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Se ti rubano l’assegno e la banca lo paga ugualmente

27 Novembre 2013
Se ti rubano l’assegno e la banca lo paga ugualmente

Mi sono accorto, di recente, di aver smarrito un blocchetto di assegni solo quando ho visto che, dal mio conto corrente in banca, è stato pagato un importo di 1000 euro proprio con un assegno che apparteneva a questo carnet rubato. Premesso che, quando la banca ha pagato il titolo io non avevo ovviamente sporto ancora una querela, vi chiedo: posso agire contro il mio istituto di credito che ha pagato detto assegno senza le dovute cautele di conoscenza e garanzia? 

Una volta che la banca avrà fatto esaminare alla correntista l’assegno bancario di cui si tratta pagato a terzi, all’oscuro dell’avvenuto furto del blocchetto di assegni in bianco di cui questo cheque faceva parte, l’interessata ben potrà sporgere alla competente Procura della Repubblica motivata “denuncia-querela” contro ignoti dell’accaduto, allegando fotocopia dell’assegno bancario estinto, che la banca è tenuta a rilasciare alla correntista [1].

Nella denuncia, il correntista dovrà esporre in dettaglio i fatti che hanno originato l’illecita apprensione dell’assegno (per esempio, l’ultima volta che ricorda di aver preso e conservato il blocchetto), il suo riempimento e la messa in circolazione da parte di ignoti. Nella denuncia, quindi, andrà richiesto il sequestro penale del titolo stesso [2].

Quanto al problema nei confronti della banca, in mancanza di notizie certe sull’accaduto, ogni illazione sarebbe puramente gratuita. Solo dall’esame del titolo pagato dalla banca, l’interessata potrà desumere ogni elemento utile. Per esempio: la palese falsificazione della firma di traenza, l’incauto pagamento da parte della trattaria o di una banca corrispondente a persona sconosciuta, ecc. potrebbero configurare una responsabilità da parte dell’istituto che, comunque, è sempre tenuto a controllare la regolarità del titolo e della firma.

In tali casi si può contestare alla banca la mancanza della dovuta diligenza nel pagamento del titolo e la conseguente responsabilità nei confronti della traente per fatto colposo [3].

Conviene comunque affidarsi a un avvocato tanto per l’assistenza in sede penale (volta ad effettuare la querela) che per quella in sede civile (per ottenere il risarcimento dei danni dalla banca).


note

[1] Ai sensi dell’art. 119, comma 4 del Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia (Dlgs 385/93).

[2] Ex art. 255 cod. proc. pen.

[3] Art. 2043 cod. civ.


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