L’esperto | Articoli

Accertamento d’ufficio: ultime sentenze

15 Settembre 2020
Accertamento d’ufficio: ultime sentenze

Dati risultanti dai conti correnti bancari intestati alla società; cartelle di pagamento emesse a seguito di accertamento d’ufficio.

Falsità ideologica del privato in atto pubblico

Integra il delitto di falsità ideologica del privato in atto pubblico il rilascio, da parte di un esperto qualificato iscritto in un albo speciale, di false attestazioni in merito a circostanze di fatto oggetto di percezione diretta, riversate in un atto pubblico, costituenti premessa di un provvedimento dell’autorità (amministrativa o giudiziaria), che, in assenza delle stesse, dovrebbe o potrebbe disporre l’accertamento d’ufficio.

(Fattispecie relativa alla asseverazione da parte di un tecnico incaricato, mediante falso giuramento reso al cancelliere, di una relazione peritale dallo stesso redatta, nella quale si attestava, contrariamente al vero, che l’immobile oggetto di verifica non aveva subito, in epoca successiva ad una determinata data, interventi edilizi per i quali era necessario il rilascio di concessione edilizia).

Cassazione penale sez. V, 27/01/2020, n.12733

Cessazione occupazione immobile e Tari

In caso di omissione della denuncia di cessazione di occupazione dell’immobile nell’anno in cui tale cessazione è avvenuta, la tassa per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani non è dovuta per le annualità successive se l’utente dimostri di non aver continuato l’occupazione o la detenzione dei locali ed aree, ovvero se la tassa sia stata assolta dall’utente subentrante, a seguito di regolare denuncia o sulla base di un accertamento d’ufficio.

Comm. trib. prov.le Napoli sez. XIII, 24/01/2020, n.910

Avviso di accertamento d’ufficio

La norma di cui all’art. 1, comma 161, della L. n. 296 del 2006, abrogando quanto statuito dall’art. 71 del D. Lgs. n. 507 del 1993, ha previsto -con decorrenza dal 1 gennaio 2007 – che gli Enti locali debbano, a pena di decadenza, notificare apposito avviso di accertamento di rettifica, delle dichiarazioni infedeli e/o parziali o ritardati pagamenti, nonché formale avviso di accertamento d’Ufficio in caso di omessa denuncia e omesso pagamento di entrata devoluta alla loro esclusiva competenza entro il 31 dicembre del 5 anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

Comm. trib. reg. Bari, (Puglia) sez. I, 17/12/2019, n.3531

Rettifica o accertamento d’ufficio

In sede di rettifica e di accertamento d’ufficio delle imposte sui redditi di una società, ai sensi dell’art. 37, comma 3, D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, può utilizzare, oltre ai dati risultanti dalle copie dei conti correnti bancari formalmente intestati all’ente, anche quelli relativi a conti formalmente intestati ai soci, amministratori o procuratori generali, allorché risulti provata, anche tramite presunzioni, la natura fittizia dell’intestazione o, comunque, la sostanziale riferibilità all’ente dei conti medesimi o di alcuni loro singoli dati.

Comm. trib. reg. Palermo, (Sicilia) sez. XII, 13/03/2019, n.1638

Termini per controllo formale delle dichiarazioni e notifica delle cartelle di pagamento

Il controllo formale delle dichiarazioni soggiace ai termini di decadenza previsti dalla disciplina transitoria di cui all’art. 36, comma 2, del d.lgs. n. 46 del 1999 (come modificato dall’art. 1, comma 5-ter, lett. b), n. 2, del d.l. n. 106 del 2005, conv. con modif. in l. n. 156 del 2005), e da quella dettata in via generale dall’art. 1, comma 5-bis, del detto decreto, d.l. n. 106 del 2015, aventi entrambe effetto retroattivo, mentre la disciplina “a regime” del nuovo art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973, estesa anche alle cartelle di pagamento emesse a seguito di accertamento d’ufficio, riguarda le sole cartelle notificate successivamente all’entrata in vigore della stessa l. n. 156 del 2005.

Cassazione civile sez. trib., 14/02/2019, n.4375

I benefici fiscali per le imposte di registro

In materia di agevolazioni tributarie, i benefici fiscali previsti dall’art.  5 della L. 22 aprile 1982, n. 168 , riguardanti la misura fissa delle imposte di registro, ipotecarie e catastali in favore dell’acquirente dell’immobile inserito in un piano di recupero di iniziativa pubblica o privata convenzionato ed effettivamente attivato dal medesimo soggetto, potranno conservarsi a condizione che il contribuente realizzi la finalità dichiarata nell’atto di acquisto entro il termine triennale di decadenza, previsto  per l’esercizio del potere di accertamento d’Ufficio.

Tale termine decadenziale inizia a decorrere dal momento in cui l’intento del contribuente sia rimasto definitivamente ineseguito, dunque il termine a disposizione del contribuente non potrà essere più ampio di quello in sé previsto per i controlli, al massimo dalla scadenza del triennio dalla registrazione dell’atto.

Comm. trib. reg. Perugia, (Umbria) sez. III, 06/11/2018, n.416

La revisione delle rendite catastali

In tema di estimo catastale, la revisione delle rendite catastali urbane In assenza di variazioni edilizie non richiede la previa “visita sopralluogo” dell’ufficio, né il sopralluogo è necessario quando il nuovo classamento consegua ad una denuncia di variazione catastale presentata dal contribuente, atteso che le esigenze sottese al sopralluogo e al contraddittorio si pongono solo in caso di accertamento d’ufficio giustificato da specifiche variazioni dell’immobile.

Infatti, se il nuovo classamento è stato adottato ai sensi dell’art. 3, comma 58, Legge n. 662/1996, in ragione della constatata manifesta incongruenza tra il precedente classamento dell’unità immobiliare e il classamento di fabbricati similari aventi caratteristiche analoghe, deve essere indicata, nell’avviso di accertamento, la specifica individuazione di tali fabbricati, del loro classamento e delle caratteristiche analoghe che li renderebbero similari all’unità immobiliare oggetto di riclassamento.

Comm. trib. reg. Firenze, (Toscana) sez. V, 12/03/2018, n.489

Omessa dichiarazione dei redditi da parte del contribuente e presunzioni

In tema di accertamento delle imposte sui redditi, nell’ambito dell’accertamento d’ufficio, in caso di omessa dichiarazione da parte del contribuente, l’Amministrazione finanziaria può ricorrere a presunzioni cd. supersemplici, anche prive, cioè, dei requisiti di gravità, precisione e concordanza, che comportano l’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente, ma deve, comunque, determinare, sia pure induttivamente, i costi relativi ai maggiori ricavi accertati, pena la lesione del parametro costituzionale della capacità contributiva.

Comm. trib. reg., (Lombardia) sez. XIX, 19/04/2019, n.1869



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube