 15/11/2019, n.238

Omicidio stradale: la non menzione della condanna nel casellario giudiziale

In tema di omicidio stradale, il concorso di colpa della vittima del reato e l’incensuratezza dell’imputato consentono al giudice di applicare oltre la sospensione condizionale della pena anche il beneficio della non menzione della condanna sul certificato del casellario giudiziale.

(Nel caso di specie, si trattava dell’investimento di un pedone in un tratto di strada situato subito dopo un’intersezione ingombrata da autovetture in sosta e con scarsa visibilità, derivante anche dalla presenza di alberi ad alto fusto, ove il pedone attraversava le predette autovetture al di fuori delle strisce pedonali e l’autocarro procedeva ad una velocità superiore ai limiti consentiti, ove veniva applicato il beneficio della non menzione della condanna in sede di appello della sentenza del giudice di primo grado).

Corte appello L’Aquila, 30/09/2019, n.1490

Contestazione della recidiva

In caso di contestazione della recidiva, il giudice deve verificare in concreto se la reiterazione dell’illecito sia effettivo sintomo di riprovevolezza della condotta e di pericolosità del suo autore. Deve cioè tenere conto della natura dei reati, del tipo di devianza di cui essi sono il segno, della qualità e del grado di offensività dei comportamenti, della distanza temporale tra i fatti e del livello di omogeneità esistente tra loro, dell’eventuale occasionalità della ricaduta e di ogni altro parametro individualizzante significativo della personalità del reo e del grado di colpevolezza, al di là del mero e indifferenziato riscontro formale dell’esistenza di precedenti penali.

Ciò posto, nel caso di specie, avente a oggetto l’accusa di dichiarazione di falsità del tagliando di revisione di un veicolo, la Corte d’appello ha escluso la contestata recidiva, dichiarando di conseguenza il delitto estinto per prescrizione.

Nello specifico, la lettura del certificato del casellario giudiziale evidenziava, per un verso, che, al momento della commissione del fatto, nei confronti dell’imputato erano passati in giudicato esclusivamente provvedimenti relativi a condotte eterogenee rispetto a quella oggetto della sentenza gravata: per altro verso, che, da circa 8 anni il medesimo soggetto non aveva più posto in essere nuovi reati.

Corte appello Taranto, 27/09/2019, n.923

Provvedimento di archiviazione per particolare tenuità del fatto: va iscritto nel casellario giudiziario?

Il provvedimento di archiviazione per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. deve essere iscritto nel casellario giudiziale, ferma restando la non menzione nei certificati rilasciati a richiesta dell’interessato, del datore di lavoro e della pubblica amministrazione.

Cassazione penale sez. un., 30/05/2019, n.38954

Pregiudizio derivante dall’iscrizione della sentenza nel casellario giudiziale

È ammissibile l’impugnazione dell’imputato avverso la sentenza di proscioglimento per particolare tenuità del fatto, anche laddove non siano dedotti possibili profili di efficacia della pronuncia nel giudizio civile o amministrativo di danno, sussistendo l’interesse dello stesso a rimuovere il pregiudizio derivante dall’iscrizione della sentenza nel casellario giudiziale.

Cassazione penale sez. III, 29/05/2019, n.36687

Non costituisce motivo di ricorso per cassazione il mancato esercizio da parte del giudice d’appello del potere di applicare d’ufficio i benefici di legge

Il mancato esercizio del potere-dovere del giudice di appello di applicare di ufficio i benefici di legge e una o più circostanze attenuanti, non accompagnato da alcuna motivazione, non può costituire motivo di ricorso per cassazione per violazione di legge o difetto di motivazione, se l’effettivo espletamento del medesimo potere-dovere non sia stato sollecitato da una delle parti, almeno in sede di conclusioni nel giudizio di appello, ovvero, nei casi in cui intervenga condanna la prima volta in appello, neppure con le conclusioni subordinate proposte dall’imputato nel giudizio di primo grado.

(Fattispecie in cui con la sentenza di condanna emessa in riforma di sentenza assolutoria di primo grado, non era stata concessa la non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale e non era stata applicata la circostanza attenuante del risarcimento del danno).

Cassazione penale sez. IV, 28/05/2019, n.29538

La pericolosità del comportamento dell’imputato

Le ragioni del diniego dei benefici della sospensione condizionale della pena e della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale possono ritenersi implicite nella motivazione con cui il giudice neghi le circostanze attenuanti generiche richiamando i profili di pericolosità del comportamento dell’imputato, dal momento che il legislatore fa dipendere la concessione dei predetti benefici dalla valutazione degli elementi indicati dall’art. 133 c.p.

