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Libretto postale: interessi

29 Ottobre 2020
Libretto postale: interessi

Gli italiani sono molto affezionati al risparmio postale a causa dell’elevato grado di garanzia di tale prodotto finanziario.

Hai accumulato dei risparmi. Vorresti trovare uno strumento finanziario flessibile che ti permetta di ritirare i soldi quando vuoi. Non hai intenzione di rischiare sul mercato e vuoi un prodotto sicuro. In casi come questo, la gran parte degli italiani si rivolge ai prodotti finanziari di Poste Italiane ed, in particolare, al libretto postale. Si tratta di un prodotto che dà un basso tasso di interessi ma garantisce la sicurezza dell’investimento e la piena libertà del risparmiatore di prendere i soldi all’occorrenza.

Il libretto delle Poste, infatti, è garantito dallo Stato italiano, per il tramite della Cassa Depositi e Prestiti e non presenta alcun profilo di rischio per il risparmiatore.

Libretto postale: cos’è?

Il Libretto Ordinario di Poste Italiane è un libretto di risparmio che consente al risparmiatore di accantonare delle somme di denaro potendo contare sulla piena garanzia del capitale versato.

Il libretto postale è un prodotto finanziario privo di alcun profilo speculativo. È, dunque, particolarmente indicato per quei risparmiatori che vogliono avere uno strumento nel quale accantonare i propri risparmi ma che non vogliono rischiare nulla, consapevoli che non vedranno lievitare il loro capitale.

Il libretto postale è forse più di ogni altro lo strumento finanziario al quale sono affezionati gli italiani per la gestione del loro risparmio. Infatti, i libretti sono emessi dalle Poste Italiane, società partecipata dallo Stato, ed hanno la garanzia dello Stato stesso per mezzo della Cassa Depositi e Prestiti.

Ma quali sono le principali caratteristiche del libretto postale? Tale prodotto postale consente al risparmiatore di:

  • versare e prelevare senza dover sostenere spese;
  • operare senza bisogno del foglio di carta se il libretto viene aperto in forma dematerializzata;
  • ricevere, sul libretto, bonifici se a tale prodotto viene associato il conto corrente bancario in ufficio postale.

Inoltre, il risparmiatore titolare del libretto postale può decidere di accreditare la sua pensione direttamente su questo strumento. In tal caso, il pensionato potrà godere di un’assicurazione che copre sino a 700 euro annui in caso di furto del contante dopo il prelievo.

Cos’è la carta libretto?

Il risparmiatore può decidere di collegare al proprio libretto postale la cosiddetta carta libretto postale.

Si tratta di una carta di prelievo e di versamento collegata al libretto che consente al titolare di versare denaro sul libretto stesso in tutti gli uffici postali.

Inoltre, con la carta libretto, il titolare può:

  • effettuare prelevamenti di denaro;
  • verificare il saldo residuo e l’elenco delle operazioni effettuate;
  • disporre girofondi.

Queste operazioni potranno essere svolte in modo molto rapido, direttamente dallo sportello Postamat, senza entrare in ufficio postale.

Libretto postale: interessi

Veniamo, ora, al punto “dolente” del libretto postale: gli interessi maturati. È ovvio che per tutti gli strumenti finanziari vale una regola non scritta molto semplice: più l’investimento è speculativo e rischioso maggiore è la remunerazione del capitale.

È, dunque, pressoché impossibile che un prodotto finanziario sicuro, senza rischi sul capitale, possa dare rendimenti alti. Proprio per questo, il libretto postale fornisce ampie garanzie ma, al contempo, offre una remunerazione del capitale investito molto bassa.

Più nel dettaglio, gli interessi maturano a partire dal giorno in cui viene effettuato il versamento della somma di denaro e sino alla data di estinzione del libretto. La capitalizzazione annua avviene al 31 dicembre di ogni anno.

Per quanto concerne il tasso di interesse, il libretto ordinario garantisce un tasso nominale annuo lordo dello 0,001%, in vigore dal 7 novembre 2019.

Libretto postale: quante tasse occorre pagare?

Per quanto concerne gli oneri fiscali, sugli interessi maturati sulle somme accantonate nel libretto postale viene applicata una ritenuta del 26%.

Inoltre, il Governo Monti ha introdotto un’imposta di bollo che colpisce i risparmiatori. Infatti, ogni persona fisica deve pagare, ogni anno, una tassa pari a 34,20 euro quando la giacenza media annua complessiva dei libretti con medesima intestazione è superiore a 5.000 euro. L’importo della tassa è elevato a 100 euro nel caso di persona giuridica.

Se, dunque, la persona fisica ha più libretti postali che, singolarmente presi, hanno fatto registrare una giacenza media annua inferiore a cinquemila euro, la tassa deve essere comunque pagata se, sommandoli, il risparmio complessivo supera tale soglia.



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