Scuola: obbligo di autocertificare la temperatura

10 Settembre 2020
Scuola: obbligo di autocertificare la temperatura

La Regione Piemonte stabilisce la verifica quotidiana prima dell’ingresso in classe: i genitori dovranno riportare il valore sul diario o su un apposito modulo.

Tra le misure precauzionali anti-Covid ora arriva l’obbligo di riportare sul diario scolastico la temperatura dei figli che vanno a scuola, a pena di divieto di ingresso: lo introduce la Regione Piemonte con un’ordinanza firmata ieri dal presidente Alberto Cirio.

Il provvedimento raccomanda a tutti gli istituti di misurare la temperatura agli alunni prima dell’ingresso a scuola, ma qualora l’istituto non fosse in condizioni di farlo «per ragioni oggettive e comprovate», allora dovrà prevedere «un meccanismo di verifica quotidiana, attraverso una autocertificazione che potrà essere fornita sul registro elettronico, sul diario o su un apposito modulo, per controllare che la temperatura sia stata effettivamente misurata dalla famiglia».

Se nonostante ciò lo studente arriva senza essere munito di questa autocertificazione, «la scuola avrà l’obbligo di misurare la febbre per consentirne l’ingresso in classe».

«La scelta di dare alle famiglie la responsabilità di misurare la temperatura agli studenti è stata fatta dal Governo, ma il Piemonte ritiene che un elemento così delicato e importante non possa essere lasciato alla sensibilità delle singole famiglie e per questo è stata predisposta questa ordinanza che introduce per le scuole un obbligo di verifica», dice all’Adnkronos il presidente Cirio, e sottolinea che «mandare a scuola un bambino con la febbre mette a rischio lui, gli altri bambini e tutto il personale scolastico. Non lo possiamo permettere, vogliamo che quando i nostri figli sono a scuola siano in un luogo sicuro».

In Piemonte le scuole ripartiranno il 14 settembre, senza gli slittamenti decisi da altre Regioni. L’ordinanza del governatore Cirio però suscita alcune critiche: «Iniziativa tardiva e impropria» che «rischia di creare confusione», la definisce il direttore generale dell’Usr Piemonte, Fabrizio Manca. «Le linee guida nazionali hanno affidato alle famiglie la misurazione della temperatura senza ulteriori oneri per le stesse e per le scuole, insomma, verrebbe da dire che lo Stato ha fiducia e crede nella responsabilità genitoriale, la nostra Regione evidentemente no», dice ancora.

Il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, poi, esprime dubbi sulla legittimità dell’intervento, «non solo perché carente di motivazione sotto il profilo delle indifferibili e contingenti esigenze sanitarie, delle quali non è chiaramente esplicitata l’urgenza, ma in quanto interviene in un ambito di materie che sono riservate alla competenza esclusiva dello Stato, quali l’autonomia scolastica, i poteri organizzativi del dirigente e il rapporto scuola famiglia».

Ma a stretto giro arriva la replica del presidente Cirio: «In un Paese normale la temperatura la si misura a scuola. Noi usiamo questo meccanismo perché il Governo ha scelto così. Vogliamo essere sicuri che i bambini quando entrano a scuola abbiano una certificazione che dica che la febbre non ce l’hanno».



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