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Caparra penitenziale: ultime sentenze

15 Novembre 2021
Caparra penitenziale: ultime sentenze

Il limite al danno risarcibile; il momento in cui viene versato il denaro; differenza con la caparra confirmatoria.

La caparra penitenziale si differenzia dalla caparra confirmatoria, in quanto quest’ultima è posta a tutela dell’inadempimento di una parte, mentre la prima corrisponde al corrispettivo dello ius poenitendi attribuito ad un contraente. La caparra penitenziale si distingue anche dalla multa penitenziale che viene versata al momento dell’esercizio del recesso, mentre la caparra penitenziale è versata alla stipula.

Caparra penitenziale: cos’è?

In tema di I.R.P.E.F., la caparra penitenziale, che viene trattenuta dal promittente venditore per effetto dell’esercizio del diritto di recesso da parte del promittente acquirente, non configura come una plusvalenza assoggettabile a tassazione, ai sensi del combinato disposto degli artt.6, comma 2 e 67, comma 1, lett.a) e b), del T.U.I.R..

Comm. trib. prov.le Lecce sez. I, 19/03/2021, n.501

Multa penitenziale e caparra penitenziale

La ‘multa penitenziale’, non diversamente dalla ‘caparra penitenziale’ di cui all’art. 1386 c.c. (che afferisce ai casi in cui il versamento avviene anticipatamente, prevedendosi la ritenzione o la restituzione del doppio a seconda della parte successivamente recedente), assolve alla sola finalità di indennizzare la controparte nell’ipotesi di esercizio dello ius poenitendi (che può essere conferito a ciascuna o anche ad una sola della parti) da parte dell’altro contraente.

Tribunale Bologna sez. II, 11/11/2020, n.1593

Caparra confirmatoria e caparra penitenziale: differenze

L’art. 1385 c.c., nel disciplinare l’istituto della ‘caparra confirmatoria’, ne individua chiaramente la duplice al contempo di garanzia e risarcitoria in favore della parte adempiente che, in caso di inadempimento dell’altra parte, può recedere dal contratto trattenendo la caparra ricevuta e/o pretendendo la restituzione del doppio di quella versata; in caso di adempimento la caparra confirmatoria va invece restituita ovvero imputata alla prestazione dovuta.

Il successivo art. 1386 c.c. prevede invece la ‘caparra penitenziale’, che ha la sola funzione di corrispettivo del diritto di recesso attribuito nel contratto a favore di una ovvero di entrambe le parti stipulanti; il recedente perde appunto la caparra versata ovvero deve restituire il doppio di quella incamerata. Ciò detto, nel caso di inserimento di clausola di caparra all’interno di un contratto, la locuzione ‘caparra confirmatoria’ adoperata dalle parti deve essere interpretata in base al criterio ermeneutico del significato letterale delle parole, potendo interpretarsi diversamente la comune volontà dei contraenti in presenza di differenti ed univoci elementi, quali circostanze o situazioni di segno opposto, che evidenzino l’uso improprio di una tale espressione o la non aderenza alla situazione oggettiva, dovendosi in tal caso propendersi per la natura ‘penitenziale’ della caparra, con ogni conseguenza di legge ex art 1386 c.c..

Corte appello Taranto, 15/07/2020, n.204

Natura e funzione della caparra

La caparra confirmatoria ha natura composita – consistendo in una somma di denaro o in una quantità di cose fungibili – e funzione eclettica – in quanto è volta a garantire l’esecuzione del contratto, venendo incamerata in caso di inadempimento della controparte (sotto tale profilo avvicinandosi alla cauzione); consente, in via di autotutela, di recedere dal contratto senza la necessità di adire il giudice; indica la preventiva e forfettaria liquidazione del danno derivante dal recesso cui la parte è stata costretta a causa dell’inadempimento della controparte.

Va invece escluso che abbia anche funzione probatoria e sanzionatoria, così distinguendosi sia rispetto alla caparra penitenziale, che costituisce il corrispettivo del diritto di recesso, sia dalla clausola penale, diversamente dalla quale non pone un limite al danno risarcibile, sicché la parte non inadempiente ben può recedere senza dover proporre domanda giudiziale o intimare la diffida ad adempiere, e trattenere la caparra ricevuta o esigere il doppio di quella prestata senza dover dimostrare di aver subito un danno effettivo.

