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Cosa sappiamo finora sul bonus bancomat

10 Settembre 2020
Cosa sappiamo finora sul bonus bancomat

Trecento euro a chi ne spende tremila pagando col Pos. Partirà dal primo dicembre. Tutte le anticipazioni uscite sulla misura, ancora allo studio del Governo.

Soldi a chi compra, ma solo se paga con moneta elettronica. È il principio su cui si basa il bonus bancomat da trecento euro (o piano cashback, che a sua volta rientra nel piano per la riduzione dei contanti o piano cashless) che dovrebbe partire dal prossimo primo dicembre. Per ora, ci sono solo le buone intenzioni, anche se il Governo sembra volere davvero fortemente questa misura, nonostante le riserve dei piccoli esercenti, non troppo amanti del Pos per i costi delle commissioni.

I particolari si potranno avere solo quando ci sarà un provvedimento che li metta nero su bianco. Ma visto l’interesse che c’è già intorno all’argomento, vale la pena spendere due parole per fare il punto su cosa sappiamo finora sul bonus bancomat. «La madre di tutte le battaglie», lo definisce oggi il Corriere della Sera in un articolo a firma di Fabio Savelli.

Un’occasione per centrare due obiettivi in un colpo solo: dichiarare guerra all’evasione fiscale – che in Italia è pari a 109 miliardi di euro ogni anno, siamo i primi in Europa – e guadagnare, quindi, credibilità agli occhi dell’Unione europea, pronta a sciogliere i cordoni della borsa e a metterci in mano 209 miliardi di euro del Recovery Fund. Proviamo a dare un’occhiata più in dettaglio alla misura che l’Esecutivo si appresta a varare.

Come funziona il bonus?

Nei programmi del Governo Conte bis, il bonus dovrebbe consistere in una somma che è pari al 10% della spesa sostenuta con bancomat o carta di credito nel corso di un anno. Come detto, la misura è ancora allo studio del ministero dell’Economia, ma si sa già che ci sarà una soglia di spesa da raggiungere e anche un numero minimo di transazioni da effettuare in dodici mesi.

Quanto al primo punto, sappiamo che avrà diritto al bonus chi farà acquisti con moneta elettronica per tremila euro: il bonus quindi ammonterà a trecento euro.

Non è ancora nota, invece, la quantità minima di transazioni da dover eseguire, ma si tratta di un paletto comunque importante perché l’intenzione è quella di incentivare l’uso di carte di credito anche per spese di piccola entità. Una misura che, in pratica, vuole portare a un vero e proprio cambiamento di costume e abitudini.

Il consumatore, secondo le anticipazioni di Italia Oggi, otterrà il bonus sul proprio conto corrente. Bisognerà probabilmente scaricare l’app Io della pubblica amministrazione.

Vale anche per gli acquisti online?

No. Al momento l’e-commerce e gli acquisti online sono esclusi dal piano cashback. Nell’ambito del commercio elettronico, l’utilizzo delle carte di credito non è solo diffuso ma è anche spesso l’unica modalità di pagamento possibile.

È probabile, però, che ci saranno dei correttivi in senso opposto, considerando il boom conosciuto dall’e-commerce specie negli ultimi anni e il numero crescente di consumatori che comprano su Internet.

Ci sono altre agevolazioni?

Il piano di riduzione dell’uso dei contanti è un composito pacchetto di interventi che va letto nell’ambito di una strategia unitaria. Oltre al bonus bancomat, dal primo dicembre 2020 per invogliare a fare più ricorso a bancomat e carte di credito, sono previsti anche:

  • un credito d’imposta sulle commissioni addebitate ai piccoli esercenti per transazioni con mezzi tracciabili (già in vigore dal primo luglio scorso);
  • abbassamento (anch’esso già in vigore) della soglia dei pagamenti in contanti da 2.999,99 a 1.999,99 euro fino al 31 dicembre 2021, con ulteriore abbassamento a 999,99 euro dal primo gennaio 2022;
  • la lotteria degli scontrini dal primo gennaio 2021, che premierà chi sceglierà di pagare con carte di credito.

Cosa si sta facendo per mettere a punto il bonus?

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha incontrato nei giorni scorsi gli operatori del settore (Nexi, Sia, Mastercard, Visa e altri) per chiedere loro un impegno ad accelerare sull’adeguamento tecnologico necessario per far partire la misura.

In particolare, le transazioni dovranno essere rendicontate tramite la piattaforma PagoPa e piattaforme bancarie, informando l’Agenzia delle Entrate. A questo scopo, sarà necessario coinvolgere anche il Garante della privacy e la Corte dei Conti.

Bisognerà poi approntare un decreto che illustri precisamente la misura.



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