Cassazione penale sez. III, 28/03/2019, n.26191

Patteggiamento e casellario giudiziario

In tema di applicazione della pena su richiesta delle parti, l’estinzione del reato conseguente al decorso dei termini e delle condizioni di cui all’art. 445 c.p.p. non comporta anche la cancellazione dell’iscrizione della sentenza nel casellario giudiziale, in quanto detta iscrizione non rientra tra gli effetti penali della condanna di cui è prevista l’estinzione ed è contemplata dall’art. 5 d.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, unicamente per i reati di competenza del giudice di pace.

Cassazione penale sez. I, 26/03/2019, n.18233

La domanda di cancellazione di un titolo di condanna nel certificato penale

In tema di casellario giudiziale e di carichi pendenti, spetta al giudice dell’esecuzione la competenza a decidere sulla domanda di cancellazione di un titolo di condanna nei certificato penale. (Nel caso di specie, si trattava  della cancellazione nel certificato generale e nel certificato penale del casellario giudiziale delle iscrizioni relative all’ordinanza di sospensione del processo con messa alla prova dell’imputato e della relativa sentenza che dichiarava l’estinzione del reato).

Tribunale La Spezia sez. uff. indagini prel., 20/03/2019



4 Commenti

  1. Devo presentare un certificato del casellario giudiziale per partecipare ad un concorso.Vi scrivo sperando che mi possiate dare maggiori informazioni a riguardo. Posso richiedere il rilascio del certificato del casellario giudiziale? Eventualmente, posso scrivere l’autocertificazione del casellario giudiziale? Qual è la validità dell’autocertificazione del casellario giudiziale?

    1. I soggetti che possono richiedere il rilascio del certificato del casellario giudiziale sono: l’interessato o una persona da lui delegata; in quest’ultimo caso oltre alla delega, bisogna allegare alla richiesta copia del documento di identità del delegante e del delegato; le Pubbliche Amministrazioni e i gestori di pubblici servizi, quando il certificato è necessario per l’espletamento delle loro funzioni; l’autorità giudiziaria penale, che lo acquisisce direttamente dagli uffici giudiziari; il difensore dell’imputato, autorizzato dal giudice procedente, nei confronti della persona offesa dal reato e del testimone. Dall’entrata in vigore della normativa che ha previsto l’autocertificazione nel nostro ordinamento, il certificato del casellario giudiziale rilasciato dalla Procura della Repubblica, può essere sostituito da una dichiarazione sostitutiva in cui il dichiarante attesta di: non avere riportato condanne penali; non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione (come ad esempio nel caso della persona ritenuta pericolosa per la sicurezza pubblica, alla quale è stata applicata la misura di prevenzione della sorveglianza speciale o quella del divieto di soggiorno in uno o più comuni, diversi da quelli di residenza o di dimora abituale in una o più province); non essere destinatario di decisioni civili o amministrative registrate nel casellario giudiziale ai sensi della normativa vigente in materia; non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali.I soggetti che possono scrivere l’autocertificazione del casellario giudiziale sono: i cittadini italiani; i cittadini dei Paesi che fanno parte dell’Unione Europea; i cittadini extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno. L’autocertificazione del casellario giudiziale ha una validità di sei mesi al pari del certificato rilasciato dalla Procura della Repubblica.

  2. Dai vostri articoli ho capito che il certificato penale viene aggiornato quando una condanna è confermata dalla Corte di Cassazione. Ma a chi possono essere rilasciati i certificati penali? E poi avrei un altro chiarimento da chiedervi… perdonate, ma voglio risolvere un dubbio che mi sta assillando e che riguarda mio amico che si è cacciato nei guai ed ora deve rivolgersi ad un avvocato. ha fatto una sciocchezza ma ho paura che questa cosa possa costargli la carriera, anche perché è giovanissimo e ha tutta la vita davanti. perciò teme che i suoi lo scoprano e lo chiudino in casa. insomma, ve lo dico. si è messo a fumare e gli hanno proposto di spacciare. lui ancora non ha fatto nulla, ma non so che ha intenzione di fare. le persone che frequenta non mi piacciono e allora io volevo metterlo in guardia così può capire cosa rischia. In cosa consiste la non menzione della condanna nel casellario giudiziale?

    1. Nei casi in cui nella propria fedina penale non vi siano condanne definitive, si parla di soggetto incensurato, in caso contrario di soggetto pregiudicato. Il cittadino può anche richiedere il “beneficio della non menzione” sulla fedina penale e non far comparire quindi una determinata condanna attribuitagli. La fedina penale, sotto forma di certificato può inoltre essere rilasciata in diversi modi. Quando si parla di non menzione della condanna nel casellario giudiziale ci si riferisce a quell’istituto giuridico del diritto penale italiano che ha lo scopo di evitare che la pena possa essere resa nota a privati che fanno richiesta del casellario giudiziale, non per ragioni di uso elettorale. Tale beneficio è revocato di diritto in caso in cui il condannato commetta un altro delitto (non una contravvenzione). Non è fissato un termine massimo entro il quale debba operare tale revoca.
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