Tribunale Cosenza sez. I, 01/05/2019, n.879

Multa penitenziale e caparra penitenziale: operatività

In tema di multa penitenziale, ciò che distingue l’istituto di cui all’art. 1373 comma 3 c.c. dalla caparra penitenziale, è il momento in cui viene versato il denaro: quest’ultima prevede la consegna al momento della stipula, mentre la prima ha operatività differita, stabilendo che il corrispettivo di recesso vada consegnato al momento dell’esercizio di tale facoltà di recesso.

Tribunale Milano sez. V, 14/12/2018, n.12616

Preliminare di compravendita e caparra penitenziale

La caparra penitenziale, convenuta con il preliminare di compravendita, trattenuta dal contribuente in seguito al recesso del promissario acquirente, è assoggettabile ad imposizione diretta, in quanto la prestazione principale rimasta ineseguita avrebbe costituito reddito ai sensi dell’art. 67, comma 1, t.u.i.r.

Cassazione civile sez. trib., 31/05/2016, n.11307

L’esercizio del diritto di recesso

Ai fini dell’imposta di registro, la caparra penitenziale, quale somma di denaro versata dal recedente per effetto dell’esercizio del diritto di recesso, rientra nell’ambito di applicazione dell’art. 43, comma 1, lett. e), d.P.R. n. 131 del 1986 e, dunque, trattandosi di un atto avente ad oggetto l’assunzione di un’obbligazione che non costituisce corrispettivo di altra prestazione, questa è soggetta ad imposta di registro in misura proporzionale, ex art. 9 della Tariffa, parte I, allegata al d.P.R. n. 131 del 1986.

Comm. trib. reg. Milano, (Lombardia) sez. XLIV, 12/10/2012, n.125

Il corrispettivo del diritto di recesso

In materia di obbligazioni e contratti la caparra confirmatoria ha natura composita – consistendo in una somma di denaro o in una quantità di cose fungibili – e funzione eclettica, in quanto è volta a garantire l’esecuzione del contratto, venendo incamerata in caso di inadempimento della controparte, consente, in via di autotutela, di recedere dal contratto senza la necessità di adire il giudice ed indica la preventiva e forfettaria liquidazione del danno derivante dal recesso cui la parte è stata costretta a causa dell’inadempimento della controparte. Va invece escluso che abbia anche funzione probatoria e sanzionatoria, così distinguendosi sia rispetto alla caparra penitenziale, che costituisce il corrispettivo del diritto di recesso, sia dalla clausola penale, diversamente dalla quale non pone un limite al danno risarcibile, sicché la parte non inadempiente ben può recedere senza dover proporre domanda giudiziale o intimare la diffida ad adempiere, e trattenere la caparra ricevuta o esigere il doppio di quella prestata senza dover dimostrare di aver subito un danno effettivo.

Tribunale Pescara, 19/04/2012, n.562

Il pagamento di una caparra penitenziale

Il principio sotteso alla disciplina che regola la concessione del contributo — in base al quale l’impiego di risorse pubbliche a sostegno di attività industriali, agricole o artigianali, non devono andare in vantaggio di iniziative già in atto, se non in precedenza esaurite, restando, altrimenti, vanificata la funzione di incentivo allo sviluppo dei settori economici presi in considerazione e dei connessi livelli di occupazione — non risulta leso in presenza di attività strettamente preparatorie e prodromiche all’avvio dell’attività da ammettere a finanziamento, con assunzione di meri obblighi di garanzia sul piano economico, quale è il pagamento di una caparra penitenziale per la costruzione de futuro dell’immobile da destinare ad opificio industriale.

(Nel caso di specie, si tratta di assunzione di obbligo che si riflette in positivo sulla serietà dell’impegno nel settore produttivo di chi intende avvalersi del finanziamento pubblico, ma non identifica su un piano di effettività l’avvio del programma di investimenti, che richiede un insieme di iniziative che — per l’entità e definitività dell’impegno economico, nonché per l’ineludibilità della destinazione allo scopo delle risorse economiche e dell’iniziativa di impresa — collochino il concreto avvio dell’attività da finanziare in un momento anteriore alla presentazione della domanda di concessione del contributo) .

Consiglio di Stato sez. VI, 02/09/2011, n.4937

La procedura di acquisto di un immobile

L’azione di responsabilità erariale diretta a contestare le modalità con le quali è stata impostata e gestita la procedura di acquisto di un immobile, la compatibilità finanziaria della spesa prevista con la situazione in cui si è trovato a gestire in quel periodo il Comune stesso, la perdita della caparra penitenziale incautamente pagata, la violazione delle disposizioni in tema di utilizzo di entrate a destinazione vincolata, non attiene, e non censura, la scelta discrezionale del Comune di acquistare l’immobile, bensì i comportamenti gestionali causativi di danno erariale.

Corte Conti sez. II, 20/09/2010, n.366

Caparra penitenziale: quando avviene il versamento?

L’istituto della c.d. “multa penitenziale” previsto dall’art. 1373, comma 3, c.c., assolve – non diversamente dalla caparra penitenziale di cui all’art. 1386 c.c., nella quale il versamento avviene anticipatamente – alla sola finalità di indennizzare la controparte nell’ipotesi di esercizio del diritto di recesso da parte dell’altro contraente; ne consegue che in tali casi, poiché non è richiesta alcuna indagine sull’addebitabilità del recesso, diversamente da quanto avviene in tema di caparra confirmatoria o di risoluzione per inadempimento, il giudice deve limitarsi a prendere atto dell’avvenuto esercizio di tale diritto potestativo da parte del recedente e condannarlo al pagamento del corrispettivo richiesto dalla controparte.

Cassazione civile sez. II, 18/03/2010, n.6558

Interesse del creditore all’adempimento

La regola dell’art. 1384 c.c., che, nelle più recenti interpretazioni giurisprudenziali, attribuisce al giudice (o all’arbitro) il potere anche offıcioso di ridurre equamente l’importo della penale contrattuale manifestamente eccessivo – avuto riguardo all’interesse del creditore all’adempimento – è applicabile in via analogica alla caparra penitenziale, essendo non già regola eccezionale sebbene espressione del principio generale di proporzionalità, principio di rango costituzionale nonché fondamento del sistema normativo del contratto.

Collegio arbitrale Milano, 29/03/2006

Spese sostenute per la conclusione del contratto

È da considerarsi vessatoria ai sensi dell’ art. 1469 bis, comma 1, c.c., al di là delle ipotesi tipizzate in via presuntiva dal legislatore, quella clausola che, prevedendo per l’esercizio del recesso il pagamento di somme qualificate come spese, ma non qualificabili tali nella sostanza, appare volta ad aggirare quella normativa speciale in materia che ha voluto invece subordinare la facoltà di recesso al solo rimborso delle spese effettive e documentate, creando una vera e propria forma di caparra penitenziale (nella specie, la clausola sul recesso, pur dopo una formale modifica con la quale si era previsto un elenco dettagliato delle spese sostenute per la conclusione del contratto col singolo consumatore in pretesa attuazione dell’art. 5 d.lg. n. 427 del 1998 in tema di multiproprietà, includeva ciononostante il ristoro della prenotazione anticipata del titolo, da considerarsi abusivo, sia che tale rimborso attenesse ad un acconto del prezzo versato dal consumatore al venditore, sia che esso attenesse al versamento effettuato dal venditore al proprietario dei titoli, dal momento che anche in questa seconda ipotesi la spesa non si configurerebbe come necessariamente sostenuta in vista del singolo contratto da cui l’acquirente ha diritto di recedere, ma come sostenuta per collocare sulla generalità del mercato i beni da vendere, nell’ambito della propria attività economica.

Tribunale Firenze, 19/02/2003

La garanzia della stipulazione del contratto

La cauzione provvisoria prevista dall’art. 30 legge quadro in materia di lavori pubblici ha natura di caparra penitenziale posta a garanzia della stipulazione del contratto e può essere prestata anche mediante fideiussione bancaria od assicurativa.

T.A.R. Bari, (Puglia) sez. I, 27/02/2002, n.1089



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4 Commenti

  1. Ho comprato un’auto versando una caparra. Il residuo mi hanno detto che potevo pagarlo alla consegna del mezzo. Ma quando è arrivata l’auto, non ho pagato più. La concessionaria non mi ha consegnato più il veicolo. Cosa può fare la concessionaria?

    1. La concessionaria potrà chiederti il risarcimento oppure potrà limitarsi a trattenere la caparra; in ultima istanza, potrà importi l’acquisto dell’auto e chiedere il risarcimento per il ritardo.

  2. Ho comprato una macchina nuova solo che l’auto non arriva nei tempi promessi. A me serviva perché dovevo partire e mi hanno detto che i tempi si prolungheranno di molto. Io non ho più alcun interesse all’acquisto. Posso chiedere alla concessionaria la restituzione della caparra versata e rinunciare all’auto?

    1. Puoi chiedere alla concessionaria la restituzione della caparra versata, rinunciando all’auto; oppure rinunciando sempre all’auto, potrai chiedere la restituzione della caparra e il risarcimento del danno; oppure potrai accettare l’auto arrivata in ritardo e chiedere il danno per il tempo che sei stato senza veicolo.

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